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A Milano soffiano venti di Striscia, e la notizia è servita

Striscia la Notizia ha compiuto vent'anni. Vent'anni da record per il tg satirico e irriverente. Per festeggiare il suo compleanno, è stata costruita una grande nave-torta di cartapesta ideata da Margherita Palli. Una scatola gioco in mostra alla Triennale di Milano che contiene tutti gli elementi del programma: le nubi, il toboga, il gabibbo, il tapiro. Nella gigantesca nave che trasporta l'enorme torta, 4mila televisori (grandi 7 pollici), che propongono le immagini delle venti edizioni, disegnano la scena all'interno della quale il visitatore si trova a camminare. La mostra gratuita e aperta fino al 25 novembre si articola su due piani espositivi. Al piano terra attraverso un percorso sinuoso ci avviciniamo alle immense pareti fitte di piccoli schermi dove scorrono ininterrottamente tutte le puntate, dalla prima all'ultima. Al primo piano c'è un grande globo luminoso che segna i fusi orari di "Striscia" mentre un divertente trenino con vagoni che trasportano piccoli tapiri gli gira intorno. All'inaugurazione della mostra, a festeggiare la sua creatura non poteva certo mancare Antonio Ricci, padre del tg satirico, visibilmente emozionato, che ci ha accompagnato nella visita "Devo dire - ci racconta il regista - che è una delle poche volte che mi trovo in imbarazzo, è una cosa grande questa fatta alla Triennale, rischia di farti sentire un monumento.

Noi di "Striscia" siamo i piccioni che la fanno sui monumenti e non vogliamo passare dall'altra parte". Ma è contento e si vede. "La sensazione che ho e spero non l'abbiano i visitatori - prosegue - è di sentirmi male, una sensazione terribile come entrare nella macchina del tempo, un posto davvero magico. Bellissima l'idea della torta che ci somiglia: tutti possono entrarci dentro, sporcarsi di panna e imparare a tirare le torte in faccia, che è un dispetto che richiede un certo stile". Poi accediamo alla zona dedicata ai momenti più clamorosi e memorabili del programma: dalla famosa ripresa in bassa frequenza del dialogo tra Rocco Buttiglione e Antonio Tajani (1994-1995), alle conseguenze dell'uso dell'uranio impoverito sui militari ('99/2000); il tapiro consegnato ad Antonio Fazio (2003-'04) una delle consegne più difficili, quello che è impresso nei ricordi di Antonio Ricci che ci dice "non mi sarei mai aspettato che il governatore della Banca d'Italia fosse un uomo così rissoso" e proseguiamo il cammino fino ai casi di malasanità (2006 - 2007) delle ultime puntate. La mostra, nel complesso, permette al visitatore di "entrare" nel suo mondo, un mondo da record.

Va in onda su Canale 5 ininterrottamente da vent'anni, ha registrato 4mila puntate, 57 conduttori, 21 veline, 19 inviati, 14 autori, quattro cani protagonisti, 3500 segnalazioni al giorno da parte degli spettatori. A fare da anfitrione in questo mondo da record, naturalmente, il Gabibbo, incaricato di raccogliere informazioni sulle situazioni ingiuste o scandalose denunciate dai telespettatori. Un video box raccoglierà le vostre parole, testimonianze e denunce: i migliori videomessaggi saranno selezionati e riproposti nell'allestimento. Quando si chiede ad Antonio Ricci quale scoop gli abbia dato più soddisfazione risponde: "Il soccorso agli alluvionati nel Piemonte e le tante truffe agli anziani che siamo riusciti a sventare". Ricci ha poi individuato il punto di svolta della popolarità di "Striscia" nel 1990, quando ha rivelato in anticipo i primi tre classificati del Festival di Sanremo (Pooh, Cutugno, Minghi ). Da allora ha smascherato imbrogli, truffe e minaccia i potenti con l'arma dei tapiri. Facendo un bilancio di questi vent'anni di lavoro ha ricordato Ricci: "Vedo il successo, l'amore, l'affetto della gente e le vicende giudiziarie e le 200 querele". Con l'introduzione di grandi e numerose novità nel panorama televisivo, "Striscia" ha generato uno stile unico di conduzione, intrattenimento, inchiesta, e denuncia. Il successo è dato poi dalle persone, a partire dalle coppie di conduttori e veline.

Tra i  tanti Ezio Greggio alla conduzione dal primo anno a oggi in coppia dal 1994 con Enzo Iachetti. E fondamentale tutta la banda degli inviati speciali, da Jimmy Ghione a Max Laudadio con le loro inchieste, da Ballantini con le sue maschere, a Valerio Staffelli con le sue consegne del tapiro, fino alle performance del pupazzo Gabibbo, più populista di Antonio Di Pietro, più pelato di Sandro Curzi, e senz'altro più rosso di Giuliano Ferrara. "Striscia la Notizia" ci insegna a non avere paura ad andare controcorrente, a non avere paura di rompere equilibri che sembrano consolidati. E così, per i vent'anni di "Striscia" dieci grandi artisti (Pier Luigi Cerri, Aldo Cibic, Michele De Lucchi, Piero Lissoni, Alessandro Mendini, Mario Piazza, Italo Rota, Denis Santachiara, James Jarvis, Ian Stevenson) hanno reinterpretato cento tapiri. Ne è nato un piccolo branco scherzosamente stravolto: dal tapiro trasformato in pecora a quello a strisce. Il ricavato della loro vendita andrà in beneficenza. Il percorso si chiude con i cimeli storici della trasmissione. Tra questi il tapiro frantumato da Al Bano all'Isola dei famosi, la cartella clinica di Staffelli "microfonato" dal direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce e l'insetto giallo e nero (Vespone) mascotte del programma nato nel 1998 con l'intento di battere Bruno Vespa. E osservando la mostra, scopriamo quanto questo tg fuori dai denti abbia anticipato i tempi, con la sua voce di indipendenza in un periodo dove spesso si parla di lotta alla Casta, sprechi e di lotta ai privilegi.
(Laura Damiola/Vero, n°47 23 novembre 2007)

Da un'idea della classe di webdesign anno 07-08 dell'Istituto italiano di Design - Perugia