STRISCIA STORY
Inchieste - Animali
Disse Gandhi: "La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui essa tratta gli animali". Secondo Darwin l'uomo è un animale "evoluto", anche se spesso questo attributo è smentito dai fatti. L'uomo sgarra, e finisce col maltrattare il suo simile (l'animale) degradandolo: condizioni precarie, abusi e sfruttamento economico non sono che alcune delle vessazioni cui queste creature dignitose vengono spesso costrette. Troppe volte il verso di molte bestiole viene confuso con un fastidioso lamento da zittire, mentre si tratta di una voce da ascoltare.
Cinque grandi inchieste di Striscia sugli animali

Primo
Quando? Il 13 gennaio 1999
Dove? Al Bioparco di Roma
Chi? L'avvocato Giovanni Arnone
Cosa? Il decesso di alcuni animali
Come? Al Bioparco di Roma continuano a morire molti animali. L'avv. Giovanni Arnone, Presidente della Fondazione Bioparco, conferma che ieri è morto un daino. Jimmy Ghione chiede del decesso avvenuto nei giorni antecedenti di un fenicottero e di un piccolo ippopotamo. Quest'ultima morte è negata da Arnone, nonostante l'inviato del Tg satirico insista nel dire che i giornali ne hanno dato notizia. Ghione va dunque a intervistare il Responsabile dell'Area Commerciale del Bioparco il quale, invece, ammette con certezza la morte del cucciolo di ippopotamo avvenuta poche ore dopo la sua nascita. Il Responsabile imputa il decesso dell'animale alla carenza di infrastrutture. L'avvocato Arnone, invece, a proposito della morte del daino, aveva parlato di "possibile inesperienza, dovuta al fatto che si tratta di una società giovane". (vedi servizio)

Secondo
Quando? Il 2 marzo 1999
Dove? In mare su un peschereccio
Chi? Sandro Vannucci
Cosa? Il conduttore richiede un permesso speciale per pescare a strascico in acque protette
Come? Sandro Vannucci durante una puntata di "Linea Verde", in onda su Raiuno, si trova su una nave da pesca con reti a strascico. Il conduttore, parlando con i pescatori, ammette di essersi fatto rilasciare un permesso speciale per pescare in una zona in cui la pesca è addirittura vietata. Inoltre, la pesca a strascico è notoriamente dannosa per i fondali marini, ma Vannucci se ne infischia perché vuole spettacolo. (vedi servizio)

Terzo
Quando? Il 10 maggio 1999
Dove? A Castel di Sangro (AQ)
Chi? Alcuni animalisti e degli allevatori di visoni
Cosa? Gli animalisti irrompono nell'allevamento per porre fine al maltrattamento dei visoni da pelliccia
Come? A Castel di Sangro, in provincia di L'Aquila, un esiguo gruppo di animalisti sta protestando per denunciare il brutale trattamento cui vengono sottoposti i piccoli visoni per farne delle pellicce. Il manipolo irrompe in un allevamento, dove un addetto imbraccia subito un bastone appuntito che utilizza contro gli invasori. La ripresa di Striscia si interrompe bruscamente, ma alcune immagini del Tg2 dell'8 maggio scorso documentano il motivo dell'interruzione del video, ovvero le bastonate date al cameraman del Tg satirico. L'allevatore, armato di bastone, ha vibrato un colpo all'altezza della testa dell'operatore, mettendo fuori uso la sua telecamera. Nonostante ciò l'indefesso cameraman, munitosi di una nuova cinepresa, riprende a girare, ma viene nuovamente intimidito: il figlio dell'allevatore prende una forca per allontanarlo. I due aggressori corrono in mezzo ai manifestanti fendendo colpi a destra e a manca. Il figlio dell'allevatore minaccia di sparare ai reporter, mentre il padre dice che spaccherà tutte le macchine. Aggressori e aggrediti decidono concordemente di chiamare i Carabinieri. Dopo una breve tregua gli insulti riprendono. Un animalista mostra al cameraman i segni delle percosse. La zuffa ritorna nel vivo: volano urla e spintoni. Il figlio dell'allevatore dice che sparerà a tutti; poi propone di chiamare il maresciallo, che siccome è suo zio farà giustizia. Gli animalisti continuano a occupare la tenuta. L'allevatore dice di ammazzare gli animali per sfizio, oltre che per soldi, e informa gli animalisti che le pellicce provengono da tutto il mondo, non solo da lì. Poi il gruppo si sposta. L'agggressore spinge dunque con una verga appuntita i manifestanti alle loro auto. Una donna robusta che protesta lo aggredisce e lui risponde a bastonate, poi con le mani. La turba di manifestanti comincia a gridare: "Assassini, assassini". Arrivano sul posto i Carabinieri, ma la tensione non si placa. Giunge un'ambulanza del 118. L'allevatore continua a ingiuriare la signora: "Portatela all'obitorio da quanto puzza, peggio di una scrofa. 'Sta sozza". (vedi servizio)

Quarto
Quando?Il 25 novembre 2004
Dove?Carmiano in provincia di Lecce
Chi?Fabio e Mingo a un centro di addestramento per cani
Cosa?Addestramento dei cani mediante uso di collari elettrici
Come?Fabio e Mingo denunciano un assurdo metodo per addestrare i cani utilizzato da un allevatore tedesco in un centro di addestramento di Carmiano, in provincia di Lecce. L'animale viene obbligato a eseguire un ordine con la somministrazione di dolorose scariche elettriche tramite un collare. Dopo aver ascoltato la dura condanna di questo metodo di addestramento da parte del veterinario dott. Michele Lattanzi e di Luigi Polverini, Presidente dell'APNEC (Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili), i due inviati hanno intervistato Antonio Solina, il responsabile del centro di Carmiano. Questi ha assicurato che l'uso dei collari elettrici è stato limitato a una singola lezione di un corso di aggiornamento. Solina ha dichiarato di aver convocato il direttivo la sera stessa, sospendendo il seminario, e ha garantito che il fatto non si ripeterà. A seguito del servizio, sono giunte a Striscia numerose segnalazioni di telespettatori, secondo i quali i collari elettrici usati per addestrare i cani sono in vendita anche su Internet. (vedi servizio)

Quinto
Quando? Il 26 marzo 2009
Dove? A Trevenzuolo (VR)
Chi? Un rappresentante LAV e un macellatore
Cosa? Mucche trascinate con mezzi meccanici
Come? Edoardo Stoppa si occupa del dramma delle "mucche a terra": mucche da latte debilitate dopo alcuni anni di sfruttamento negli allevamenti intensivi al punto da non reggersi più in piedi. Come testimoniato da un rappresentante della LAV (Lega Antivivisezione) intervistato a Trevenzuolo (VR), questi esemplari malati o feriti, se non sono in grado di deambulare autonomamente, non sono trasportabili. Per loro la legge prevede la macellazione nell'allevamento d'origine se idoneo o l'abbattimento sul posto e quindi la termodistruzione. Invece, quando una mucca non è più redditizia per la produzione di latte, l'allevatore la trasporta al macello ancora viva, altrimenti non può esserne venduta la carne, sebbene la legge vieti che animali malati, o feriti che non sono in grado di deambulare autonomamente siano trasportati. Durante la testimonianza di Simone Pavesi della LAV vengono trasmesse le immagini di alcune mucche trascinate sui camion con mezzi meccanici (catene, corde, muletti di trattori), sollevate o tirate per la testa, le corna, le zampe, la coda. Un pubblico ufficiale addetto ai controlli testimonia in forma anonima dei risultati di alcuni controlli fatti in zona su camion che trasportavano bovini al macello: una mucca deceduta, una affetta da meningite, una con una diffusa cancrena sulla carcassa, una ferita frontalmente e un vitellino con broncopolmonite. Le affermazioni vengono corredate dalle relative foto. Con questi documenti Stoppa si reca al macello di zona, dove il titolare nega che gli animali fotografati e trasportati dalla sua azienda fossero sofferenti, poi specifica che la sua prassi è quella di attenersi ai certificati rilasciati dai veterinari. (vedi servizio)