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Festival di Sanremo, Carlo Conti: tris di Baglioni? Perché no!

Carlo Conti smentisce le voci che lo danno già come direttore artistico della 70esima edizione del Festival di Sanremo.

Il conduttore, a margine della conferenza stampa di presentazione dei David di Donatello, si è fermato con i giornalisti che hanno approfittato dell’occasione per fargli qualche domanda in merito alla kermesse appena conclusa e a una sua eventuale partecipazione il prossimo anno.

«No, ho già fatto tre edizioni meravigliose. Quando si fa il triplete, quando si fanno tre Festival belli in questo modo, dal punto di vista musicale e di ascolti.... Sanremo è tante cose. Inventarsi per tre anni di seguito in crescendo non è così facile. Mi godo questi tre anni, poi del domani non v'è certezza».

Di esprimere un giudizio nei confronti di Claudio Baglioni, Conti non ne vuole proprio sapere. Quando gli viene chiesto se gli è piaciuto lo spettacolo di quest’anno dall’Ariston, il presentatore cerca di glissare: «Non so nulla perché ero al mare», scherza facendo riferimento al volto come sempre abbronzatissimo.

E alla domanda “Consiglieresti a Baglioni di fare il tris?” risponde senza dubbi: «Certo, perché no? È stato molto bello, molto forte musicalmente dal punto di vista del cast, c’era un po’ di tutto». Tra le canzoni gli è piaciuta in particolar modo quella del corregionale Enrico Nigiotti Nonno Hollywood, «avendo un nonno livornese, mi ha emozionato».

Sanremo si è chiuso tra le polemiche e i dubbi sul meccanismo di voto, suddiviso tra televoto, giuria d’onore e sala stampa. Anche su questo Conti ha cercato di essere diplomatico: «Credo che i meccanismi utilizzati negli ultimi anni siano corretti, almeno per quanto riguarda la mia esperienza. Devi saper comporre bene la giuria di qualità. Io l’ho sempre chiamata di esperti, perché ho cercato di mettere quelli della radio, registi. Ogni direttore artistico è giusto che scelga quello che ritiene giusto, perché ha la responsabilità. Quando l'ho fatto io, ho detto 'però decido io', pur ascoltando i consigli di direttore di rete e di capostruttura. Ma alla fine la faccia l'ho messa io», ha concluso.