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La proposta di Fedez per supportare i lavoratori della musica: "Artisti e agenzie dovrebbero creare un fondo"

Per sostenere i lavoratori del settore musicale, in particolare quelli legati ai concerti, Fedez ha una proposta: rinunciare a parte degli anticipi che gli artisti percepiscono dalle agenzie per creare un fondo.

Il rapper ha lanciato la sua idea nel corso di una diretta streaming con Peter Gomez, in occasione delle celebrazioni per il decimo anniversario de Il Fatto Quotidiano.

"Ogni tanto ci vorrebbe un po' più di unità anche tra noi artisti - ha detto Fedez - Il grande problema è legato agli eventi (non solo i concerti), un settore che muove un'economia importante e rimarrà fermo per 6 mesi se non di più. Parliamo degli operai che montano le strutture, dei tecnici delle luci, dei fonici, di persone che hanno un problema reale, quello di non percepire reddito per il prossimo anno".

"Io nel mio piccolo, con la mia società avevo cercato di portare avanti un'idea di eventi drive in che potesse consentire il distanziamento - prosegue il rapper - Il problema è che non ci sono linee guida; mi rendo conto che le priorità in questo momento sono tantissime, questa evidentemente non è una priorità e quindi non si sa come muoversi. Non avendo delle linee guida rischi di fare un disastro".

Nell'immeditato, però, la proposta del rapper è molto più semplice e facilmente praticabile:

"Se gli artisti vogliono davvero aiutare le maestranze della musica io lo dico quello che secondo me bisogna fare e io ci sono: ci decurtiamo una percentuale degli anticipi minimi e garantiti che le società di booking ci danno, le società di booking fanno lo stesso con parte del loro fatturato e creiamo un fondo e lo mettiamo a disposizione dei lavoratori, è semplicissimo".

In qualche modo Fedez ha così risposto all'appello che Pinuccio da mesi fa in chiusura dei suoi servizi a proposito dei mancati rimborsi per i biglietti dei concerti e cioè che anche i cantanti inizino a prendere posizione.

Le società che organizzano i live, infatti, sostengono di non poter provvedere alle richieste di rimborso per evitare il collasso del settore, ma ad oggi nessuno ha risposto alla nostra domanda su dove siano finiti i soldi dei biglietti che i fan hanno pagato, dato che non sembrano essere stati indirizzati ai lavoratori.