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Raffineria Falconara, inchiesta chiusa: 18 indagati

Si sono chiuse le indagini partite in seguito all’incidente avvenuto sul tetto del serbatoio TK 61 della Raffineria Api di Falconara, che coinvolse uno dei serbatoi più grandi d’Europa con una capacità pari a 160.000 metri cubi di petrolio greggio. L'evento, a sua volta, provocò la fuoriuscita di una nuvola di gas idrocarburici.


Gli indagati sono 18, gli avvisi sono stati notificati nelle ultime ore dai Carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) coordinati dal Pubblico Ministero di Ancora Irene Bilotta.

I reati contestati agli indagati sono di vario titolo: in materia ambientale, gestione illecita di ingenti quantità di rifiuti speciali e lesioni personali a carico di numerosi cittadini.

Striscia si era occupata del caso: Pinuccio era andato ad ascoltare le testimonianze dei cittadini, che si lamentavano per i gravi problemi ambientali, di salute e di sicurezza.


Con l’attività di indagine, che ha coinvolto anche consulenti tecnici, la Procura ha contestato alla raffineria ripetute violazioni; in una nota diffusa dal Noe si spiega: “Le indagini espletate hanno fatto emergere gravi carenze strutturali negli impianti, con diffusione incontrollata e prolungata nell’ecosistema di inquinanti pericolosi per l'ambiente e per l'uomo”.

La Procura contesta l’inquinamento e la dispersione di prodotti nel suolo e nel sottosuolo, che sarebbero stati provocati dallo stato di deterioramento degli impianti e dalle carenze riscontrate nell’ispezione e manutenzione di alcuni serbatoi. Mentre la contestata compromissione della qualità dell’aria sarebbe stata provocata dalle emissioni di gas. Striscia era anche andata a parlare con l’ex direttore dell’Unità di Epidemiologia dell’Istituto Nazionale dei tumori di Milano per capire gli effetti sui lavoratori e sugli abitanti delle zone limitrofe.  
Il Noe riporta che questo comportamento è avvenuto per la: “volontà di risparmiare gli ingenti costi per l'ispezione, la manutenzione e l'adeguamento degli impianti in questione”.  Nella nota si legge anche che sono stati riscontrati altri reati contro la pubblica amministrazione.