News

Mascherine chirurgiche a 50 centisimi introvabili da nord a sud, si va verso una soluzione

Le mascherine chirurgiche a 50 centesimi sono diventate ufficialmente un caso. Il motivo? Sembra impossibile trovarle.

Da lunedì 4 maggio avrebbero dovuto essere disponibili in farmacie, parafarmacie e supermercati, così come annunciato dal presidente Conte e confermato domenica 3 maggio a Che Tempo Che Fa dal Commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus Domenico Arcuri: "Io ieri ho sottoscritto un accordo con l'associazione delle farmacie e parafarmacie che da domani venderanno le mascherine chirurgiche al prezzo massimo che con la mia ordinanza ho fissato, cioè 0,50 centesimi al netto dell'Iva - ha spiegato, aggiungendo poi: "Oggi abbiamo firmato un accordo con Confcommercio, Federdistribuzione e altre associazioni di distributori che da domani venderanno le loro mascherine a mezzo euro al netto dell'Iva. In totale ci saranno 50mila punti vendita in Italia che venderanno le mascherine non al prezzo massimo, ma al prezzo giusto".

Eppure in questi giorni parecchi cittadini da nord a sud si sono lamentati per la carenza di questi dispositivi presso le farmacie. Mascherine introvabili e farmacisti non proprio soddisfatti.

Come vi avevamo mostrato in un servizio di Valerio Staffelli, infatti, parecchi esercenti avevano esposto cartelli decisamente polemici nei confronti del Governo.

Alcuni, che hanno già acquistato lotti di mascherine chirurgiche a prezzi più alti, attendono di capire come e quando avverrà il rimborso della differenza promessa dallo Stato. Altri, semplicemente, non riescono a trovare fornitori che le vendano a una cifra che consentirebbe loro di rivenderle al prezzo stabilito dall'ordinanza di Arcuri.


"Succede quindi che quei cartelli verranno tolti e che se una madre va in farmacia con un euro potrà comprare - aggiungo finalmente - due mascherine, una per sé e una per il proprio figlio", diceva Arcuri sempre nel programma di Fabio Fazio. 

Ma quei cartelli, almeno per ora, non sono scomparsi (senza contare che, anche se le mascherine a 50 centesimi si trovassero, a una madre non basterebbe un euro - come diceva Arcuri - visto che con l'Iva arriverebbero a costare 61 centesimi l'una).

"Gli unici che ci consentono un minimo di guadagno sono i grossisti, che le vendono a noi a 40 centesimi, ma ormai hanno esaurito le scorte", ha spiegato un farmacista pugliese a Repubblica. "Ieri - ha aggiunto - ne ho avute solo 50 e le ho vendute in cinque minuti. Oggi me ne arrivano altre 30 e sono già tutte prenotate".

Per correre ai ripari, il Commissario per l'emergenza starebbe per firmare un altro accordo, con Federfarma e con l'Associazione Distributori di Farmaci, per la distribuzione di "5 milioni di mascherine  chirurgiche per i prossimi 7 giorni e 10 milioni settimanali, a regime, dalla seconda metà di maggio" (fonte Federfarma).

In questo modo i farmacisti le pagheranno tra i 38 e i 40 centesimi l'una e potranno dunque venderle al prezzo stabilito dall'ordinanza. Situazione risolta quindi? Vedremo.

Noi continueremo a tenere d'occhio la situazione. Stay tuned.