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Dopo il servizio di Striscia, chiusa la discoteca Bolgia per 25 giorni

Il Bolgia dovrà restare chiuso per venticinque giorni. Lo ha deciso il questore di Bergamo Maurizio Auriemma dopo la messa in onda del nostro servizio di lunedì, in cui Max Laudadio mostrava come nei pressi della discoteca di Osio Sopra circolasse e venisse proposta droga.

Nella nota si legge che nelle immagini mostrate si vedevano «proposte di vendita di sostanza stupefacente nelle immediate vicinanze dell’ingresso della discoteca, rivolte a giovani avventori in procinto di accedere alla stessa, oltre a essere documentato il consumo indisturbato di droga all’interno della sala da ballo. Il servizio televisivo ha ottenuto notevole risalto sulla stampa locale e nazionale – continuano da Via Noli – suscitando viva preoccupazione tra la popolazione, anche in considerazione della giovane età dei frequentatori della discoteca».

Per questo motivo Auriemma ha emesso un decreto di sospensione della licenza nei confronti del titolare della discoteca Bolgia. Il provvedimento è stato notificato nella giornata di sabato 16 novembre.

La questura fa anche riferimento a un analogo servizio, trasmesso sempre da Striscia il 31 maggio 2017, che «aveva evidenziato le medesime problematiche – si legge ancora nella nota –, così come un controllo interforze della Compagnia carabinieri di Treviglio del maggio 2018 aveva portato alla sanzione amministrativa di tre giovani assuntori di sostanza stupefacente e al sequestro di cinquanta grammi tra marijuana, hashish, cocaina e droga sintetica». Il provvedimento, sottolinea il questore, è stato preso «nell’ottica di una tutela dei giovani e giovanissimi frequentatori della discoteca».

Da qui la decisione di sospendere la licenza del locale per 25 giorni.

Il titolare della discoteca,Tonino Vecchi, non ci sta e all'Eco di Bergamo annuncia ricorso al Tar: «È scandaloso che un provvedimento di tale portata scaturisca da due servizi di “Striscia”, mi sarei aspettato un controllo degli agenti per verificare sul posto se i contenuti del servizio avevano corrispondenza nella realtà».

Ecco il servizio in questione, andato in onda lunedì 11 novembre.