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Rivoluzione Sanremo, il sistema di voto bocciato fino ad ora: i casi sollevati da Striscia negli anni su sms non conteggiati, dubbi e anomalie sulle votazioni

Rivoluzione Sanremo, il sistema di voto bocciato fino ad ora: i casi sollevati da Striscia negli anni su sms non conteggiati, dubbi e anomalie sulle votazioni

Rivoluzione Sanremo, il sistema di voto bocciato fino ad ora: i casi sollevati da Striscia negli anni su sms non conteggiati, dubbi e anomalie sulle votazioni

Di recente, Dagospia ha analizzato i retroscena più “politici” legati al Festival di Sanremo e alle future edizioni dello stesso. Tra le altre cose ha evidenziato le criticità relative al sistema di voto, che potrebbe rimanere invariato rispetto agli ultimi anni.

Da tempo, tuttavia, una parte significativa della stampa accreditata propone la creazione di una vera e propria “Academy”, composta da un numero più ristretto di giornalisti ed esperti del settore. L’ipotesi è stata più volte respinta dai precedenti direttori artistici, che hanno evidenziato come molti giornalisti musicali intrattengano rapporti professionali con società di comunicazione, gruppi radiofonici e network televisivi.

In un contesto caratterizzato da possibili conflitti di interesse, il rischio sarebbe quello di concentrare il potere decisionale nelle mani di pochi. Insomma, si tratta di decisioni che potrebbero influire sulla “democraticità” del sistema di voto del festival musicale. Un tema delicato. Non a caso Striscia, da sempre, si è occupata delle diverse criticità emerse durante la fase delle votazioni a Sanremo.

Il 20 febbraio del 2025, Pinuccio si interessava di alcune anomalie relative ai voti da casa di Sanremo 2025, segnalate dai telespettatori. Alcuni di questi sms con voto, assegnati a Fedez, Brunori Sas e Lucio Corsi, risultavano non conteggiati. E l’inviato mostrava un caso davvero curioso: un telespettatore spiegava di aver inviato due voti, alla stessa ora, a Brunori Sas e a Olly. Il primo non risultava conteggiato, il secondo invece era andato a buon fine…

Striscia la notizia l’8 marzo 2024 si era occupata del famoso “caos televoto”. Pinuccio rivelava che, durante la serata conclusiva della kermesse canora, 2 milioni di voti non sarebbero stati registrati, addirittura più di quelli considerati validi, 1 milione e mezzo. Dopo il servizio, il Codacons e l’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi annunciavano di aver presentato un esposto all’Autorità per le comunicazioni:

Pinuccio, sempre nel 2024, continuava a interrogarsi sul caos della finale del Festival di Sanremo affrontando anche il tema dei potenziali conflitti di interesse legati al sistema votazioni:

Nel 2019 invece sottolineavamo alcune criticità emerse riguardo alla giuria d’onore del Festival. Prendendo in considerazione il peso determinante del voto della giuria nel determinare la classifica finale, Striscia puntava i riflettori sul comportamento del giurato Joe Bastianich. Lo chef aveva postato sui social una storia con la quale incitava i propri follower a votare per i Negrita.

Nello stesso anno, Pinuccio analizzava le curiose coincidenze sull’azienda che gestiva il sistema elettronico di voto della giuria demoscopica del Festival di Sanremo:

Nel febbraio del 2012, in occasione della 62esima edizione del Festival, Stefania Petyx incontrava e intervistava una giurata che aveva contattato Striscia. In una delle serate della kermesse, infatti, il sistema di voto della giuria demoscopica aveva riscontrato gravi problemi:

Il 22 febbraio del 2010, Striscia raccoglieva la testimonianza della titolare di un call center di Rimini che nel 2009 aveva denunciato irregolarità nel sistema di televoto del Festival parlando di artisti che avevano cercato di comprare “pacchetti di voti”:

Pupo ed Emanuele Filiberto, piazzatisi al secondo posto al Festival di quell’anno, ricevevano un Tapiro da Staffelli per la loro travagliata partecipazione alla competizione e per i sospetti di irregolarità sul televoto sollevati da molti e dalla signora titolare del call center menzionato:

Ma lo scoop degli scoop su Sanremo fu fatto dal tg satirico nel 1990 (qui trovate tutti i casi in cui Striscia anticipò i nomi dei vincitori del Festival). Il 2 marzo Ezio Greggio annunciava in studio a Pisu che il vincitore della categoria delle Nuove Proposte sarebbe stato Franco Fasano. Poi, però, Pisu correggeva il pronostico del collega e faceva il nome di Marco Masini, ovvero il reale vincitore. Nella puntata del 3 marzo, i due conduttori azzardavano ancora di più, rivelando in anteprima assoluta i nomi dei primi tre classificati, in ordine: Pooh, Toto Cutugno e la coppia Amedeo Minghi e Mietta. Anche in questo caso, tutti e tre azzeccati.

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