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I miei 20 anni di Striscia senza segreti

Ha compiuto vent'anni il 7 novembre, Striscia la notizia, il Tg satirico inventato da Antonio Ricci. Per festeggiare i due decenni, cento Tapiri d'oro, rielaborati da dieci dei più prestigiosi designer internazionali, sono in mostra fino al 25 novembre alla Triennale di Milano. Un'esposizione dal titoli Venti di Striscia, che propone anche molti altri ricordi di tanti anni di scoop irriverenti e di satira televisiva".

Quest'anno festeggia la ventesima edizione di Striscia la notizia: un record di longevità per un programma satirico, visto che la satira non piace ai potenti che ne sono oggetto. Come si spiega?
"Con l'enorme favore popolare, non riesco a trovare altre spiegazioni. Questo enorme favore che ci ha sempre messo abbastanza al riparo, anche se abbiamo 200 provvedimenti giudiziari contro di noi. Il pubblico evidentemente sente la necessità del nostro programma, che diverte e informa".



Sei sopravvissuto a un lavoro massacrante: venti stagioni con un programma giornaliero. Come hai fatto?
"È un divertimento. Il tempo, quando lo impieghi in cose che ti divertono e impegnano in maniera costruttiva, non ti pesa. Io, i 20 anni, non li sento. Non vorrei fosse il benessere prima del tracollo? Soprattutto mi sembra non li senta la trasmissione, che si è sempre molto rinnovata negli anni. Ci impegniamo affinché sia sempre meglio: il tentativo incessante c'è". 

E tua moglie, una santa? Non dirò martire? E le tue tre figlie? Hanno mai richiesto più assidua la tua presenza in famiglia?
"Vedo che semmai patiscono a volte la presenza?Hanno sempre saputo cosa stavo facendo e l'hanno sempre guardato e condiviso. Non sono un marinaio disperso in mezzo al mare. Mi vedono, mi seguono. Ogni sera i compiti delle mie ragazze sono stati fatti, ma anche quelli del papà vanno fatti bene. Quando c'era da scegliere le Veline, erano loro a farlo, a dettare il parere definitivo".

Sei padre di tanti successi, oltre Drive In, Striscia la notizia, Paperissima, Paperissima sprint, Cultura Moderna? C'è un filo conduttore che lega questi programmi?
"Senz'altro penso che sia, da una parte la comicità e, dall'altra, il fatto di voler intrattenere la gente con un divertimento che presuppone intelligenza. Non imbonimento. Il filo è cercare di far partecipare il pubblico, tiralo dentro. Drive In era un affresco degli anni Ottanta, sembrava iper-realista all'epoca, invece poi si è visto che la realtà era più grottesca della parodia. Da lì, la scelta successiva di andare per la strada e utilizzare dal vero i politici o i personaggi, senza la mediazione degli artisti imitatori".

Veline, un termine entrato nella? cultura moderna, anche con un senso dispregiativo. Perché?
"Ho evidenziato la figura delle ragazze parlanti. Le prime si chiamavano Espresso e Panorama, perché le copertine dei due settimanali allora erano sempre illustrate con ragazze poco vestite. Una nuda con gli occhiali era la Perestroika. Per attirare i compratori. Questa cosa mi ha intrigato sulla questione dell'informazione. I più autorevoli mettono in copertina donne nude, essendo noi una metafora dell'informazione possiamo avere donne sexy ma assolutamente mute. Poi diventano parlanti per le telepromozioni, perché solo loro che vendono. Le vere Veline in realtà hanno mostrato, in molte, di saper fare, ma rappresentano chi vuole apparire senza saper far nulla. Gli esibizionisti. Opinionisti compresi".

E le Velone, ospiti pure del programma di Maria De Filippi, che rappresentano? Il narcisismo anche masochistico dei nostri tempi o un  omaggio ironico ai tanti appartenenti alla terza età?
"Sono nate provocatoriamente sulla provocazione di Veline. Con loro ho dimostrato che chi si è formata non la con la tv ma con i tedeschi in casa, le over 70, ha la stessa voglia e la stessa sana gioia di apparire delle giovani".

E a proposito di terza o quarta età, quali risultati ha dato la vostra campagna contro le truffe ai danni degli anziani (lettura fasulla dei contatori, furti con semafori ecc.)?
"Questa è una delle cose che ci ha dato più soddisfazione, perché tanta gente ci ha chiamato per ringraziarci segnalando che grazie a Striscia non è caduta in trappola, evitando la truffa. Ha dato risultati concreti e ha fatto partire molte denunce presso le forze dell'ordine". 

Hanno dato buon esito le vostre campagne sugli ospedali, da quelli fatiscenti (vedi i tubi d'amianto in un ospedale della Capitale) agli ospedali nuovi mai adibiti all'uso (vedi il caso di quello a cu era già stato acceso persino l'appalto del gasolio per il riscaldamento)?
"In certi casi sì. Già il solo accendere un riflettore su una disfunzione contribuisce, anche perché molte disfunzioni sono tali perché dimenticate. Per cui proliferano gli sprechi. Addirittura c'è stato un periodo in cui la Corte dei Conti ci chiedeva resoconto degli sprechi che ci venivano segnalati".

Ancora: abbiamo visto su Striscia autostrade cominciate e mai finite, ponti costruiti ma inagibili, gallerie traforate ma non completate e lasciate lì. E questo colpisce forse meno al confronto delle carceri nuove e non adibite all'uso, quando si lamentano la mancanza di edifici e il relativo affollamento dei carcerati nelle altre esistenti. Come si spiegano questo spreco, questa incuria dei responsabili addetti ai lavori? Un girone dantesco di scaricabarile?
"C'è stato un momento in cui Striscia si chiamava la voce dell'impotenza, perché sembrava non si muovesse niente. Era pre - Tangentopoli. Grazie al sito, ci sono arrivate tante segnalazioni: abbiamo avuto una mappatura incredibile degli sprechi. Oggi l'andazzo è in forma minore. Le opere non sono fatte funzionare, ma per business. Ma la vigilanza è d'obbligo".

E così nell'immaginario collettivo dei telespettatori c'è un San Giorgio - Striscia la notizia che combatte i draghi dell'incuria? E chi ne avrebbe dovere dov'è? Resta al suo posto stipendiato? Allora Grillo, l'Antipolitico Orlando Furioso, è un allevo di Ricci?
"Non ci sono allievi: è un comune sentire. Grillo esprime un malessere sentito da tutta la popolazione, che i politici non sono riusciti a capire quanto è radicato. Noi facciamo una nostra strada, destrutturando il linguaggio televisivo, senza dimenticare la comicità. Ma certi personaggi ce li siamo passati: l'ingegner Filippi di Telecom è un suo dono, e spesso noi abbiamo rilanciato cose fatte da lui".

Persino i neonati (con i bambini degli asili aperti e chiusi) sono stati protagonisti di Striscia: che cosa è successo con il latte in polvere?
"Siamo riusciti a farne scendere il prezzo. Abbiamo favorito e pubblicizzato delle associazioni che andavano a comprarlo all'estero, rivedendolo alle mamme a minor prezzo. Alla fine i rivenditori hanno preferito abbassare il prezzo, li abbiamo costretti a onesti consigli".

Conduttori storici e alternativi: quali sono i più cari al tuo cuore?
"Nel mio cuore sono tutti cari, ognuno ha lavorato qui al massimo. Hanno tutti dato a queste 20 edizioni di Striscia. Ovviamente con Greggio c'è una familiarità dovuta alla consuetudine. Ma sono nel mio cuore anche Gianfranco D'Angelo o Gino Bartali, che è stato un mito, per l'umanità e il divertimento che ha portato".

Perché le donne alla conduzione di Striscia la notizia non funzionano? Forse unica eccezione, come partner di Greggio, è Micelle Hunziker?
"Non è vero. In realtà ci sono sempre un uomo e una donna a condurre e, così, c'è sempre una parte maschile e femminile anche tra le Veline. Per esempio: Greggio è la parte maschile, Iacchetti la parte femminile; Ficarra è la parte maschile, Picone la femminile. Un esempio clamoroso: abbiamo avuto la signora Coriandoli e Alba Parietti, dove la parte maschile era proprio Alba".

Scopritore di talenti, quali sono quelli che ricordi? Ti sono grati?
"Ho un bel legame con tutti. La gratitudine, quando c'è, fa sempre piacere. Mi ha fatto dispiacere quando abbiamo preso Bonolis che non voleva più nessuno e lui si è rivoltato in quella maniera che fa rimanere male. Ma è morta lì".

E il bastardino di Iachetti è un simbolo, una metafora o solo una fortunata creatura pelosa?
"È l'alter ego di Iacchetti, è Enzino in forma pelosa. È un cane di una simpatia unica, un bastardino che lui ha trovato e si portava dietro. Un giorno lasciò il camerino aperto e lui finì studio, in onda, davanti alle telecamere. Talmente simpatico e a suo agio che la cosa è continuata".

Perché le tv generaliste perdono punti rispetto ad altre reti?
"È normale, ma passeranno parecchi anni prima che possa andare in crisi la tv generalista. Altri venti anni di Striscia sono assicurati?".

Qual è il male della tv, ammesso che esista? Tu, cattivo come il dottor House, riusciresti a curarlo?
"A me quello che non piace è l'improvvisazione completa. A me piace una tv d'autore, costruita, civile, con poca improvvisazione che non confini con lo sbraco. Senza brutture. Il dottor House è servito a curare bene il mercoledì di Canale 5, bisognerebbe essere cattivi davvero per curare la tv".
(Silvana Giacobini/Diva e Donna n°46, 14 novembre 2007)

Da un'idea della classe di webdesign anno 07-08 dell'Istituto italiano di Design - Perugia