News

L’Italia brucia: gli incendi bloccano la circolazione ferroviaria e stradale

L’Italia è nella morsa del caldo. L’anticiclone, denominato Apocalisse 4800, si è abbattuto sul nostro paese causando non pochi problemi: dall’emergenza siccità ai danni ambientali, causati soprattutto dai molteplici incendi che stanno divampando in questi giorni.
Due sono i roghi importanti che hanno causato anche problemi alla circolazione ferroviaria e stradale: uno si è sviluppato in prossimità dei binari della linea Roma-Firenze, all’altezza di Orvieto, bloccando la circolazione per molte ore e un altro divampato sul Carso, che ha portato alla chiusura dell’autostrada A4 nel percorso che va da Redipuglia a Lisert.Il caldo crea disagi su disagi anche per passeggeri e automobilisti.

In fiamme anche le colline di Massarosa in Versilia, a Bolzano, nel casertano e nel palermitano: brucia quasi tutta Italia. Centinaia i Vigili del Fuoco impegnati a domare gli incendi. Secondo quanto riportato dall’ANSA, sono 14 le richieste ricevute dal Centro operativo aereo unificato (Coau) del Dipartimento della Protezione civile per gli incendi boschivo: quattro dalla Campania, tre dal Lazio e dalla Calabria, una da Friuli Venezia Giulia, Toscana, Puglia, Abruzzo e Sicilia.

Nelle scorse settimane Striscia la Notizia si era già occupata di un vasto incendio scoppiato all’interno della zona protetta della Palude Frattarolo, nell’area sud del Golfo di Manfredonia, che aveva recato non pochi danni al luogo: in pochissimi minuti moltissimi ettari di terreno e canneti erano andati distrutti.

Ma in realtà, il TG satirico di Antonio Ricci ha sempre avuto a cuore la situazione ambientale, dedicando diversi servizi non solo a denunciare le falle nel sistema anti – incendi ma anche, attraverso la voce dei più giovani, cercando di sensibilizzare la popolazione sull’importanza di comportamenti corretti. Se è vero che la maggior parte degli incendi scoppia a causa del caldo torrido, moltissimi altri vengono scatenati anche a causa di piromani o di condotte non civili, come ad esempio l’abbruciamento.

Su questo fenomeno, con la rubrica Ambiente Ciovani, Serena e Silvia hanno illustrato i limiti di questa pratica che prevede di dar fuoco ai resti di fogliame e rami dopo la potatura: le fiamme scatenate potrebbero essere pericolosissime. Per questo motivo le ragazze hanno voluto parlarci di metodi alternativi a questi gran falò che, oltre ad essere causa di incendi più vasti, emanano fumi che non sono per niente innocui.