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'Libero' - Giù la villa, Sgarbi attacca Fontana

Schiaffi alla Lega per la palazzina liberty abbattuta. Salta la consulenza per la mostra sul Morazzone

Sgarbi insulta Varese e la Lega. E affonda la mostra sul Morazzone. Quella che avrebbe dovuto realizzare lui. Questo l'ultimo scontro, avvenuto ieri per telefono tra il sindaco di Varese Attilio Fontana e il critico, successivo ad un'altra lite, avvenuta domenica tra Sgarbi ed alcuni amministratori leghisti.
Il celebre critico d'arte è "atti piombato domenica con la troupe di Striscia la Notizia a Morazzone, piccolo paese alle pone di Varese, per attaccare i politici locali sull'abbattimento di tirella Bianchi, l'edificio liberty contro la cui eliminazione si era battuto.
Sgarbi è arrivato in paese, ha insultato il sindaco Matteo Bianchi e ha poi riservato lo stesso trattamento a tutta la dirigenza leghista, citando anche Bossi e Maroni. "Mi ha dato del mafioso, mi ha accusato di intascare soldi dall'abbattimento della villa quando invece abbiamo fatto di tutto per impedirlo - commenta Bianchi - non è colpa nostra se non possiamo valicare i limiti della legge". Evidentemente Sgarbi non ha più l'influenza di una volta se la Soprintendenza, anche di fronte ai solleciti del Comune e dello stesso critico, dopo un primo rinvio, ha dato il via libera all'abbattimento.
"La Soprintendenza, la stessa alla quale Sgarbi aveva chiesto di tutelare l'edificio, ha dato il via libera", continua Bianchi. Un vero show quello che il critico ha fatto in paese. "Ha accusato gli abitanti di non riconoscere la cultura. A un certo punto, la folla di cittadini radunata ha iniziato a urlargli "Buffone". Sul luogo e poi intervenuto anche l'avvocato del critico Pierpaolo Cassarà, parcheggiando la sua jaguar fuori dagli spazi consentiti. E la Polizia Locale lo ha ricambiato con una generosa multa.
Tornando alla mostra sul Morazzone, il critico compie uno "sgarbo" al quale il sindaco Fontana risponde per le rime.
"L'idea di una mostra sul Morazzone, in occasione dell'anniversario dell'anno prossimo, la portiamo avanti da quando è cominciato il mandato - spiega Fontana -l'interesse di Sgarbi ci aveva comunque fatto piacere e avevamo quindi iniziato a lavorare con lui. Ma mettendo subito le cose in chiaro". L'amminìstrazìone aveva infatti mostrato quale era il budget che poteva investire: tra il Comune e la Provincia di Varese e la Regione Lombardia abbiamo potuto recuperare poco più di 100mila curo, ai quali si è sommato dopo il contributo del Comune di Morazzone. Insomma, con qualche altro sponsor privato la cifra messa sul tavolo dalle istituzioni era di 150 mila euro.
"Sgarbi lo sapeva e ha detto che a portare la quota mancante ci avrebbe pensato lui". Il critico si è mosso attraverso la Fondazione Pellè, legata a Cassarà, che avrebbe dovuto portare il contributo mancate. "Cosa che non è avvenuta. Almeno non per la cifra che era necessaria". Quanto la fondazione Pellè abbia messo sul piatto non si sa, ma sembra sia una cifra molto ridotta. Sicuramente meno di quanto il Comune di Morazzone, piccolo paese di qualche migliaio di anime, è pronto a investire.
Perché Sgarbi o non Sgarbi, la mostra si farà. "O meglio cercheremo di ripartire dal punto dove eravamo prima dell'arrivo del critico - dicono - perché una cosa è certa: grazie a Sgarbi abbiamo sicuramente perso tempo".
Fontana non si risparmia poi una frecciata a Sgarbi: "Non ci ha sorpreso la sua uscita di scena. Durante tutta l'organizzazione ci sono state numerose lacune. Noi amministratori del territorio la nostra parte, compreso il reperimento delle risorse e la messa a disposizione del luogo della mostra, la abbiamo fatta. Evidentemente, non tutti si sono impegnati". Selapuntata di Striscia la Notizia andrà in onda con gli insulti di Sgarbi verso la Lega,
è già pronta un'azione legale.

(Marco Tavazzi/Libero, 3 novembre 2009)
 

Da un'idea della classe di webdesign anno 07-08 dell'Istituto italiano di Design - Perugia