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"Abbiamo insegnato a smontare la tv"

Senta Ricci se una volta siamo finiti anche il mio collega Babato ed io su "Striscia" perché giocavamo a pallone contro la squadra del giudice Casson vuol dire che nessuno si salva...
"Però Striscia salva il mondo".
In che modo?
"Fornendo dubbi e chiavi di lettura".
I dubbi vengono da soli, le chiavi di lettura occorre darle.
"Striscia fa anche un lavoro sul linguaggio televisivo: "smonta". Lo smontaggio fa vedere la trama, fa vedere che cos'è tv. Striscia è anche il racconto dell'Italia di questi ultimi vent'anni dove tutto passa come un fulmine".
Viste e scoperte molte cose, scoop compresi. Anche se l'Italia dimentica troppo. Ma voi riuscite a spiegare il passato?
"No. Tra l'altro la tv incide poco sulla memoria. Più facile ricordare un "documento" su un giornale che ricordarlo per averlo visto in televisione. Però molte cose hanno un ciclo. E così "veniamo scoperti", a livello di critica, ogni anno. Ci dicono, "ecco finalmente qualcuno...". Ci fa piacere, vuol dire che siamo nuovi. Le critiche del primo anno erano del tipo: "Ecco finalmente qualcuno che...".
Non sarà che i critici sono poco adeguati?
"I programmi televisivi, a volte, sono sempre gli stessi. Ma anche i critici sono sempre tali. Aldo Grasso dice "che cos'è sta roba?". Ma anche a lui fa piacere che sia sempre la stessa: perché l'ha già vista. E' tutto virtuale".
Picasso diceva che solo i geni copiano. Voi?
"Come l'arte moderna "utilizziamo materiali". Anche di scarto. Trattiamo immondizia...".
Roba d'artista...
"La medesima immagine può avere significati differenti: la materia è la stessa però trattata in modo diverso. Utilizziamo i servizi dei telegiornali e usiamo, a volte, anche la stessa tecnica falsificatoria dei telegiornali. Ma lo facciamo in maniera grossolana, in modo che si noti. Se cambiamo le domande a uno che risponde lo facciamo volutamente: perché si veda".
Come con "Il fatto" di Biagi?
"E tanti altri casi. Gli altri taroccano: ma senza dirlo".
Dallo smontaggio impariamo qualcosa?
"Mi piace immaginare di essere totalmente don Chisciotte che va contro i mulini a vento. Non è così, ma anche in misura omeopatica, qualcosa resta. Lo vediamo dalle segnalazioni degli spettatori. Il fatto di essere interattivi fin quasi dalla nascita ci aiuta".
Ma voi provocate!
"Accettiamo anche le provocazioni "nonostante" la televisione. Quelle stimolano gli spettatori a segnalarci: ormai il 95 per cento di quello che facciamo arriva dagli spettatori. Dei tarocchi televisivi se ne accorgono loro, proprio perché li abbiamo abituati a guardare la tv in una certa maniera. Allora diventa una gara: "Ieri al Tg1 hanno fatto vedere un blitz dei carabinieri, però la telecamera era già dentro". E via così".
É cambiato qualcosa?
"I telegiornali sono migliorati, fanno molto meno docu-fiction".
Da dove nasce "Striscia"?".
"E' parola polisemantica: striscia dei fumetti, striscia di cocaina, striscia per via del serpente che "striscia la notizia". (La prima sigla aveva una "S" fatta come un serpente strisciante). Ma il serpente è anche animale sapienziale, ha la lingua dialettica; è la parte misteriosa. E si chiamano programmi "a striscia" quelli che sul palinsesto per tutta la settimana corrono come una striscia". In vent'anni è accaduto di tutto, dai rimbrotti del garante Rodotà a battaglie con gli avvocati della Rai.
Avete momenti per la compassione?
"Sempre. Anche se può essere più evidente il lato cattivista. In realtà possiamo dispiacere a dieci, però, poi, siamo amati da milioni di milioni. Ancora ieri mi è arrivata segnalazione di signora che ci ha ringraziato per averle evitato una truffa. E abbiano fatto diminuire il prezzo del latte in polvere, dei pannolini, di medicinali, sventato - col Gabibbo - il mercato nero dell'acqua minerale dopo l'alluvione ad Alessandria del 1994".
Molti vi sono grati...
"Ma immagino che Vanna Marchi non lo sarà".
Vespa, Giurato, Del Noce, Zucchero, Messner: il più arrabbiato con voi?
"Per me Scalfaro".
Che è accaduto?
"È l'Antistriscia per eccellenza. (alla pari con Fazio, ex Banca d'Italia). Di solito i tromboni odiano "Striscia". Quelli che si prendono sul serio ci odiano a pelle. Lui ce ne ha "fatte di ogni": sequestri, ha fatto picchiare Staffelli, c'è stato un periodo nel quale pensavamo di avere i telefoni sotto controllo. In compenso gli abbiamo proiettato un tapiro sulla cupola della chiesa di Novara fatta coi fondi massonici".
E...
"Per una botta di fortuna mio cognato ha trovato in un mercatino di Diano Marina parte delle lettere di raccomandazione firmate da Scalfaro. Quelle ce le ha mandate il Cielo".
L'obiezione più forte?
"Scopriamo i tarocchi in tv e ci dicono: lo fate perché siete contro la Rai. Ma andiamo anche "contro di noi". Abbiamo fatto condannare Mediaset per pubblicità ingannevole. Recentemente abbiamo scoperto la nuova trasmissione taroccata di Melinda, reti Mediaset. ".
Sempre cattivoni?
"Se attacchiamo alcune trasmissioni portiamo pubblicità e visibilità. C'è stata una scommessa con Columbro che faceva "Caro maestro" e aveva poco ascolto: faccio un paio di incursioni e vedrai. L'abbiamo attaccato per pubblicità occulta di zainetti ed è cresciuto di un milione di spettatori. Certo non possiamo non fare gli attacchi ad "Affari tuoi", sarebbe omissione".
É la vostra missione...
"Ma non è strano che i premi più grossi ad "Affari tuoi" restino sempre alla fine? E poi, da quanto Mammuccari ha consigliato "fateli piangere", piangono. Non era mai accaduto e adesso...".
Dica di Bartali conduttore.
"È stato qui solo una settimana. Arrivava di mattina con la moglie e la Ritmo con la bombola del gas sul tetto, quando qui non c'è nessuno. Poi parlava fino a sera con operai e tecnici. Gli spiegavamo: parla poco che alla sera.... Lui niente. Una volta l'abbiamo dovuto anche doppiare. Ma si divertiva".
Poche conduttrici...
"Voi avete una visione della donna che non è la mia: Per me Iachetti è una donna e Melissa è un uomo. Greggio? É un uomo. Qui c'è sempre una "visione" tra maschile e femminile, concavo e convesso. Emma Coriandoli? Femminile. Ma la Parietti "maschile"".
Il televisore è maschio o femmina?
"Chi lo sa? Per me è maschio. "Emette" e non riceve. È prominente, Entra. Non solo entra ma anche tu non puoi "penetrarlo", non puoi dialogare con lui. E' fallocratico".
Le veline nascono dal linguaggio del Ventennio, come si sono comportate in questo ventennio di striscia?
"C'erano fin da primo momento, silenziose. Parlano solo nel momento della vendita che è il momento più alto di Striscia, quando il "Dio si fa merce e viene dato in comunione ai fedeli"".
La velina comincia...
"Per parodia delle copertine di Panorama e dell'Espresso che usavano figure femminili per parlare di perestrojka e glasnost, una volta le veline venivano chiamate Panorama-Espresso. Negli anni sono diventate un'icona di Striscia. Hanno un ruolo: il ruolo della velina".
Che significa?
"Credere che le veline esistano è come credere che muoiano gli indiani nei film western. La velina non c'èèè! Clamoroso quel titolo su un giornale di giorni fa sulla mamma che aveva ammazzato il figlioletto: "L'assassina voleva fare la velina". Una di 28 anni che vuol fare la velina non esiste in natura! Di 17 anni sì".
Quanta Italia c'è in questa immagine?
"Non è Italia: è mondo. La Velina è l'immagine della vendita. Quando deve vendere qualcosa di diverso da se stessa acquista la parola".
Vizzini (Psdi) ministro delle Poste nel 1991 si arrabbiò per i colori della bandiera italiana sugli slip...
Provocazione. Poi l'abbiamo tolta. Così dicono; finalmente hanno messo la testa a posto. Noi, allora, track che lo rifacciamo".
Il nome velina...
"Viene dalla carta velina, che era la carta più fresca e più giovane. Anche la parola velina è polisemantica; anche se a guardare bene "Porta a porta" è pieno di veline: vanno lì e si godono del nulla...".
Lei è ingestibile.
"Ingestibilità trentennale".
Invidia delle tv degli altri?
"No. Se c'è qualcosa che mi piace lo guardo con piacere. Fiorello mi diverte. Parecchi anno fa gli abbiamo chiesto: quando vieni a condurre striscia? E lui, ma io lavoro se c'è il pubblico. Adesso gli ho messo il pubblico. Molto, molto sotto, pensiamo di fare anche qualcosa di utile. Siamo la punta avanzata nelle inchieste. Una volta le faceva solo il Gabibbo: adesso se le fanno la Gabanelli o le Iene sono contento. Sono convinto che se sei da solo sei più debole, se invece c'è movimento sei coperto".
Divertirsi
"Bisogna anche divertirsi nel lavoro. E credere in quello che si fa. Ma quando partiamo non sappiamo mai cosa accadrà. Chi poteva immaginarsi che col tapiro Fazio avrebbe avuto reazioni beluine? Invece altri prendono come fosse una grande figata. Montezemolo ha detto: questo mi porta fortuna; e ci ha dato in cambio un cavallino d'oro".
I cani sulla scrivania?
"L'ho teorizzato: quando sono alla frutta metto un cane. Tranne Willy il cane di Iachetti che viene qui a dormire, un animale ti obbliga a concentrarti. Soprattutto quando lo studio è un po' stanco, se uno butta un essere irrazionale costringe il conduttore ad avere reazioni non da copione. Sono cani da sveglia".
(Adriano Favaro/Il Gazzettino, 4 novembre 2007)