Ultime notizie

Striscia la mostra: Tapiro superstar

di Sabrina Bonalumi
E' passato di mano in mano. In mille mani. Dalla sua prima volta, il 27 novembre 1996 a oggi ha fatto il giro d'Italia. Su e giù. Senza fermarsi mai. Neanche davanti a chi (e ce ne sono stati parecchi) vedendolo non ha certo fatto le riverenze. Adesso il tapiro, con il suo muso lungo, diventa una superstar. Varca la soglia del Palazzo della Triennale, tempio milanese del design, si "clona" e si mette in mostra: Venti di Striscia, dall'11 al 25 novembre. E se lui, dorato e tristanzuolo, con il look rivisitato da designer affermati, si aggiudica il piedistallo d'onore, Antonio Ricci, creatore di Striscia la notizia, conquista l'Olimpo dell'innovazione e festeggia con una "movida" senza pari le venti edizioni del suo Tg satirico. Per omaggiarlo non basta una maxi torta con venti candelabri. Ci vuole molto di più: 100 tapiri d'autore, di cui 10 saranno battuti all'asta per beneficenza il 10 novembre durante la festa alla Triennale (il ricavato andrà a favore dell'ospedale San Raffaele di Milano e servirà per l'acquisto di un laser per curare vitiligine e psoriasi) e gli altri 90 saranno venduti, sempre a scopo benefico, attraverso Mediashopping; una raccolta di oltre 4 mila video, uno per puntata. Ma tutti attendono la festa (del 10 novembre) con lo staff, inviati, autori, conduttori, Veline di ieri, di oggi e amici.
Sopra tutti, lui, Antonio Ricci. "Non oso immaginare la confusione che ci sarà. Noi, tutti insieme, riuniti dopo così tanto tempo. Vi ricordate il neonato che gattonava nel promo del nostro secondo anno: Striscia, l'età dell'innocenza? Ecco, vorrei ricontattare anche lui, sono curioso di vedere com'è oggi". Com'è nata la "joint" con la Triennale? "Ci ha contattati Davide Rampello, il presidente del Palazzo dell'Arte. è lui la mente della mostra e noi siamo stati molto felici di realizzarle insieme". La Triennale, culla della modernità e di tutti i linguaggi che hanno dimestichezza con l'innovazione, il contemporaneo, il pionieristico. Così, se tempo fa aveva aperto le sue porte alla televisione, a "Carosello", oggi si inchina alla satira, allo sberleffo, all'ironia graffiante di Striscia. Immagini e parole. "Pensi che ci sono molti stranieri che vengono in Italia e guardano Striscia. Lei dirà, e che cosa capiranno? Semplice: il linguaggio delle nostre immagini è elementare, di facile comprensione. E, ancora: c'è un libro francese Mamma, li turchi! che racconta di un gruppo di francesi che studiano l'italiano attraverso Striscia, il Gabibbo e via dicendo.
La nostra trasmissione vanta anche varie edizioni: ce n'è una persino in Bulgaria!". E l'orgoglio di Ricci si sente dal tono soddisfatto della voce. Si diverte ancora, dopo così tanto tempo? "Non sa quante risate ci facciamo. Mi diverto ancora. Eccome!". Mai un momento di cedimento, una simil crisi? "Striscia ha avuto sempre una buona dose di fortuna preponderante. Noi abbiamo sempre messo del nostro, rinnovandoci nella continuità: inviati nuovi, rubriche nuove...". Mai un momento di cedimento? "Ogni ostacolo per noi è sempre stato motivo di stimolo. Davvero. E lo si è superato sempre con quel qualcosa che mancava, sempre con l'obiettivo di migliorare, migliorarci...".
Quando fu la sua "prima volta"? La lampadina che si illumina e punta dritta verso un programma di satira, terreno pressoché inesplorato fino ad allora? "L'idea mi venne vedendo Bruno Vespa durante un telegiornale. Impettito, diceva che avevano arrestato l'anarchico Pietro Valpreda, accusato di aver messo la bomba a piazza Fontana. Lo schermo in bianco e nero mandava queste notizie e io già pensavo al perché non si potesse offrire al telespettatore un altro punto di vista della stessa vicenda. Magari in modo, più pungente, satirico. Così, quando nel 1988 ho avuto l'occasione, mi sono lanciato nell'esperimento. Ricordo che ci presentammo nella prima edizione con la frase: 'Tenteremo l'impossibile: battere la comicità di Vespa'".
Missione compiuta?
"Mah... Vespa si è eternato nel varietà. è il nostro Macario...".
Pionieristico nell'idea, nei mezzi ("Siamo stati i primi ad avere un sito Internet sul quale arrivavano segnalazioni dettagliate, qualificate e capillari. I primi ad avere un numero verde, per cercare di essere interattivi con il Paese". E poi, a lei il merito di aver creato le Veline. "Ma io non le ho create! è come se uno dicesse che Cristoforo Colombo ha creato l'America perché l'ha scoperta. L'America c'è sempre stata, anche prima di lui, e così la figura delle Veline.
Diciamo piuttosto che io le ho evidenziate bene. Ho enfatizzato il fenomeno dell'apparire in Tv a tutti i costi". Che esiste da quando il tubo catodico ha dato i primi segni di vita...
(Sabrina Bonalumi/Gente, 7 novembre 2007)

Da un'idea della classe di webdesign anno 07-08 dell'Istituto italiano di Design - Perugia