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'Corriere della Sera' - Veltroni: "No alla tv che regala milioni" Ed è scontro sui quiz
Il leader della sinistra critica i programmi dove si vince "senza saper fare nulla", rispondono i direttori di Raduno e Canale 5

La tv spendacciona non si addice alla crisi che stiamo vivendo. Così la pensa Walter Veltroni che, durante un convegno del Pd, ha criticato i quiz-show in cui "si possono guadagnare centinaia di migliaia di euro, senza saper fare nulla, mentre ci sono persone che non possono comprare un maglione". Secondo il leader della sinistra, nel difficile momento che sta vivendo il Paese, "certe trasmissioni mi appaiono marziane: è un messaggio sbagliato, occorrerebbe trovare la via della sobrietà e della solidarietà che abbiamo smarrito". E non basta. Riferendosi anche ai reality, Veltroni aggiunge: "Ora che la crisi economica e sociale si aggrava, si vedrà quale devastazione culturale ha prodotto un'idea di società solipsistica, in cui si pensa 'conto solo io'".
Severe riflessioni, che non mancano di sollevare reazioni, a cominciare da personaggi come Pupo che, sul piccolo schermo, ha riscosso successi con il quiz-show: "Queste esternazioni sono demagogiche e senza senso: dovremmo allora togliere alla gente la possibilità di sognare? Vogliamo abolire la speranza di agguantare la fortuna, sia pure tramite un gioco? Se è vero che ci sono persone che faticano ad arrivare alla fine del mese, è anche vero che chiunque può leggittimamente desiderare di vincere al Totocalcio".
E d'accordo il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce: "Allora bisognerebbe cancellare il Superenalotto e magari applicare una regola contro i guadagni facili dei calciatori. Non sono d'accordo sull'additare alcune trasmissioni tv, per affrontare una questione più generale. Non si può negare alla gente una ventata di ottimismo. Se poi si vuole affrontare seriamente il discorso dei "soldi facili" in quei settori in cui pare non ci sia proporzione tra lavoro svolto e retribuzione relativa, allora si può fare, ma occorre una disamina più ampia".
E il consigliere di amministrazione Rai Giovanna Bianchi Clerici sottolinea che il servizio pubblico "deve offrire tutto, dall'informazione all'intrattenimento". Interviene l'omologo di Del Noce, il direttore di Canale 5 Massimo Donelli: "I premi in tv esistono dalla notte dei tempi, il refrain di "vince due milioni di lire in gettoni d'oro" fa parte della storia della tv, non solo italiana. Veramente - continua spostando la polemica tra tv pubblica e commerciale - quest'anno nei nostri programmi, dal Grande Fratello alla Corrida, i telespettatori possono vincere settimanalmente buoni acquisto per fare la spesa. Si deve distinguere tra la tv commerciale, che non gode né di un canone, e quella pubblica". Rincara la dose Gerry Scotti: "Offro all'amico Walter, che quando era sindaco mi ha più volte fatto i complimenti per le mie trasmissioni e per come le conduco, la possibilità di valutare il costo dei miei "dilettanti allo sbaraglio", che hanno solo un rimborso spese, e quello dei "principi ballerini" di Milly Carlucci, che hanno dei contratti veri e propri: mi risulta che lo show di Raiuno costi tra i 2 e i 3 milioni di euro a puntata e si tratta di denaro pubblico. Un moralizzatore dovrebbe dare un'occhiata a questi conti".
E Donelli conclude: "Essendo la tv pubblica sottoposta alla vigilanza di una commissione parlamentare, credo esistano tutti gli strumenti, se Veltroni riterrà e sarà in grado di raccogliere il consenso di una vasta maggioranza, di intervenire sulle trasmissioni Rai che quotidianamente dispensano migliaia di euro". Deluso dal leader del Pd è Max Giusti, conduttore di "Affari tuoi" su Raiuno. "Io so soltanto che sono un professionista della tv che mette la propria professionalità al servizio di un'azienda pubblica governata dalla politica. Questi giochi a premi sono inseriti nel palinsesto di una rete che dà lavoro a moltissime persone. E i soldi che Raiuno guadagna con una trasmissione di successo come "Affari tuoi" portano soldi che servono anche a pagare tanti stipendi. Per questo - aggiunge Giusti - sono deluso: io cerco da molto tempo un esempio di moralizzazione nella politica. La aspetto e la cerco dagli uomini che noi abbiamo messo in Parlamento, siano essi di destra, di sinistra, di centro. Mentre vedo, con stupore che loro la moralizzazione la cercano nei giochi a premi...".
(Emilia Costantini/Corriere della Sera, 16 gennaio 2009)