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Congiunti fuori regione, attesa ancora fino a giugno: le parole del viceministro Sileri

Il tema dei congiunti fuori regione continua a far discutere. Se in un primo momento tutte quelle persone che si ritrovano con famiglie, fidanzati o compagni fuori dal confine regionale sembravano non essere troppo al centro del dibattito, ora la situazione sta cambiando.

Sono stati proprio loro - i diretti interessati - ad alzare la voce, sia sui social, dove nella giornata di ieri l'hashtag #congiuntifuoriregione è stato per parecchie ore tra le prime posizioni su Twitter, sia in rete, dove una petizione su Change.org ha raggiunto e superato l'obiettivo delle 10mila firme e ora punta alle 15mila.

"Con il Dpcm del 26 Aprile , è stata data la possibilità alle persone di rivedere i 'congiunti' ossia i parenti e le persone con cui abbiamo legami stabili - si legge -. Poiché dovremmo avere tutti gli stessi diritti, dovremmo avere anche noi la possibilità di 'ricongiungerci' con i nostri affetti, semplicemente perché è un diritto che in questa fase è stato negato soltanto a noi! Non si parla di assembramenti, festini o cose di questo genere, chiediamo solo di essere equiparati alle stesse persone che hanno gli affetti nella propria regione".

A essere coinvolte sono migliaia di persone, tra coppie che per motivi di lavoro vivono a distanza, giovani studenti o lavoratori fuori sede che non hanno la residenza nella loro città di origine, ma anche alcuni "pendolari" - se così si possono definire. 

A onor del vero, la petizione è stata lanciata ben prima del 4 maggio, già come forma di protesta per la disparità di trattamento rispetto a chi ha la fortuna di avere i propri cari entro i confini regionali.

Secondo i firmatari sarebbe ingiusto che i "furbetti" che sono fuggiti coi famosi treni notturni in piena emergenza ora si trovano a casa senza grossi problemi, mentre chi ha rispettato le disposizioni e ha mostrato senso civico sia ancora impossibilitato a muoversi.

Col passare dei giorni, però, avvicinandoci sempre di più al 18 maggio (giorno in cui sono state previste anche riaperture inizialmente programmate a giugno), il popolo dei congiunti fuori regione ha voluto alzare la voce, scrivendo anche al nostro Gabibbo.

Per il momento, senza ottenere quanto richiesto. Anche se questa mattina è arrivato uno spiraglio dal Ministero della Salute.


"Se i dati di maggio si confermeranno buoni, è ipotizzabile che dal primo giugno ci sarà la possibilità di spostarsi da una regione all’altra”, sono state le uniche parole a riguardo, pronunciate dal viceministro della Salute Pierpaolo Sileri a Mattino Cinque, parlando però di possibili spostamenti tra regioni limitrofe e con una situazione epidemiologica simile. Questo significa che possibili spostamenti da nord a sud al momento saranno ancora da considerarsi impraticabili.




 Foto di Gerd Altmann da Pixabay