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14enne morto di tumore: i pericoli del metodo Hamer. Le denunce di Striscia

14enne morto di tumore: i pericoli del metodo Hamer. Le denunce di Striscia

14enne morto di tumore: i pericoli del metodo Hamer. Le denunce di Striscia

E’ iniziato ieri il processo ai genitori di Francesco Gianello, morto di tumore a 14 anni: Luigi Gianello e Martina Binotto sono accusati di omicidio, con dolo eventuale, per aver ritardato la diagnosi e le cure del loro stesso figlio minorenne. E questo perché si sarebbero affidati a terapisti che promuovono false illusioni, invitando le persone a seguire le pericolose teorie dell’ex medico tedesco Geerd Hamer. Teorie e pratiche altamente rischiose per la salute e la tutela della vita dei pazienti come aveva raccontato Striscia la notizia attraverso i servizi di Moreno Morello già nel 2017 e nel 2019.

Il 21 ottobre 2025 è iniziato dunque per i genitori del 14enne il processo in corte d’Assise al tribunale di Vicenza. Per il pm Paolo Fietta la morte del ragazzino sarebbe stata causata o accelerata dai loro ritardi nella diagnosi e nelle terapie. I due si sarebbero affidati a un medico veneto, iscritto all’Ordine, e a due terapisti che diffondono proprio la dottrina Hamer. Il suo metodo prevede di assecondare la malattia e non di contrastarla in quanto sarebbe il “sintomo della risoluzione di un conflitto biologico innescato da un trauma“.
A Luca Mastrantonio, che ha pubblicato un’intervista ai genitori sul Corriere della Sera il 21 ottobre, i due hanno raccontato della diagnosi di tumore ricevuta dopo una risonanza magnetica al Rizzoli di Bologna.

L’invito è quello di fare accertamenti: vengono programmate biopsia e PET ma madre e padre del paziente disdicono gli appuntamenti. «Abbiamo sentito al telefono il dottor Matteo Penzo, ci ha detto che con la biopsia c’è il rischio che la malattia si possa espandere. Non dovevamo farla, insisteva» ha raccontato il papà. Il medico continuava a sostenere che l’osteosarcoma al femore derivasse da una situazione (psicologica) che il malato non riesce a sopportare. «Penzo attribuiva anche a me la colpa» ha precisato il padre.
La teoria di Hamer porta a «colpevolizzare il malato, i suoi familiari, le persone vicine» commenta l’intervistatore, che poi chiede ai genitori cosa il medico avesse loro consigliato di fare per il tumore. «Argilla e anti-infiammatori» è la risposta del padre. Parole che evocano altri casi di presunti guaritori denunciati in questi anni da Striscia.

Contrariamente a quanto predicava, il dottor Hamer si è tuttavia operato chirurgicamente per il suo tumore e ha mentito sulla cartella clinica della moglie morta di cancro, come riporta il Corriere. Ma questo molte persone che lasciano le cure scientifiche per abbracciare le teorie di personaggi come Hamer non lo sanno o non lo vogliono sapere.
Già più di otto anni fa Moreno Morello si mise sulle tracce di uno psicologo seguace di Hamer (che era appunto contrario alla chemioterapia, fu radiato dall’Albo dei Medici e indagato in più Paesi d’Europa). Lo psicologo si trovava in provincia di Padova per un incontro pubblico in cui affermava che il corpo non si deve toccare e che le medicine non si devono prendere. Il servizio è del 19 maggio 2017.

Il 12 aprile 2019 l’inviato del tg satirico torna a verificare: lo psicologo Giovanni Conati continua a operare e divulgare teorie pericolosissime. Per lui, per fare un esempio, l’anemia e la leucemia deriverebbero da conflitti di divisione ereditaria. «Non esistono i tumori… È una fesseria enorme! Sono i dottori che ti convincono che il corpo è ammalato! Se ti metti a fare la chemioterapia, ti fai solo del male!». Seguire queste perle di saggezza e altri consigli assai poco disinteressati, come ricorda l’inviato, non costa poco: 10.000 dollari negli USA, 5.000 euro in Italia.

Il 7 ottobre 2019 Morello torna a seguire un incontro di Conati.
L’uomo domanda al pubblico se qualcuno abbia mai sentito di persone guarite dopo un ricovero in ospedale e dopo aver assunto le medicine tradizionali: sebbene dalla platea si senta qualcuno rispondere “sì”, il finto dottore sembra non badarci e dichiara di essere l’unico rimasto in vita tra i suoi parenti e amici.

Il dott. Penzo, comunque, non risulta allo stato indagato né imputato nel procedimento penale in corso, che allo stato coinvolge esclusivamente i genitori del minore. Sempre a Luca Mastrantonio, successivamente, Penzo ha negato di avere invitato i genitori del 14enne a non fare la biopsia o la chemio («Era una loro scelta, anzi, alla fine hanno pure fatto la chemio, non capisco di cosa sono imputati») e nega di averli mandati dai due terapisti («Quello è solo un centro di agriturismo, dove mangiare bene e stare a contatto con la natura»).

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