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'Italia Oggi' - Striscia la notizia non cede alle lusinghe e ai complimenti

Alessandro Salem, direttore generale contenuti Mediaset, alla presentazione di uno studio del Cresv-Bocconi sulla rilevanza economica di Striscia la notizia (si veda Italia Oggi del 29 novembre) cita Brecht e adula Ricci...
Striscia la notizia è un programma scomodo per un network commerciale. Saremmo più tranquilli se in quella fascia oraria andasse in onda un gioco che distribuisce milioni di euro, o un cartone animato tipo i Puffi. Ma Striscia ha un valore che travalica i confini della tv: chi guarda Striscia lo fa come spettatore ma pure come cittadino. Il punto di forza di Striscia è la bassa sensibilità di Ricci rispetto al numero di incidenti diplomatici e legali generati. Sono riconoscente a lui e a tutta la sua squadra. E cito Brecht: 'Ci sono uomini che lottano un giorno, e sono bravi. Ci sono uomini che lottano un anno, e sono bravissimi. Ci sono uomini che lottano una vita. Ecco, essi sono gli indispensabili'.
...e Antonio Ricci se ne frega: Salem è bifida La volontà di sostituire Striscia con un quiz o un cartone animato è balenata più volte a Mediaset. Certo, Salem mi difende. Ma la nostra navigazione è sempre a vista. Noi, comunque, non siamo in esclusiva con Mediaset, trattiamo di anno in anno. Siamo sempre sul cornicione. Ma è giusto così, dobbiamo essere criticati.
...poi martella le trasmissioni di cucina e di libri: La natura della tv non è fare cultura ed educazione. La televisione è perfetta per la televendita e la propaganda. Pensiamo alle trasmissioni di cucina. Quante ce ne sono? Sbucano ovunque. Eppure, nessuno impara a cucinare, non si va oltre l'uovo fritto. Perché? Perché quella tv, sottolinea Ricci, non insegna a cucinare, è lo spettacolo della cucina. Per insegnare ci vuole interazione, scambio. Lo stesso accade per la cosiddetta cultura in tv. Non esistono trasmissioni culturali. Ci sono solamente delle televendite di libri.

...e racconta la nascita del Gabibbo: A Striscia, dice Ricci, nessun inviato può urlare 'vergogna' nei suoi servizi. Solo il Gabibbo. All'inizio del programma, 24 anni fa, ho pensato a questo pupazzo berciante, che si indigna. Proprio a un pupazzo, e non un uomo, perché temevo che un uomo potesse diventare popolare facendo il berciante, e poi lasciarmi e magari fondare un partito. Il Gabibbo (che in ligure significa 'terrone', ndr) doveva essere un pupazzo semplice semplice. Per il corpo, ci siamo ispirati a quello di Giuliano Ferrara. Per la testa, all'inizio avevo pensato proprio a una testa di e..., ma poi mi è sembrato troppo volgare. E allora abbiamo scelto la testa del besugo, un pesce molto buono ma che a Genova è ritenuto un tonto totale a causa dei suoi occhioni. Il Gabibbo dà sempre del besugo agli altri, ma il vero besugo è lui. Denuncia gli scandali, si indigna, e poi fa le televendite. È il classico populista cattolico. La mia idea era: se un pupazzo del genere ha successo nel denunciare gli scandali, allora sono pupazzi tutti gli altri. È andata proprio così.
Anche Carlo Freccero, direttore di Rai 4, adula Ricci...: Striscia nasce da una improbabile fusione fra Drive In e il telegiornale, in un momento nel quale Fininvest non aveva ancora i tg. Striscia ha rivoluzionato il concetto di notiziabilità, ha sovvertito le scalette dei tg Rai, ha parlato di temi più vicini alla quotidianità. È stato il primo telegiornale per gente che non legge i quotidiani, così come oggi Il Fatto quotidiano è un prodotto per i non leggenti la stampa classica. Ricci non si limita a denunciare. Lavora sulla manipolazione della verità fatta dalla tv. Non capisco le critiche alle Veline. Quella di Ricci è chiaramente una presa in giro di quello stereotipo, dell'idea di donna del varietà classico o della commedia all'italiana. Lo faceva anche Arbore con le ragazze Coccodè o il corpo di ballo di Indietro tutta Ma nessuno lo ha mai accusato per questo.
...e Ricci se ne frega ancor di più: Freccero è un infamone, urla Ricci sorridendo, e una volta mi ha pure denunciato.

Allora Freccero si consola spiegando perché Ferrara fa pochi ascolti su Raiuno: Striscia la notizia prima era collocato al posto del telegiornale, quando Fininvest non aveva tg. Poi, quando il Tg5 è partito, Striscia è stato messo dopo il tg, come una sorta di contrappeso. Perfetto: in questo modo si segue la regola del cane-gatto, sempre vincente in tv. Invece perché Giuliano Ferrara fallisce su Raiuno? Perché viene dopo il tg di Minzolini. Non entro nel merito politica Ma questo è un errore m,ediatico, si fa cane-cane, si raddoppiala stessa cosa, violando l'abc della tv. Sbagli da matita blu: asini, licenziati.

(Claudio Plazzotta/Italia Oggi, 1 dicembre 2011)

Da un'idea della classe di webdesign anno 07-08 dell'Istituto italiano di Design - Perugia