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Rischio di dissesto finanziario per il Comune di Valtopina. Il sindaco: “Andremo in appello”

Rischia il dissesto finanziario il Comune di Valtopina in seguito alla sentenza del Tribunale di Perugia che ha decretato il pagamento di ingenti somme di denaro da parte dell'ente a due società, per un costo totale di oltre 700.000 mila euro.

La domanda, nata in seguito ai lavori di ricostruzione nel borgo di Giove , dopo il terremoto del 1997 che colpì la provincia di Perugia, affonda le sue radici nel 2011 . È proprio in quell'anno che la Provincia aveva ordinato l'immediata sospensione dei lavori di ricostruzione, dopo aver riscontrato anomalie e irregolarità e nel 2012 la Procura aveva, invece, disposto il sequestro dell'intera frazione di Giove.
Da allora ilComune era intervenuto legalmente per chiedere un risarcimento alla società progettista che, dal canto suo, aggiunto il risarcimento dei lavori con, in, il risarcimento di danni e interessi.

Ad oggi, con la sentenza di condanna arrivata al Comune di Valtopina, il neoeletto sindaco Gabriele Coccia ha fatto sapere, in un'intervista rilasciata al Corriere Umbria, che si andrà in appello e che lui stesso sta: “Portando avanti incontri programmati con avvocati e Regione per risolvere la situazione ed evitare il dissesto del Comune.”.


La vicenda è stata oggetto anche di alcuni servizi di Striscia la Notizia che, nel corso degli anni, si è preoccupata di dar voce ai cittadini della frazione di Giove costretti a vivere nei container a causa dei lavori svolti in maniera non idonea.


Jimmy Ghione ha più volte raccontato le vicissitudini per la ricostruzione del posto e lo spreco di denaro pubblico avvenuto. In particolare nel 2016 era stato messo l'accento su una lettera, inviata dal Comune ai cittadini, nella quale si chiedeva alla popolazione di pagare ingenti cifre di denaro per arginare i costi delle sentenze.