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'il Riformista' - L'incognita affluenza: la triplice corsa per le primarie del PD

Primarie, quattro all'alba. Dentro il partito c'è chi si concentra sul pre, chi fa previsioni sul durante e chi invece si diverte a fantasticare sul post. Come Goffredo Bettini, che lunedì ha rinnovato l'invito a votare per Ignazio Marino paventando addirittura un accordone a due da 26 ottobre con "Bersani eletto segretario e Franceschini indicato per la presidenza del partito". O come Massimo D'Alema, che ieri pomeriggio ha tentato di risolvere alla radice il dubbio sulla permanenza di Beppe Fioroni nel partito anche nel caso in cui abbia la meglio l'ex ministro dello Sviluppo economico. Così, interpellato dai cronisti sulla possibile scissione, in pieno Transatlantico il presidente di ItalianiEuropei s'è rivolto direttamente all'ex collega di governo, che si trovava a passare di là. "Fioroni, Fioroni... qua si dice che tu vai via dal partito", ha attaccato "Massimo". E "Beppe", per tutta risposta: "No Massimo. Io avevo solo paura che tu ti portavi via gli iscritti. Se tu e Bersani mi garantite che restate e che restano pure gli iscritti, allora resto anche io". Quindi "Massimo", a chiudere la scenetta, ai giornalisti: "Ecco, era una c...ata. La dovete smette di scrivere c...ate Ormai avete una certa età". Siparietti sul post a parte, l'attenzione dei tre candidati alla segreteria è concentrata sul possibile dato dell'affluenza ai gazebo. Col corollario che più basso sarà il numero degli elettori piddini che si presenteranno alle primarie (sotto il milione e mezzo, ad esempio), maggiore sarà la probabilità che l'esito della consultazione assomigli al risultato decretetato dagli iscritti. E cioè una vittoria di Bersani, superiore nella percentuale al quorum del 50 per cento più uno. Tra gli esperti, la scommessa è che il range sull'affluenza va dal milione a mezzo ai due milioni. Anche se Renato Mannheimer sostiene che "al momento è impossibile fare qualsiasi tipo di previsione". Perché, aggiunge il sondaggista, "bisogna tenere conto di due fattori in conflitto tra di loro: il primo è la possibilità che la mobilitazione anti-Berlusconi che c'è in tutto il centrosinistra produca i suoi effetti già domenica; il secondo riguarda la delusione generale per il livello del dibattito congressuale nel Pd". In sintesi: il primo fattore fa pensare a un'affluenza altissima, il secondo a una molto bassa. Ma se è impossibile fare la media aritmetica tra un boom e un flop, allo stesso modo è facile tracciare una tendenza. Come fa Roberto Weber, che scommette su un'affluenza lontana sia dalle primarie di coalizione del 2005 che da quelle di partito del 2007. "La sorpresa è sempre dietro l'angolo, soprattutto se condiseriamo la tendenza a gonfiare i numeri che ha contagiato la politica europea negli ultimi anni", dice il sondaggista di Swg. Che però aggiunge: "Non credo che domenica ci sarà un'affluenza elevata. Le tendenze? Probabilmente, rispetto al voto degli iscritti, Marino si avvicinerà alla percentuale di Franceschini più di quanto Franceschini si avvicinerà a Bersani". E lo scenario che porta dritto dritto all'elezione dell'ex ministro al primo turno, la soluzione che in fondo è la più quotata dai bookmakers che stanno dentro e fuori il Nazareno. A determinare l'affluenza, possono contribuire le polemiche sulle liste (bloccate, of course) che ci sono sul territorio. Bassolino a parte ("Nel Pdl pensano di candidare Consentino. E poi vengono a dire a me di Bassolino", s'è difeso Bersani a Matrix), Ignazio Marino ha segnalato che in Piemonte è candidato, in una lista bersaniana, l'ex craxiano di lusso Giusi La Ganga. In Sicilia, poi, "Pier Luigi" voleva puntare su Nando Dalla Chiesa capolista a Palermo ma i suoi (Mattarella) hanno opposto il niet. Più che sulle liste, che ormai sono acqua passata, la corsa tra i tre competitor è nella definizione dei dettagli. Franceschini, ad esempio, è quello più concentrato a indovinare le mosse a effetto. Dopo i calzini turchese in onore del giudice Mesiano, lo staff del segretario uscente s'è fissato sul sondaggio lanciato in rete da Striscia la notizia, il programma di Ricci che (quasi) ogni giorno s'aggiudica la palma d'oro dell'Auditel. Visto che la rilevazione, a ieri mattina, premiava Marino col 70 per cento, relegando Franceschini all'ultimo posto, gli spin doctor di "Dario" si sono dati da fare a suon di sms. Della serie, "votatelo in massa al sondaggio di Striscia". Peccato che uno dei messaggini sia stato recapitato sul telefonino di Rosa Villecco Calipari, ex veltroniana convertita al marinismo (nel senso di Ignazio), che ha immediatamente informato l'allegro chirurgo. Uno che sogna di avvicinarsi il più possibile alla medaglia d'argento.
(Tommaso Labate/il Riformista, 21 ottobre 2009)