La Bocconi studia Striscia

Presentati all'Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano i risultati della ricerca "La rilevanza sociale, culturale ed economica di Striscia la Notizia. Dalla nascita a oggi", condotta dal CReSV (Centro di Ricerche su Sostenibilità e Valore dell'Università Bocconi). Ne hanno discusso con gli autori Maurizio Dallocchio (Nomura Chair of Corporate Finance) e Severino Salvemini (Professore di Organizzazione aziendale), presso l'Aula Magna dell'ateneo, il Direttore del CReSv Francesco Perrini, il Direttore Generale Contenuti RTI Alessandro Salem, il Direttore di RAI4 Carlo Freccero, il Presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro, il Vicepresidente esecutivo del FAI Marco Magnifico e l'ideatore di Striscia la Notizia Antonio Ricci. La conferenza si è articolata in quattro momenti.

 

Saluti introduttivi. Il professore Perrini ha introdotto la ricerca illustrandone l'indice e l'apparato metodologico. La pubblicazione, condotta in circa un anno di lavoro, si compone di cinque filoni di analisi; quattro di tipo numerico (portata e tassonomia delle inchieste di Striscia, interazione con il pubblico, implicazioni economiche, implicazioni giuridiche), uno di tipo qualitativo relativo a un'indagine linguistica del fenomeno Striscia come oggetto simbolico. In rappresentanza del broadcaster è intervenuto il DG Contenuti RTI Alessandro Salem, che ha marcato il ruolo di Striscia all'interno dell'offerta Mediaset: da un lato il Tg satirico è visto come una garanzia di ascolti con una lunga tradizione e una formula fluida, ma ormai rodata, dall'altro Striscia come tarlo dell'azienda con i suoi repentini attacchi agli investitori (si pensi, per esempio, al caso SNAM/ENI, azienda che nel 1995 in seguito a di un servizio di Striscia sospese la campagna pianificata su Fininvest per un valore complessivo dai 7 ai 21 miliardi di lire) e la satira contro l'establishment (si pensi al fuori onda del 1994 sull'inciucio tra il popolare Buttiglione e il forzista Tajani che portò al crollo del primo governo Berlusconi). Alle parole del DG hanno risposto, in momenti successivi dell'incontro, sia Freccero (secondo cui Salem dovrebbe "essere grato a me e Ricci, in quanto abbiamo inventato qualcosa di nuovo") sia Ricci, il quale ha commentato un'affermazione di Salem ("Certo staremmo tutti più tranquilli se a quell'ora mandassimo in onda un giochino a premi o i Puffi..."), riferendo che nonostante le rassicurazioni dell'azienda "siamo sempre sul cornicione".

I risultati della ricerca. Interamente consultabili nel volume "La rilevanza sociale, culturale ed economica di Striscia la Notizia. Dalla nascita a oggi" (edito da Egea), sono stati sintetizzati dall'autore Maurizio Dallocchio. Oltre 6.000 i servizi trasmessi dal 1992 al 2010 (dei quali più di 1.400 dedicati ai raggiri); un incremento massiccio delle segnalazioni pervenute in redazione (dalle 86.379 del 2005/2006 alle 212.668 del 2009/2010); rilevanti anche i dati del risparmio pubblico relativo agli sprechi, 58 miliardi di euro il totale (rivalutato) denunciato dal Tg satirico, 7,8 i miliardi recuperati (ammontare di denaro pubblico per la costruzione di opere "riscattato" nel momento in cui queste sono completate e rese operative). In ambito giuridico "la collaborazione tra il programma e le Forze dell'Ordine si è rafforzata negli anni; ciò, può essere considerato un indicatore del crescente livello di credibilità del Tg satirico presso le autorità competenti". E' di questi giorni la notizia dell'avvio di una campagna associata tra Tg satirico e Polizia di Stato, corpo che da venerdì 25 novembre utilizza le simulazioni di truffa performate da Striscia per richiamare l'attenzione delle potenziali vittime.

La tavola rotonda, moderata dall'autore Maurizio Dallocchio. Cultura pop, Veline e controtelegiornalismo: questi i nodi su cui si è imperniato l'intervento di Carlo Freccero, il quale ha dapprima notato come la parodia telegiornalistica di Striscia sia nata (sull'allora Fininvest) quando ancora non c'erano i telegiornali ("un telegiornale per non leggenti"): una parodia (che ha "quasi" inventato l'oggetto parodiato) che ha lavorato sul disvelamento dei meccanismi di manipolazione è divenuta una "trasmissione di critica televisiva". In tema di parodia, il Direttore si è soffermato sulla carica provocatoria delle Veline, individuandone la genesi nel varietà e il significato nello sberleffo delle copertine della stampa ufficiale (su tutti "Panorama" e "L'Espresso"). In coda a Freccero è intervenuta Livia Pomodoro, giurista e Presidente del Tribunale di Milano, che ha avviato il suo ragionamento parlando di "cittadinanza attiva" e di Striscia come "trasmissione di prossimità", utile ponte per avvicinare i cittadini allo Stato, virando poi su temi di più ampio respiro quali l'accentramento degli apparati giuridici e la giustizia telematica. In perfetta linea di continuità con quanto affermato dalla Pomodoro, è intervenuto Marco Magnifico del FAI, uno "che ci ha messo la faccia". Il dirigente del FAI, dopo aver fatto tesoro di una lezione di Ricci (la televisione "non può essere pedagogica, non può insegnare", ma deve invece alimentare una "cultura partecipativa"), ha sperimentato la comunicazione televisiva (affiancando il cicloinviato Vittorio Brumotti) e "un linguaggio ironico e leggero utile per veicolare temi 'pesanti' come la tutela del paesaggio e dei beni ambientali". Magnifico, in chiusura, ha citato un dato: "Ogni passaggio a Striscia" - dice - "ci frutta mediamente 40.000 euro: si tratta di 15.000 o 20.000 persone che afferrano il telefono e mandano un sms per l'ambiente".

Dialogo tra Severino Salvemini e Antonio Ricci. Il professore Salvemini, in collaborazione con il collega Ruggero Eugeni, ha redatto l'analisi qualitativa sul linguaggio dell'innovazione di Striscia, "una formula, un format malleabile" (secondo Salvemini) e "un oggetto indefinibile" (secondo Ricci) che presenta in sé il paradosso di un rinnovamento conservativo. "Striscia è una messa in scena" - dice Ricci - "una 'messa' in scena con i suo riti e i suoi officianti", e celebra una sorta di liturgia della decostruzione. Sul bancone di Striscia troneggia infatti la simbologia dello "tsunami, dell'onda con la sua forma tonda che ricorda un punto interrogativo: mai una verità, mai un punto esclamativo". E ancora: "Non possono dirmi che sono il papà di Striscia. Il dubbio è il padre di Striscia, non io". Sull'onda scherza anche Salvemini: "Chi di onda ferisce, di fuori onda perisce". Il professore chiude con una domanda: "Cosa farebbe Antonio Ricci se non facesse Striscia?". "Se non facessi Striscia farei le risse nei bar: Striscia mi ha salvato, sono un po' come quei teppisti strappati al crimini, salvati dal pugilato". 

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Da un'idea della classe di webdesign anno 07-08 dell'Istituto italiano di Design - Perugia