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Va a processo il mago anti-Covid pizzicato da Striscia

Va a processo il mago anti-Covid pizzicato da Striscia

Va a processo il mago anti-Covid pizzicato da Striscia

Orfeo Bindi, il mago di Rimini che sosteneva di poter guarire dal Covid e da altre malattie con filtri e misteriose polverine, è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Rimini. È accusato di aver venduto erbe “miracolose” a malati con patologie gravi. Striscia la notizia aveva scoperto l’esistenza di questo presunto truffatore già all’inizio del 2021 e aveva indagato con l’inviato Max Laudadio sul suo operato.

Orfeo Bindi, il mago anti-Covid smascherato dal tg di Antonio Ricci

Il processo a Orfeo Bindi, il “Mago delle Erbe” avrà la prima udienza il 5 giugno 223.  Il “santone” sessantasettenne che secondo l’accusa si spacciava per medico chirurgo omeopata e fisioterapeuta (lui si definiva “studioso di agricoltura biodinamica”) e che diceva di curare con le sue pozioni anche uomini e donne affetti da patologie gravi. Secondo le indagini della Procura di Rimini e dagli elementi raccolti dalla Guardia di Finanza coordinata dal pm Davide Ercolani, il copione sarebbe sempre lo stesso: approfittarsi di persone con condizioni di salute critiche proponendo cure “fantascientifiche”. Sarebbero trenta i casi accertati dagli inquirenti, anche se nessuno, per il momento, si è costituito parte civile.

Polverine a base di erbe per curare il Covid, ecco la ricetta di Bindi

Naturalmente le cure proposte ai malati non avevano nulla di “miracoloso”, e non erano sicuramente frutto di ricerca scientifica. Al contrario Bindi somministrava polverine a base di erbe (tra queste, alcune che secondo l’accusa comportavano rischi) che il “mago” vendeva per curare anche leucemie e, in tempo di pandemia, le forme più gravi di Covid. Le “cure” venivano comodamente recapitate a casa, e a volte pagate a peso d’oro.

L’inchiesta è partita nell’aprile 2021, quando due attori di Striscia si era intrufolati nell’abitazione di Orfeo Bindi, per sapere qualcosa di più a proposito di queste polverine “testate dai vari ministeri”, come lui assicurava. L’uomo aveva addirittura mostrato le varie cure, impacchettate e pronte alla consegna.

Bisogna dire che gli affari del santone riminese erano aumentati già dal lockdown del 2020, e con l’incremento dei clienti erano aumentati anche i sospetti di truffa. Molte vittime, infatti, avendo preso coscienza del raggiro, avevano segnalato le loro storie a Striscia. I “ganci” di Striscia allora avevano incontrato Bindi, che ignaro di tutto aveva chiesto 110 euro per la prestazione.

Guai per il finto medico, blitz delle Fiamme Gialle subito dopo il servizio di Striscia

Il 2 aprile, dopo la messa in onda del servizio, a casa di Orfeo Bindi sono arrivati i finanzieri, che hanno sequestrato i preparati, poi analizzati dai laboratori dell’Ausl di Rimini. Sono state sequestrate anche migliaia di euro, tutti soldi versati dalle vittime del raggiro. Il mago operava grazie al passaparola. L’accusa per il “Mago delle erbe” è di truffa pluriaggravata e abusivo esercizio della professione medica.

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