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Vent'anni di Tapiri

Il ventennale di Striscia la notizia si celebra il 7 novembre, ma Antonio Ricci, Ezio Greggio ed Enzino Iacchetti sono già sulle barricate, perché deve essere chiaro che nemmeno l'euforia dei festeggiamenti potrà scalfire la loro totale indipendenza.
Un esempio: "Qualche sera fa", mi racconta Ricci, "mentre tornavo da Alassio, un ricordo mi ha invaso la mente e sono andato subito a cercare il copione della prima puntata di Striscia, che allora aveva come sottopancia la definizione "giornale radio", andava in onda su Italia 1 e doveva sostituire l'informazione che a quei tempi era proibita alle Tv private. Non potevamo trasmettere un telegiornale se non in ambito strettamente locale. C'eravamo inventati "la cassettizzazione" e, una volta registrati i programmi, partivano aerei che li portavano alle reti collegate a noi".
"Leggo quello che era andato in onda nella prima puntata", prosegue Ricci: "Era il 7 novembre 1988, l'avevano condotta Ezio Greggio e Gianfranco D'Angelo. La battuta di chiusura di D'Angelo diceva: "Restate su questa rete perché dopo di noi va in onda il film "Quattro ragazze e un miliardario". Scatta la folgorazione: avevamo previsto il futuro con vent'anni d'anticipo e così 24 ore dopo va in onda il pezzetto dell'annuncio di D'Angelo seguito dalle immagini di Silvio Berlusconi che si destreggia a Villa Certosa con quattro belle ragazze...".
La festa si diceva, una puntata speciale di Striscia alla Triennale di Milano, e la sera dopo gran galà con l'inaugurazione di una mostra con filmati, documenti, spezzoni inediti, i dietro le quinte di una trasmissione che è stata definita "il telegiornale più credibile per gli italiani", senza mai però venir meno al clima ludico di un varietà che, come dicevano i latini, castigat ridendo mores.

- Antonio, in 19 edizioni un ascolto medio di 7 milioni e mezzo di telespettatori, e in ogni stagione il record di essere, per 140 giorni o giù di lì, il programma più visto della giornata. Sono state davvero tutte rose?
"Le rose hanno le spine, e devo ammettere che ce le siamo andate a cercare più di una volta. E ancora non abbiamo perso il vizio".
Il momento più delicato di questi vent'anni potremmo celebrarlo nel marzo 1993, in piena Tangentopoli. "Nel mirino di Striscia c'era la Snam", racconta Ricci, "con la campagna 'Il metano ti da una mano'. Noi trasformiamo lo slogan in 'Col metano si sono dati una mano'. Apriti cielo! Mi telefona un alto funzionario di Mediaset che mi comunica: "La Snam è uno dei nostri maggiori clienti e vuol ritirare lo spot e il budget di 20 miliardi di lire che ha investito. Fate una rettifica...". L'indomani la rettifica va in onda così: "Visto che tutto il vertice Snam è in galera, non è vero che il metano ti dà una mano... ti dà una manetta".
Ricci continua inarrestabile: "Su di noi si rovescia un silenzio assordante, nessuno ci telefona più, l'azienda scompare e io vengo a sapere che Berlusconi ha incaricato Fatma Ruffini di studiare una trasmissione alternativa a Striscia, ma edulcorata. I miei più stretti collaboratori vengono contattati per dare una mano ma rifiutano. La Ruffini ci prova lo stesso, ma non riesce a convincere nemmeno chi ci vuol male. Allora gira una notizia secondo la quale Berlusconi avrebbe ringhiato a Giorgio Gori: "Se lei non riesce a mettere in piedi una Striscia la notizia senza Ricci e la sua banda sappia che le mancheranno 20 miliardi dal budget di rete". Restammo sospesi per una settimana, non sapevamo quando e se saremmo tornati in video, ma Gori fece due conti, si inventò una cresta al contrario sulla spesa, ed eccoci lì di nuovo tutti, ben determinati a non cedere al nostro modo di essere liberi".
Promesse mantenute col filmato sull'Operazione arcobaleno, con saccheggi nel campo di Valona in Albania, un caso che viene ripreso dalle televisioni di mezzo mondo, la denuncia sui permessi di lavoro falsi, i fuori onda. Quello con Buttiglione e Tajani fece epoca. "Fu una bomba che ci fece rischiare il botto. In un fuori onda in attesa di collegarsi con il Tg 4, Rocco Buttiglione propone ad Antonio Tajani un piano contro An. È vero che Fede è il nostro più grande fornitore di scoop, ma quella volta fu davvero grossa".
- La tua polemica con i pacchi di Affari tuoi e con Bonolis ha riempito i giornali per mesi. Ne valeva la pena? Molti dicevano che stavi esagerando...
"Ne valeva la pena per due motivi: Bonolis era ormai l'altra metà di Striscia, era legato a Luca Laurenti e la sua era una conduzione confezionata su misura. Quando ha cambiato maglia, abbiamo potuto rimettere mano alle nostre formule. E, tanto per non fare nomi, abbiamo trovato Ficarra e Picone, che torneranno dopo Natale sostituendo Greggio e Michelle Hunziker, due personaggi che piacciono a tutti, in particolare ai giovani. Per i pacchi, poi, ce ne sarebbero da dire, anche oggi; però tanto non serve a niente...".
- A proposito di scandali: memorabile fu quando scopriste che, nel 1991, in piena Guerra del Golfo, nel porto di Genova erano ancorate due navi irachene con un equipaggio di 80 marinai e 40 ufficiali...
"Guarda, quando abbiamo inventato quel pupazzone rosso che si chiama Gabibbo e gli abbiamo dato un sito internet, lui è diventato una specie di collettore di tutte le cose storte che la gente vede o crede di vedere. Per il popolo è davvero "il giustiziere rosso" e in media riceve 1.500 chiamate al giorno".
- E poi ci sono i vostri mitici inviati...
"Vieni (si alza, mi mostra una lunga vetrinetta dove ci sono miniaturizzate le statuette degli inviati, da Ghione al "Fregoli" Ballantini, fino a Fabio e Mingo, ndr): guarda, ci sono tutti, è un vero presepe che mi hanno regalato i famosi artisti di Napoli, quelli che si divertono a inserire personaggi noti tra quelli classici della tradizione. Dimmi se devo aggiungere qualcosa... Si che devo, per ringraziare Enzino Iacchetti, sempre stralunato e distratto, e il pirotecnico Ezio Greggio, due forze della natura. Ezio è sempre in ritardo, ma legge il copione una volta pochi minuti prima di andare in video e subito lo sa a memoria. E tutti gli altri: saranno nella mostra alla Triennale, che tra l'altro avrà una scenografia firmata da Margherita Palli, la scenografa di Luca Ronconi".
- Federico Fellini definì Striscia la notizia "una trasmissione che risulta più o meno come un reato"...
"Aveva ragione, però, intanto, ci guardava ogni sera...".
- Antonio Ricci, pronuncia una frase storica, da genetliaco ventennale...
"Prima, se mi permetti, una soddisfazione personale: l'Accademia della Crusca, l'istituto nazionale per lo studio e la salvaguardia della lingua italiana, ha inserito il termine 'veline' nel suo vocabolario, con la seguente motivazione: "Il termine è divenuto familiare grazie alla crescente efficacia divulgativa di Striscia la notizia. La sua notorietà iniziò quando l'ideatore Antonio Ricci provvide ad animare e ingentilire il notiziario, con artificio metonimico, con pimpanti vallette alle quali assegnò il compito di recapitare in scena alcuni messaggi provenienti dalle autorità'".
- Bene, perfetto. Ma questa frase celebrativa ce la dici?
"Sarò banale, ma mi viene così: se dopo vent'anni siamo qui ancora, qualcosa vorrà
pur dire".
(Gigi Vesigna/Famiglia Cristiana, 4 novembre 2007)