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'A' - Antonio Ricci - Ogni italiano ha la sua Wanna Marchi

Il pirata di Striscia conquista la Bocconi di Mario Monti. "Ma la gente applaude ogni Gabibbo"
Antonio Ricci si toglie la feluca da pirata e parte nel modo più istituzionale possibile."Lei è qui per la ricerca della Bocconi che certifica la nostra funzione?".

Secondo questo studio avreste fatto risparmiare centinaia di milioni di euro allo Stato.
"Sono dati certificati. Non sono impressioni. Negli anni passati la Corte dei Conti ci ha chiesto spesso le cifre sugli sprechi che avevamo nel nostro archivio".

Scusi, ma da quando le trasmissioni satiriche si rivolgono alla Bocconi?
"Due anni fa è stato ordito un complotto internazionale contro Striscia la Notizia da apparati deviati di ascari, cricche ormai ben identificate e alcuni gruppi editoriali ostili. Contro le menzogne e i pregiudizi ci siamo rivolti a chi potesse crudamente quantificare i fatti: alla Bocconi presieduta
dal professor Monti. In questo senso abbiamo anche preceduto di un anno il presidente Napolitano. Dovevamo fermare la macchina del fango".

"Macchina del fango" non lo può dire. Lei si becca una penalità.
"Perché?"

Perché al punto 25 del regolamento di Striscia, che lei stesso ha scritto, si fa espresso divieto di usare frasi retoriche e lise tipo "vergogna" et similia. Quindi "macchina del fango" non lo può dire.
Antonio Ricci resta in silenzio un attimo poi esplode in una risata: "Vero, è vietato l'atteggiamento moralistico. Ma macchina del fango era una citazione, c'erano le virgolette, solo che lei non le ha colte. L'accusa di usare la macchina del fango irrita terribilmente chi è solito accusare gli altri di utilizzare la macchina del fango. La mia è una difesa omeopatica: curo il male con il male, come il presidente Napolitano che cura la crisi generata dagli economisti con un economista. Attualmente siamo al trionfo dell'omeopatia".

Torniamo alla guerra editoriale.
"Ciò che hanno fatto quelli del gruppo Repubblica è sotto gli occhi di tutti. Sono contro la legge bavaglio, ma appena qualcosa confligge con i loro interessi la censurano. Ha mai visto come trattano con i guanti bianchi le banche? Se a Striscia ci sono le veline, mai coinvolte in nessuno scandalo, per loro diventano immediatamente delle escort. Ho fatto loro una proposta: a settembre tolgo le veline se voi non mandate più in edicola D - la Repubblica delle donne, dove la figura femminile è da sempre umiliata e ridotta a mero attaccapanni. Naturalmente D è ancora in edicola e, come promesso, provvisoriamente le veline si chiamano Carline in onore del San Carlone De Benedetti che le ha salvate. La "Macchina del fango" si è trasformata nelle 'Terme della mutua'".

Siamo nella tana del grande sacerdote della tv, l'uomo colto, anarchico e inflessibile che da 25 anni manda in onda Striscia la notizia, la telemessa più seguita, il vespro laico dell'Italia che cena davanti alla tv. Lui, anche se si dichiara non credente, vive come un frate trappista: dal lunedì al venerdì sta in due camerette spoglie sopra alla redazione del programma. Sveglia alle sette. Alle 10 esce dall'ascensore e entra nel suo ufficio, alle 10 di sera stacca, risale sull'ascensore e torna nella celletta cenobitica. Il venerdì sera parte: torna a Alassio, dalla sua famiglia. Questa è la sua vita e questa è la vita di chi lavora con lui. Tutti gli autori, sarà un caso, vivono nel residence e hanno i propri cari lontani, da raggiungere solo durante il weekend. Praticamente una caserma, o forse un collegio, di cui Ricci è il preside, tanto più che questo è il nomignolo che gli hanno appioppato, e che lui il preside l'ha fatto davvero, dopo essersi laureato, studente modello, in storia dell'arte e in lettere.

La Bocconi, la fabbrica dei potenti, celebra con un incontro e una ricerca i bucanieri di Striscia la notizia. È un paradosso, il successo di un suo piano diabolico o entrambe le cose?
"Purtroppo è solo un paradosso. Ma la cosa più divertente è che loro ancora mi rinfacciano il bocconiano di Drive In. Dicono che hanno impiegato
dieci anni a riparare al danno d'immagine che gli avevo provocato. Comunque è nello spirito della trasmissione profanare i luoghi istituzionali. Abbiamo svelato Sanremo, battuto Miss Italia con le Velone, il Gabibbo ha preso 15 voti all'elezione del presidente della Repubblica e in un'altra occasione Massimo D'Alema, presidente del Consiglio, gli ha scritto una lettera".

Situazionismo permanente?
"Sì, ma questa volta siamo invitati. È tutto regolare. Ospiti d'onore siamo!".

Vi accusano di essere dei populisti, la foglia di fico del potere, degli allineati.
"Chi ci accusa viene regolarmente smentito dai fatti. Il Gabibbo, per esempio, è solo la metafora del populismo tv, nel Gabibbo c'è Funari, Santoro, Ferrara, Sgarbi. Significa che qualsiasi pupazzo che in televisione urla 'vergogna!' ottiene popolarità e consenso. Le risate finte, che non ho certo inventato io, sottolineano che Striscia è varietà, non verità".

Forse molti non colgono queste sottigliezze. Per essere antisistema non è meglio fare come Bartleby, dire solo di no e scomparire?
"Forse sì. Ma forse è meglio tentare di far sparire gli altri. Ho scelto tra la P38 e le torte in faccia. Sono quello che sta seduto al tavolino fuori dal bar e allunga il piede in mezzo alla strada. Aspetto che qualcuno me lo pesti per potergli saltare al collo. Mi accusano di essere uno irritabile. Ma va? Io semino le trappole apposta. Ad esempio, metto le veline e poi mi azzuffo con il primo che parla di donne oggetto eccetera. Certo, io sono "un pirata ed un signore" tra virgolette, ma gli altri ci cascano sempre che è un piacere. E poi far uscire dai gangheri le persone è una mia qualità, una specialità della casa".

Berlusconi disse: "Il bene trionfa sul male, tranne nel caso di Ricci". Aveva ragione?
"Io e lui abbiamo due idee diverse di bene".

Una volta siete quasi venuti alle mani.
"Lui, agitando un pesante fermaporta di ottone mi ha detto: 'Voglio spaccarti quella zucca per vedere cosa c'è dentro', allora io ho preso un tagliacarte e gli ho risposto: 'Se ti avvicini ti faccio il vestito da prete', che nel gergo della mala sarebbe uno sgarro dall'ombelico al collo".

Come mai lei è così rissoso?
"Non è vero, io sono un crogiuolo d'amore. Però fare a botte è un buon modo per conoscersi meglio".

Altri duelli rusticani?
"Una discussione di tanti anni fa, ai tempi di Matrioska, con Sabina Guzzanti, che urla, davanti a testimoni: 'Berlusconi ha ragione, io non vado più in scena vestita da suora'. Conclude il discorso dicendo che non voleva buttare la stagione per colpa di una troia, facendo riferimento a Moana Pozzi,
che dalla stanza di fianco sente e, da gran signora, si offre subito per levarsi di torno".

Quindi Sabina Guzzanti l'odio verso Berlusconi l'ha sviluppato dopo.
"Ma quale odio. È un amore litigarello".

Pare si sia tutta rifatta, come lui.
"L'avrà fatto per imitarlo meglio. Ha donato il suo corpo alla satira".

Fiorello le ha dato della "rosicona triste".
"A volte si fa polemica per essere illuminati dai riflettori. Anche noi siamo degli specialisti".

Fiorello sbanca con uno show classico: la gente vuole tornare alla tradizione?
"Fiorello sa cantare, ballare, condurre, far ridere, duettare; il suo programma è rodato da una tournée teatrale e ha costruito un'ottima squadra. Cosa volete dirgli? Che ha un calzino bucato?".

Striscia ha svelato guaritori di paese, medium farlocchi, truffatori. Osservando i tanti che ci cascavano, non ha il dubbio che il suffragio universale sia insensato?
In Italia abbiamo tutti la nostra Wanna Marchi, quindi va bene così. Quelli che danno soldi ai vari truffatori sono considerati degli idioti da gente che vota un santone come Berlusconi. Poi c'è chi considera un idiota chi vota Berlusconi e nel contempo crede che De Benedetti sia un compagno che lotta per il bene del proletariato. Inoltre tanti sussiegosi direttori di giornali sono dei taroccatori professionisti più di Wanna Marchi.

A proposito di Berlusconi, cosa ha pensato dello scandalo escort?
"All'inizio il Bunga Bunga mi sembrava fantascienza, come un invasione di pomodori marziani. L'ho già detto: penso che Berlusconi pagasse per avere intorno ragazze che ridevano alle sue barzellette. Lui è femmineo, vuole piacere e cura il suo aspetto come una soubrette: si trucca, si mette i tacchi, i capelli finti. Fosse vissuto nel Settecento non avrebbe dato nell'occhio. La cosa che l'avrà fatto soffrire di più, nelle intercettazioni, è quando dicono che ha il culo flaccido. Lui non se l'è mai visto, se no si sarebbe fatto trapiantare quello di una brasiliana. Vuole piacere a tutti e invece in Parlamento
un pirla qualsiasi può alzarsi e dirgli che ha torto. Per essere felice non doveva fondare un partito, ma una setta. Sarebbe stato tutto più facile. Che il paradiso che ti ha promesso non c'è, te ne accorgi solo dopo che sei morto".

DALLA SORBONA ALLA BOCCONI

Il titolo del convegno che si è tenuto lunedì scorso nell'aula magna della Bocconi è di quelli che incutono soggezione e celebrano definitivamente un successo: "La rilevanza sociale, culturale ed economica di Striscia la Notizia, dalla nascita ad oggi". Durante l'incontro sono stati presentati i risultati di una ricerca sul Tg satirico condotta dal centro di ricerche della Bocconi. All'incontro sono intervenuti, tra gli altri, Antonio Ricci, Carlo Freccero, il presidente del tribunale di Milano Livia Pomodoro, il vicepresidente del Fai Marco Magnifico e i professori Maurizio Dallocchio e Severino Salvemini. Non è la prima volta che Ricci viene celebrato dall'università. Nel 1999 l'ideatore di Striscia e Drive In tenne con grande seguito un breve ciclo di lezioni sulla "tv del dubbio" alla Sorbona di Parigi.

(Andrea Greco/A, 30 novembre 2011)

 

Da un'idea della classe di webdesign anno 07-08 dell'Istituto italiano di Design - Perugia