Ultime notizie

'Corriere della sera' - Nepotismo, il recordman di Bari. All'università basterà la riforma?

Come farebbe a funzionare l'Università Aldo Moro di Bari senza la famiglia De Santis? Il direttore amministrativo dell'ateneo Giorgio De Santis, segretario del consiglio di amministrazione, può vantare ben dodici parenti stretti tra i suoi "sottoposti". La moglie e la figlia, innanzitutto. C'era anche un fratello, recentemente andato in pensione. E poi la cognata, la sorella della cognata e ben sette nipoti (di cui due acquisiti). Del caso a Bari si sa un po' da sempre, ma a segnalarlo fuori dai confini pugliesi è stata Striscia la notizia. De Santis ha promesso davanti alle telecamere che non ci saranno altri parenti tra le prossime assunzioni dell'università. Del resto la riforma Gelmini glielo impedirebbe.
Il record della parentopoli è già suo. L'ambiente universitario si presta a casi di familismo anche in altre città, ma dodici è per ora un primato inarrivabile. E pur non volendo far propria la tesi di uno studente che due anni fa ha discusso proprio a Bari un lavoro dal titolo "L'università pubblica italiana: qualità e omonimia tra i docenti" e indagava sul nesso tra le assunzioni di parenti e la bassa qualità di certi atenei, è legittimo farsi domande sullo sfrenato amore dei De Santis per l'università, in particolare per quella della loro città, Bari.
Del resto De Santis non è il solo nell'ateneo pugliese a praticare la regola familiare. Nella facoltà di Economia un professore su quattro è risultato imparentato con un/una collega (anche questo è un record). Anche se nelle altre università italiane, in uno studio fatto da Stefano Allesina a Chicago, è risultato che il tasso di dinastie nelle università italiane tra docenti e ricercatori, in tutto "una popolazione" di 61 mila persone, è "invidiabile". Le cronache se ne occupano, da Roma a Palermo, da Napoli a Cagliari, ma senza che lo scandalo provochi dei cambiamenti negli organigrammi degli atenei.
Ora le nuove norme sull'università, approvate un anno fa, cercano di porre fine alla parentela accademica prevedendo che per i membri del consiglio di amministrazione e per i rettori non è più possibile assumere parenti entro il quarto grado, cioè fino ai cugini. Basterà?

(Gianna Fregonara/Corriere della sera, 16 gennaio 2012)

Guarda il video di Fabio e Mingo

Da un'idea della classe di webdesign anno 07-08 dell'Istituto italiano di Design - Perugia