Le truffe alle assicurazioni legate ai falsi incidenti stradali sono un fenomeno diffuso e organizzato, basato su schemi ben collaudati. L’obiettivo è ottenere risarcimenti economici simulando sinistri o gonfiando danni realmente avvenuti.
Il metodo più comune prevede la messa in scena di un incidente: più persone si accordano per dichiarare uno scontro tra veicoli mai avvenuto, compilando la constatazione amichevole (CID) con versioni concordate. In altri casi, invece, si parte da un incidente reale ma si amplificano i danni ai veicoli o le lesioni personali, spesso con certificati medici compiacenti.
Un ruolo chiave è svolto dai cosiddetti “testimoni fittizi”, che confermano una dinamica inventata per rendere credibile la richiesta di risarcimento. Talvolta vengono coinvolti anche carrozzieri o intermediari che aumentano i costi delle riparazioni o presentano fatture per interventi mai eseguiti. Luca Abete indagava proprio su alcune officine che, questo era il sospetto, inventavano incidenti per poter poi ottenere rimborsi dalle compagnie assicurative:
Qui l’inviato documentava l’attività di una carrozzeria che offriva un servizio “particolare” ai clienti: organizzava sinistri stradali…
Questi sistemi generano danni economici significativi per le compagnie assicurative, che si riflettono poi sull’aumento dei premi per tutti gli assicurati.
