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Giornale di Brescia

Nuovo arresto dopo il reportage di Striscia

Spaccio in stazione. Rintracciato dalla Questura un altro dei pusher che compare nel video .

Era un volto noto. Non solo per essere stato già più volte arrestato dalle forze dell'ordine per reati legati agli stupefacenti ma anche perché è tra i pusher di strada ripresi nel servizio dedicato allo spaccio nella zona della stazione ferroviaria cittadina dal tg satirico Striscia la Notizia. Dopo il secondo arresto nel solo mese di dicembre e aver ricevuto l'aggravamento della misura cautelare a suo carico aveva fatto perdere le proprie tracce. Fino a martedì pomeriggio. Una volante lo ha intercettato e riconosciuto in via Solferino: l'uomo ha provato a dileguarsi entrando in un bar ma è stato raggiunto e ammanettato. Nelle stesse ore un equipaggio del Reparto Prevenzione crimine ha fermato un marocchino di 25 anni nei pressi del terminal degli autobus per un controllo. Addosso aveva due stecche di hashish. Quando l'uomo ha capito che sarebbe stato portato in questura ha provato a dimenarsi e ha colpito gli agenti per poter fuggire. Ora deve rispondere di resistenza a pubblico ufficiale oltre che delle detenzione dello stupefacente. Per lui è scattata l'espulsione. Nelle scorse settimane altri due stranieri sono stati allontanati dal territorio nazionale grazie alla collaborazione dell'Arma dei Carabinieri. Si tratta di un 25enne marocchino che si trovava agli arresti domiciliari per maltrattamenti nei confronti della sorella e che è stato arrestato dai carabinieri di Tavernole sul Mella per spaccio di stupefacenti. La Questura ha chiesto e ottenuto il rimpatrio. Il 15 gennaio un 28enne albanese cui erano stati revocati gli arresti domiciliari è stato accompagnato alla frontiera dai carabinieri di San Faustino. La questura di Brescia precisa anche che «i cittadini extracomunitari detenuti in carcere, quando la pena residua è inferiore ai due anni, il magistrato di sorveglianza può disporre l'espulsione come misura alternativa alla detenzione in carcere. Per loro è previsto il divieto di reingresso sul territorio italiano per dieci anni» . In virtù di questa possibilità è stato accompagnato in frontiera un tunisino, classe 1978, già in carcere per reati in materia di stupefacenti e un algerino, F.A., di 35 anni, detenuto da due anni per una vicenda di droga.
 
(Giornale di Brescia, 18 gennaio 2018)