Inchieste - Raggiri

Dice un vecchio proverbio: "L'inganno e il furto si coprono di belle apparenze". L'abilità di chi ordisce un raggiro è appunto quella di velare con una parvenza di verità le cose comuni, sbertucciando le debolezze e la credulità delle persone. Il volto dell'imbroglione è molteplice e sempre nuovo: da chi conduce il giocatore occasionale al gioco d'azzardo, a chi lucra sugli aiuti ai bisognosi fino a quelli che promettono paradisi trascinando i malcapitati nel baratro dell'inferno. E chi viene truffato, vive nella paura di raccontarlo.

Cinque grandi inchieste di Striscia sui raggiri

Primo
Quando? Il 20 gennaio 1999
Dove? In viaggio dall'Italia al Kosovo
Chi? Alcuni volontari e i doganieri ungheresi 
Cosa? L'epopea degli aiuti umanitari, in viaggio per Pristina. I doganieri ungheresi chiedono il "pizzo" per lasciar proseguire la carovana
Come? Ezio Greggio manda in onda un filmato che ripercorre l'epopea degli aiuti umanitari spediti dall'Associazione "Angeli", in collaborazione con Striscia, ai bimbi del Kosovo. Il 16 dicembre scorso i generi di prima necessità partono da Roma caricati su dei camion. I volontari puntano alla volta di Pristina, in Kosovo, programmando il loro viaggio attraverso l'Austria, l'Ungheria e la Croazia. Alla frontiera con l'Austria hanno pochi problemi e, dopo i controlli di routine, i mezzi proseguono. Alla frontiera ungherese si verificano i primi inconvenienti. Il controllo dei documenti resta un'operazione marginale, infatti i doganieri chiedono dei regali come pandori, cioccolata, whisky e sigarette per acconsentire al transito dei mezzi. I volontari non dispongono di queste cose, ma pur di proseguire acconsentono a lasciare del cibo ai doganieri che, insoddisfatti dei "taralli pugliesi" (occultati in tutta fretta nelle loro auto), rimbalzano la spedizione in altri uffici. I volontari vengono reindirizzati di ufficio in ufficio fino a quando viene loro detto di andare da un non precisato "Dottore" per l'approvazione. Nelle mani di quest'uomo si vedono chiaramente alcuni salami, forse altri pegni estorti a qualche viaggiatore. All'interno della stessa dogana altri funzionari si aggirano con sacchi colmi di generi alimentari. Finalmente i nostri, ottenuto l'agognato timbro, riescono a ripartire. Quando arrivano in Croazia, vengono posti i sigilli ai loro camion e viene vietato loro di girare qualsiasi tipo di immagini, pena il rischio della vita per i volontari. Solo un intervento della diplomazia italiana sblocca la situazione e permette alla carovana di ripartire. Il 21 dicembre a Pristina l'epopea si conclude felicemente: i beni vengono dati alla Cooperativa Italiana, unica legittimata a consegnare gli aiuti. (vedi servizio)

 

Secondo
Quando? Il 15 marzo 1999
Dove? A Rimini
Chi? Jimmy Ghione e alcuni gestori che operano con i videopoker
Cosa? La troupe aggredita mentre conduce un'inchiesta sulle irregolarità nel mondo dei videopoker
Come? In seguito ai servizi di Striscia sui gestori di esercizi pubblici con slot-machine e videopoker, che, violando la legge, consentono vincite in denaro, in provincia di Genova sono state sequestrate una ventina di macchinette illegali. Jimmy Ghione si è recato a Rimini alla Mostra Internazionale degli Apparecchi da Intrattenimento e da Gioco per raccogliere alcuni pareri. Il signor Filippini, gestore di apparecchiature da intrattenimento, si lamenta di aver subito dei sequestri recentemente perché, a causa della mancanza del regolamento ministeriale, gli esercenti stessi non sono in grado di distinguere una macchina lecita da una illecita. Poi Ghione comincia a girare tra gli stand, dove nota una macchinetta in cui è possibile inserire banconote da 50.000 lire. Decide dunque di chiedere spiegazioni agli espositori. Il primo si divincola senza proferire parola; il secondo si sofferma dicendo che non ci sono macchine da 50.000 lire a giocata, ma di fronte all'evidenza ritratta, affermando che sono congegni particolari destinati al mercato estero. Quando Ghione lo incolpa di rovinare le persone, l'uomo risponde accusando lo Stato e le Lotterie Nazionali. L'inviato del Tg satirico sente dunque un terzo uomo, il quale prima gli dà del maleducato, sostenendo falsamente che non si è presentato, e poi cerca di allontanarlo. Ma in un batter d'occhio la troupe viene aggredita da una folla urlante: un astante afferra la telecamera, un altro dà un cazzotto in faccia al cameraman rompendogli il labbro, mentre l'assistente alla ripresa, al quale viene intimato di spegnere la macchina da presa, viene messo in fuga. In soccorso di Jimmy Ghione arriva il dott. Mauro Chinea, Presidente della CISL-SINDAUT (Sindacato nazionale degli operatori dell'Automatico da intrattenimento), già precedentemente intervistato da Striscia, il quale si rivolge al gruppo di espositori imbizzarrito dicendo: "È l'unica televisione che ci sta aiutando". Chinea afferma di non avere parole, chiede scusa a nome di tutti e dice di vergognarsi egli stesso per quello che è accaduto. L'inviato di Striscia sente poi il dott. Maneschi, Segretario SABAR operatori automatici da intrattenimento, il quale esprime solidarietà per l'accaduto, dicendo che in tutte le categorie ci sono persone ignoranti. Il servizio si chiude con Ghione che annuncia l'imminente arrivo delle Forze dell'Ordine. (vedi servizio)


 

Terzo
Quando? Dal 5 marzo 2001
Dove? In Algeria, Albania, Kosovo
Chi? Il Governo italiano e alcuni rivenditori locali
Cosa? La pasta donata per scopi umanitari dall'Italia viene rivenduta nei negozi algerini e albanesi a fini di lucro
Come? Il conduttore di Striscia la Notizia, Paolo Bonolis, mostra ai telespettatori un pacco di spaghetti spiegando che fa parte di un grosso quantitativo di pasta donato dal Governo Italiano alle popolazioni dell'Algeria. Striscia ha scoperto, però, che invece di essere consegnata a chi ne ha bisogno, la pasta è in vendita nei negozi, in particolare a Hassi R'Mel, un paesino di circa diecimila abitanti a un'ora di volo da Algeri. Pare che da qualche mese in questo paese venga venduta la pasta donata dall'Italia a 1.650 lire al pacco. Striscia mostra che sull'involucro è stato applicato un adesivo che riporta il peso e le scadenze, ma soprattutto serve a coprire l'etichetta originale "pasta di semola di grano duro (spaghetti) dono del governo e del popolo italiano". (vedi servizio)

 

Quarto
Quando? Il 27 e 28 novembre 2001
Dove? In tutta Italia
Chi? Vanna Marchi, Stefania Nobile e il mago Do Nascimento
Cosa? Un raggiro milionario: tramite intimidazioni quali il malocchio, alcune persone venivano costrette a pagare forti somme di denaro
Come? Una telespettatrice si è rivolta a Striscia la Notizia dopo aver ricevuto la telefonata del sedicente mago Mario Pacheco Do Nascimento, collaboratore di Stefania Nobile e Vanna Marchi per la ditta Asciè. Il maestro di vita brasiliano sosteneva di aver sognato la donna e le offriva, dietro il pagamento di 300.000 lire, una quaterna vincente da giocare al Lotto. La signora ha deciso di contattare Striscia, quindi ha accettato la proposta del mago, rendendo così possibile seguire la vicenda durante tutto il suo svolgimento. La vincita promessa dal maestro, però, non si è verificata, nonostante la donna abbia giocato la quaterna sulle ruote da lui indicate. Quando la signora ha provato a contattare Do Nascimento, ha potuto ascoltare solo un nastro registrato con la voce di Vanna Marchi che prolungava inutilmente l'attesa. Impossibilitata a parlare col diretto interessato, la telespettatrice ha continuato a chiamare la ditta Asciè. Le hanno risposto solo le centraliniste, chiedendo se era stata seguita tutta la procedura indicata dal mago per ottenere la vincita. La procedura in questione riguardava una busta di sale inviata dallo stesso maestro di vita insieme alla quaterna: il sale andava messo in un bicchiere d'acqua e nascosto per una settimana al buio. Secondo la centralinista, una volta trascorsa la settimana, il sale si sarebbe dovuto sciogliere e il fatto che, come segnalato dalla signora, questo non fosse avvenuto, era indice di malocchio. Il maleficio ovviamente poteva essere annullato solo dal mago Do Nascimento.
Dopo il mancato scioglimento del sale nell'acqua, i sedicenti assistenti del brasiliano Mario Pacheco Do Nascimento per giorni hanno tempestato di telefonate la signora fino a quando lei non ha finto di essersi convinta di avere il malocchio e di essere disposta a pagare quattro milioni di lire al mago affinché la liberi dal maleficio. Al momento di consegnare il denaro a una persona di fiducia del maestro, la signora finge di cambiare idea per paura; il corriere, indispettito, chiama la sede dell'Asciè, la società facente capo alle Marchi, e mette in contatto l'anziana con Stefania Nobile, figlia di Vanna Marchi, la quale le augura "tutto il male del mondo" e la minaccia di chiamare i Carabinieri. A quel punto, però, compare l'inviato di Striscia Jimmy Ghione che chiede spiegazioni su tutta la faccenda al corriere, il quale si dimostra molto reticente e cerca immediatamente di scaricare qualsiasi responsabilità. Il servizio termina con Ghione fuori dalla sede dell'Asciè in attesa di parlare con i responsabili, che sembra si siano dati alla macchia. I conduttori annunciano che ci saranno ulteriori sviluppi della vicenda, perché in redazione sono giunte centinaia e centinaia di segnalazioni di persone raggirate allo stesso modo, che chiedono giustizia. (vedi servizi del 27 e del 28 novembre 2001)


 

Quinto
Quando? Il 15 ottobre 2004
Dove? A Milano e in tutta Europa
Chi? Capitan Ventosa, Max Laudadio e i coloratori di euro
Cosa? Alcuni truffatori sostengono di poter moltiplicare le banconote grazie a uno speciale solvente
Come? Striscia filma a Milano l'incontro con due coloratori di euro e, grazie a una telecamera nascosta, segnala l'intero meccanismo della presunta duplicazione di banconote. I due sostengono di poter far tornare alcune banconote decolorate esattamente come prima del processo di scoloritura, cospargendole di una sostanza misteriosa e mettendole a contatto con cartamoneta dello stesso taglio; quest'ultima, cedendo il colore alla banconota bianca, facilmente trasportabile oltre confine in quello stato, la riporterà al suo colore naturale. Con la scusa di asciugare le due banconote false appena spennellate con la sostanza misteriosa, queste vengono messe in un sacco pieno di polvere, dove in realtà vengono sostituite con dei soldi veri. I raggiratori affermano che una banconota vera può essere usata una sola volta e chiedono per iniziare il business 100.000 euro in modo da rivitalizzare il primo carico di soldi provenienti da oltrefrontiera. Scoperto il trucco, entra in scena Capitan Ventosa, l'eroe "sturaingiustizie" di Striscia, il quale chiede spiegazione ai due malviventi che però si danno velocemente alla fuga. Al termine del servizio, Max Laudadio intervista una signora che, dopo aver riconosciuto nel promo del Tg satirico uno dei due malviventi, racconta alle telecamere  di essere stata raggirata dalla stessa persona per ben 50.000 euro. (vedi servizio)

 

Da un'idea della classe di webdesign anno 07-08 dell'Istituto italiano di Design - Perugia