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I 20 anni di Striscia in mostra alla Triennale

Antonio Ricci: "Sono riusciti a fare un monumento non retorico". C'è anche una torta gigante dentro la quale sono stati sistemati 4.400 televisori che propongono frammenti di tutte le puntate trasmesse
Quando nacque, nel 1998, Striscia la Notizia aveva il sottotitolo di 'Giornale Radio'. Con gli anni è diventata "La Voce...". Dell'innocenza, dell'incoscienza, dell'impotenza, dell'incontinenza, dell'intenza, dell'insistenza e avanti così, fino all'attuale "voce della persistenza". Ma ciò che forse ha determinato la longevità e l'apprezzamento del tg satirico è l'essere, prima di tutto, la voce dei cittadini. Una voce ispirata, cercata, ascoltata e seguita. Per vent'anni. E per celebrare il traguardo del ventennale, la Triennale di Milano, con il contributo economico di Mediolanum ed Eni e quello artistico di Margherita Palli, ha raccontato l'evoluzione di Striscia la Notizia con un allestimento, curato appunto dalla Palli, che trasmette il senso profondo della comicità del programma.
QUATTROMILA TV - Una torta gigante, dai colori sgargianti, dentro la quale sono stati sistemati, come tessere di un puzzle, 4.400 televisori che propongono frammenti di tutte le puntate trasmesse. Con il risultato che le edizioni rivivono all'interno dello stesso contenitore secondo una traduzione immediata, per dirla con il presidente della Triennale Davide Rampello, "dal concetto di memoria al concetto di simultaneità". L'idea della torta, per altro, incassa il deciso apprezzamento del papà del tg satirico, Antonio Ricci: "La torta è la comicità. Perché la comicità nasce con le torte in faccia. Sono riusciti a fare un monumento non retorico a Striscia". Piace a Ricci, soprattutto che la "torta sia violabile, penetrabile", insomma, che non sia sacra. In fondo, ha sempre detto che mai avrebbe voluto che Striscia "fosse riconosciuta come depositaria della verità".
TAPIRI D'AUTORE - Ulteriore iniziativa collegata alla celebrazione dell'anniversario di Striscia è la vendita di 80 tapiri d'autore, realizzati da dieci artisti e designer contemporanei, il cui ricavato sarà devoluto in beneficienza per l'acquisto di una macchinario laser per la cura della psoriasi e della vitiligine. Ma anche un libro, coloratissimo, curato da Studio Camuffo, che è una rassegna di Striscia, letteralmente dalla A alla Z. La festa per le 3.901 puntate andate in onda dal 1988 al 2007, i 57 conduttori, le 31 veline, il Gabibbo, i Tapiri d'oro, gli inviati, i personaggi di Ballantini andrà dunque in scena alla Triennale, ma non in tv dove sembra saltata l'idea di alcune puntate in prima serata. Colpa degli "avidi" vertici di Canale 5, secondo Antonio Ricci, che hanno lasciato cadere la proposta "quando hanno visto che, grazie ad alcuni programmi che andavano bene, sono riusciti a portarsele a casa in maniera più risparmiosa».
PRESEPE E TOPOLINO - Ricci firma autografi e dediche, dopo aver concepito alcune frasi scritte su maxi tapiri ("Il dubbio è il padre di Striscia" e "Meglio un giorno da velina che cento da giornalista"). "Per la prima volta mi sento in imbarazzo e non so cosa dire, ha detto, non so se ci meritiamo tanto". Alla Triennale ci sono tapiri ovunque, giganteschi o in versione mini, i Gabibbo, il toboga dal quale scendono le veline, il presepe fatto con i personaggi di Striscia, la riproduzione delle tavole a fumetti di una storia che 'Topolino' nel settembre 2003 dedicò al tg satirico. "È come entrare direttamente in 20 anni di storia, ha detto Ricci, è come entrare in quello che abbiamo fatto e nelle nostre malefatte". Vent'anni di provocazione con la paura, ha ammesso l'autore del tg, di piacere o di essere presi sul serio. "Mentre il nostro obiettivo è stato sempre quello di smontare il meccanismo del linguaggio televisivo, di mettere in dubbio che il telegiornale sia l'unica verità".
"ATTAPIRAMENTO" - Un obiettivo centrato da Striscia, secondo il suo ideatore, considerando che nel giro di 20 anni il Gabibbo inventato da Ricci (data di nascita 1 ottobre 1990, peso 73 kg, numero di scarpe 83) è diventato il giornalista preferito di chi ha qualche cosa da raccontare o denunciare e riceve ogni giorno 1500 e-mail. In 20 anni si sono alternati 57 conduttori, 31 veline, numerosi inviati e i 21 personaggi imitati da Dario Ballantini. È diventato un riconoscimento ambito ricevere il tapiro: finora ne sono stati consegnati 600. Il viaggio più lungo per consegnarne uno è stato nel 2005 quando venne trasportato per 8000 chilometri fino all'Isola dei Famosi a Samanà per lasciarlo nelle mani del naufrago Albano. "Da parte mia credo di meritare un tapiro tutti i giorni, ha ammesso Ricci, è nella mia natura, io mi sento sempre attapirato, ma trasformo i miei attapiramenti in momenti creativi e positivi".
"VENTI DI STRISCIA". TRIENNALE. DALL'11 AL 25 NOVEMBRE. VIALE ALEMAGNA 6, MILANO. ORE 10.30-20.30, CHIUSA LUNEDÌ. 02.72.43.41. INGRESSO LIBERO.
(Corriere.it, 9 novembre 2007)