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'Grazia' - E questo è solo l'inizio

Sono nello studio di Antonio Ricci, a Milano Due, per intervistarlo. Quando arriva, il suo staff si passa la parola sotto voce. Come quando appare sulla scena un sovrano vero, amato e temuto. Ricci è affabile e gentile, ma io non riesco a dimenticare la scenetta improbabile alla quale ho assistito qualche settimana prima: lui, giacca, cravatta e sorriso sornione, in mezzo a docenti, ricercatori, critici, nell'Aula Magna dell'Università Bocconi. Presentavano lo studio dal seriosissimo titolo: 'La rilevanza sociale, culturale ed economica di Striscia la notizia'. Totale: 212 pagine. Nessuna paura: vi faccio un riassunto-bigino. In 24 anni di vita il tg di Ricci non ha solo divertito nove/dieci milioni di italiani a sera. Ma ha smascherato truffatori, guaritori, evasori fiscali, costruttori abusivi, falsari, banchieri, spreconi, facendo così recuperare una montagna di denaro. Che per la prima volta è stato calcolato. Dei 58 miliardi di euro pubblici mal utilizzati in ospedali, scuole, trasporti, carceri e segnalati da Striscia, ben otto sono stati recuperati. Stima al ribasso, cui vanno aggiunti i milioni di euro, difficilmente quantificabili, tornati in mano ai privati grazie ai 1.500 servizi mandati in onda col titolo Truffe & raggiri. Con Ricci iniziamo a parlare dei meriti del suo tg, ma finiamo per parlare di quel mezzo, la televisione, che lui ha rivoluzionato. 

Oggi la consacrazione della Bocconi, ieri la festa per le 20 edizioni di 'Striscia' alla Biennale di Milano. Non è che anche voi state diventando un po' 'tromboni'?
"Ci salva il nostro essere piccioni. Non siamo monumenti, siamo quelli che li sporcano. Anche andare in certi luoghi è una provocazione. lo ho cantato al Festival di Sanremo, travestito da indiano, con tanto di poncho. Non posso prendermi sul serio perché non ho completato lo sviluppo e ho ancora la fontanella aperta... Abbiamo commissionato una ricerca alla Bocconi perché, essendo da due anni sotto attacco mediatico per via della polemica sulle veline, che certa stampa tratta da escort, nonostante non siano mai state coinvolte in alcuno scandalo, abbiamo cercato chi fosse in grado di certificare in maniera scientifica quanto abbiamo fatto di socialmente utile".

Che cosa l'ha sorpresa di più di questa ricerca?
"La massa di denaro recuperato in seguito alle segnalazioni di Striscia. Però ci sono cose non quantificabili, per esempio le vite umane salvate grazie alla campagna a favore del casco per la moto".

C'è un servizio che non rifarebbe?
"Ogni cosa che ha la funzione di provocare va bene. Stimoliamo la replica. Riprogrammerei anche il famoso fuori onda della lite tra Vattimo e Busi, anche se ci ha fruttato la nostra unica condanna dal giudice".

Lei parla di una differenza tra la 'tv di strada' e quella 'di piazza'. 'Striscia' contro le piazze tv di Santoro?
"Sono due cose diverse. Striscia la notizia è la strada, che simboleggia gli incontri tra le persone, la curiosità, il viaggio da un punto a un altro. La piazza televisiva è un luogo statico, dove vince chi grida più forte...".

Ha detto che preferirebbe che le sue figlie (Alessandra, 25 anni, Vittoria, 21, Francesca, 18, ndr) diventassero veline piuttosto che giornaliste. Che cosa crede che succeda nelle redazioni dei giornali?
"Alle veline, qui a Striscia la notizia, non succede niente di male. Mentre mi raccontano quello che accade alle giornaliste, quando a fare i direttori e i vicedirettori sono certi maschi. Noti e bavosi...".

Quante volte ha rischiato, in 24 anni, di vedersi sostituito da un rassicurante quiz a premi?
"Noi di Striscia siamo nati con la sostituzione in canna! La prima volta fu ai tempi di Tangentopoli: l'Eni da noi attaccata tolse la pubblicità alle reti. Quando sento odore di sostituzione, io occupo spazi. Com'è successo nel 1993/94, quando l'azienda pensò di sperimentare d'estate il tg delle vacanze, una versione light di Striscia. Da allora ho cominciato a produrre anche a luglio. Insomma, io presidio...".

Che cosa le piace della tv straniera?
"Il David Letterman Show. Però all'estero ci sono tanti programmi demenziali, reality con risse mostruose, concorsi di bellezza per bambine truccatissime... Roba che i nostri programmi al confronto sono un'isola di politicamente corretto".

Non ama neanche chi denigra la nostra tv di oggi, paragonandola a quella di una volta.
"Striscia è fortemente critica con l'attuale tv. È un manuale di sopravvivenza: la televisione è come l'Aids, se la conosci non ti uccide. Bisogna ricordare che quella d'un tempo non era certo democratica. Altro che bianco e nero: era più nera che bianca! Con i telegiornali senza il contraddittorio. Con il comico di turno sotto stretto controllo. Balletti, canzoni, scenografia: tutto elegante e tutto in mano alla censura. E lo posso dire perché di tv ne ho sempre guardata tanta: dai tg alle trasmissioni sui giardini e paesaggi, che sono il mio vero hobby, fino ai programmi in cui s'insegna a costruire degli oggetti".

Perché ce l'ha tanto con i tg, che definisce 'santuari della mistificazione mediatica'?
"Siamo portati a pensare che negli articoli di giornale ci possano essere bugie perché ognuno è in grado di scrivere il falso. Ma ci fidiamo in modo cieco delle immagini dei tg, perché le vediamo proprio con i nostri occhi. Errore: si possono taroccare anche quelle. L'abbiamo sempre dimostrato. Venga qui a vedere. Questi sono 'frame' dell'ultima alluvione di Genova, presi dal Tg3. C'è questo bus che procede nell'acqua semisommerso. Ma come farebbe l'autista a guidare con l'acqua quasi fino alla testa? L'immagine originale era su internet, filmata da un telefonino. Era ben diversa, ma meno spettacolare. Al Tg3, per renderla ancora più terrorizzante, l'hanno allargata lateralmente, tipo elastico. Così l'acqua è salita virtualmente fino a metà della fiancata del bus. Noi abbiamo fatto vedere il trucco. E poi abbiamo preso l'immagine di Bianca Berlinguer, direttore del Tg3, e l'abbiamo allargata. Non l'ha presa bene. Abbiamo documentato che anche per la tragedia della Costa Concordia non hanno saputo rinunciare alle immagini più spettacolari e hanno spacciato per esclusive quelle di una nave australiana...".

Altro che 'salvatore' dei soldi pubblici. È quello di smascheratore il suo ruolo preferito, vero?
"Sì. Anche le gaffe dei tg mi divertono. Vogliamo parlare di quell'inviato che a Genova durante l'alluvione ha fatto una diretta, con tanto di viso funereo, dicendo: 'Alle mie spalle vedete via del Belino completamente sommersa'? L'aveva tratto in inganno un cittadino che, alla domanda su come si chiamasse quel carugio minuscolo, aveva risposto, con espressione gergale: 'Ma è una via del belino!', per dire che era una stradina da nulla".

È di moda annunciare il proprio ritiro, penso a Ivano Fossati e a Vasco Rossi. E lei...
"Ci avevo pensato. Ma con l'amico Renzo Piano ci siamo detti: 'Cosa facciamo poi tutto il giorno?'. Se siamo disoccupati rischiamo d'andare a dar fastidio alla gente per strada. A far le risse nei bar. Sapesse quanti matti salva la tv dando loro da lavorare. Gente, come me, evidentemente disturbata. Ha presente quegli energumeni che diventano pugili per non finire in prigione? Ecco, uguale! Molto meglio che non mi ritiri, lo dico per voi...".

(Monica Bogliardi/Grazia, 30 gennaio 2012)

Da un'idea della classe di webdesign anno 07-08 dell'Istituto italiano di Design - Perugia