Da anni gli italiani si sentono ripetere la stessa storia: i tassisti guadagnerebbero poco, addirittura meno di 20mila euro lordi l’anno, circa 1.582 euro al mese. Una cifra che, se fosse reale, collocherebbe molti conducenti praticamente ai limiti della soglia di povertà. Eppure c’è qualcosa che non torna.
Perché allora le licenze taxi vengono vendute a cifre astronomiche, spesso superiori ai 200mila euro? Perché il settore continua a essere blindato come un fortino? E soprattutto: com’è possibile che in città come Roma, sotto la pioggia o nei weekend, trovare un taxi diventi una missione impossibile, con attese che possono arrivare anche a 40 minuti?
Domande che da tempo fanno discutere cittadini, turisti e consumatori, mentre il dibattito sulla liberalizzazione del servizio continua a essere rinviato. Nel frattempo, chi paga è sempre l’utente: tariffe elevate, corse rifiutate, POS “guasti”, richieste in contanti e servizi spesso insufficienti rispetto alla domanda reale.
Negli anni Striscia la notizia ha documentato diversi episodi controversi legati al mondo dei taxi italiani: dai sovrapprezzi ai turisti fino alle tensioni con NCC e conducenti abusivi.
Nel servizio di Jimmy Ghione, la troupe mostra come alcuni tassisti romani approfittino dei turisti stranieri, soprattutto orientali, applicando tariffe ben oltre quelle previste dal tassametro…
In questo servizio Abete indaga sui “Taxi clan” a Napoli, dove ha scoperto una rete di tassisti abusivi che operava attraverso una flotta di circa 20 macchine. Parrebbe una struttura di tipo criminale che, tra le altre cose, faceva concorrenza sleale ai tassisti regolari potendo offrire prezzi stracciati. Entravano in azione nelle più svariate situazioni: dalle notti di movida ai trasporti ordinari.
A Venezia, riflettori puntati sul caos NCC e sugli autisti abusivi che non tollerano la concorrenza. Nel servizio Morello, gli inseguitori finiscono addirittura inseguiti, in un clima tesissimo tra licenze, abusivismo e controlli.
