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Metaverso, cos’è e come funziona: tutto quello che dovreste sapere

Metaverso non è un termine che sicuramente ci suona nuovo: è salito alla ribalta con l’annuncio di Facebook, che ha deciso di denominare Meta il gruppo che controlla le piattaforme di Facebook, Whatsapp e Instagram, avviando un progetto con questo nome di cui sappiamo ancora poco. È un termine di moda, usato a proposito o a sproposito continuamente, imponendosi come una delle parole dell’anno.

Il termine Metaverso, in realtà, è nato nel mondo cyberpunk nel 1992; Striscia da sempre si occupa delle innovazioni tecnologiche e con Marco Camisani Calzolari ha cercato di spiegare questo concetto difficile, che prefigura un insieme di mondi virtuali e realtà interconnesse.


Siamo davanti a una nuova rivoluzione digitale? Difficile dirlo ancora con certezza, ma di sicuro si tratta di un processo inevitabile della convergenza digitale, un insieme di spazi virtuali attraversati da avatar, il futuro di internet.

Si sviluppa nel digitale e la sua materia è composta dai dati e dalle informazioni, ed è un ulteriore passo per l’emancipazione digitale. Le porte del Metaverso sono accessibili a chiunque fosse interessato, per entrarvi non sono richieste competenze speciali nel campo informatico. Ma perché tutti ne parlano?

Secondo molti il Metaverso presenta delle criticità, specie a causa dei numerosi problemi di privacy e sicurezza, che ancora sono un argomento critico sul web.


Si è parlato di Metaverso anche per quanto riguarda la rottura avvenuta tra Mark Zuckerberg e Sheryl Sandberg, ovvero la sua vice, per la diversa visione che hanno di questo mondo.

Un altro tema scottante che si intreccia con gli aspetti della privacy è quello della tutela dei minori. Sia in Europa che negli USA questo è diventato un tema centrale nell’ultimo periodo, spingendo le aziende a implementare strumenti sempre più raffinati per la verifica dell’età degli utenti.