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Il poeta Trudell contro Baglioni: «I versi del Pivot sono i miei»

Il poeta Trudell contro Baglioni: «I versi del Pivot sono i miei»

Il poeta Trudell contro Baglioni: «I versi del Pivot sono i miei»

Nella puntata di giovedì 5 febbraio, Striscia la notizia ha aperto un nuovo caso Baglioni e individuato “sorprendenti somiglianze” tra la canzone Il Pivot (1977) di Claudio BaglioniThe Jump Shooter scritta dal poeta americano Dennis Trudell, autore di culto di Buffalo, poco conosciuto dal pubblico italiano. Ma come ha fatto il tg satirico di Antonio Ricci a risalire a una poesia scritta oltre cinquant’anni fa e a metterla in relazione con un vecchio brano della musica italiana? Come spesso avviene per le inchieste del tg satirico, tutto è partito da una segnalazione, in questo caso di un fan pentito delle amnesie di Baglioni verso le fonti che hanno “ispirato” numerosi passaggi delle sue canzoni. Il telespettatore particolarmente attento si era infatti accorto che i diritti autorali della versione italiana (che si chiamava proprio Il Pivot) erano di Gianni Menarini, uno dei più apprezzati traduttori di poeti americani contemporanei, responsabile della versione italiana della poesia di Trudell.

Casanova ha prima verificato accuratamente la segnalazione, quindi ha rintracciato Menarini. Il percorso lo ha poi portato allo stesso poeta americano che, insieme alla moglie, è rimasto sorpreso dalla “forte somiglianza” tra i suoi versi e alcune strofe della canzone pubblicata da Baglioni nel 1977. “Molto curiosa” anche la tempistica: il brano di Baglioni (contenuto nell’album Solo, settimo LP del cantautore, oltre un milione di copie vendute) esce quattro anni dopo la pubblicazione del volume Giovani poeti americani, a cura di Menarini edito per Einaudi, che raccoglie la poesia. “Sono così simili che non posso immaginare siano state create dal cantante o dalla sua mente – ha dichiarato a Striscia la moglie di Trudell, con a fianco il marito, leggendo incredula le strofe della canzone – a me appare che siano state costantemente copiate dal poema di Dennis. Non gli è stato chiesto nulla e non è stato contattato in alcun modo. Un presentatore radio famoso negli Stati Uniti, quando ha voluto leggere una poesia di Dennis, lo ha contattato e ha pagato dei diritti per questo”.

A colpire non è soltanto il titolo e la “particolare somiglianza” di alcuni passaggi testuali, ma il concept stesso e l’atmosfera del brano: un racconto ambientato attorno a un campo da basket di strada, scenario tipico delle città americane dell’epoca ma decisamente poco frequente nell’Italia degli anni Settanta. Sia nella poesia di Trudell sia nella canzone di Baglioni, i protagonisti sono un uomo adulto che gioca e un altro che si unisce a lui, dando vita a una partita improvvisata in cui gli scambi sportivi si trasformano progressivamente in silenziosi e impliciti scambi di umanità.

Sono almeno 8 le strofe di Trudell e Baglioni che, confrontate, presentano “incredibili analogie”:

  • Forse sui trentacinque appesantito un poco, aveva tuttavia il tocco di una volta (Trudell)
  • Sui trentotto forse appesantito, ma con il tocco ancora buono (Baglioni)
  • Raccolsi un rimbalzo (Trudell)
  • Un rimbalzo catturai (Baglioni)
  • Nessuno dei due disse una parola (Trudell)
  • Andammo avanti un po’ senza dirci una parola (Baglioni)
  • Tre in fila da sei metri (Trudell)
  • Tre in fila ne azzeccò (Baglioni)
  • Il modo in cui il pallone restò appeso in aria (Trudell)
  • E girando restò appeso in aria (Baglioni)
  • Sbucò con una finta (Trudell)
  • Con una finta si smarcò (Baglioni)
  • Gradinate di legno tremavano (Trudell)
  • Le gradinate che tremavano (Baglioni)
  • Poi d’improvviso riempì la rete (Trudell)
  • Poi riempì la rete (Baglioni)

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