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Sanremo: calci, pugni e sputi a Staffelli alla consegna del Tapiro ai Sottotono. Il brano era incredibilmente somigliante a una hit degli ‘N Sync

Sanremo: calci, pugni e sputi a Staffelli alla consegna del Tapiro ai Sottotono. Il brano era incredibilmente somigliante a una hit degli ‘N Sync

Sanremo: calci, pugni e sputi a Staffelli alla consegna del Tapiro ai Sottotono. Il brano era incredibilmente somigliante a una hit degli ‘N Sync

 

Secondo Il Secolo XIX e altri autorevoli esperti il rap è “salito” sul palco di Sanremo ormai molte volte ma spesso in modalità “addomesticata”, privato della sua carica più esplosiva e dissacrante. In un articolo pubblicato oggi, martedì 24 febbraio 2026, Claudio Cabona scrive che «quando arriva sul palco dell’Ariston, l’hip hop tende a essere edulcorato, corretto, riplasmato secondo le regole implicite del Festival». Questo determinerebbe una trasformazione sostanziale. «Non a caso, molti rapper, anche i più radicali all’origine, finiscono per cambiare pelle, scegliendo melodie più cantabili e un linguaggio meno conflittuale. Marracash, che si è sempre rifiutato di partecipare, l’ha riassunta così: “A Sanremo ci vanno tanti rapper, ma pochissimo rap”»

L’articolo è un excursus attraverso la storia degli ultimi decenni passando attraverso versi e ritmi di artisti singoli e gruppi come Aeroplanitaliani, Piotta, Franki, Rancore, Madame, Lazza e molti altri.

Un quarto di secolo fa, nel 2001, il rap arriva a Sanremo e «crea una frattura». Il quotidiano a questo punto rilancia una delle storiche battaglie di Striscia. «I Sottotono partecipano tra i Big con “Mezze verità” e finiscono subito nel mirino: la Rai chiede modifiche al testo per alcune espressioni considerate volgari, la band rifiuta e sceglie di lasciare i versi “muti” durante l’esecuzione, trasformando la performance in una denuncia. A peggiorare la situazione arrivano le accuse di plagio mosse da Striscia la Notizia. I Sottotono chiudono terzultimi, il loro passaggio resta uno dei momenti più tesi nella storia del Festival». Rivediamo il servizio del primo marzo 2001.

Curiosità tratta dallo stesso articolo di Claudio Cabona: nello stesso anno del primo caso citato, il 2001, Raffaella Carrà difese apertamente Eminem, il superospite internazionale, presentandolo nonostante le polemiche che i suoi testi suscitavano e lasciandogli eseguire The Real Slim Shady e Stan.

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