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La verità sulla genesi del Tapiro

La verità sulla genesi del Tapiro

La verità sulla genesi del Tapiro

Dopo le parole di Aldo Grasso sulla presunta paternità del Tapiro d'oro, Striscia precisa come sono andate davvero le cose.

Aldo Grasso, nella puntata del 9 aprile di Splendida Cornice, ha sostenuto che il Tapiro d’oro di Striscia la notizia sarebbe nato “grazie” a lui: «Una volta presi “Il libro dei mostri” di Wilcock e lo adattai ad alcuni personaggi televisivi. Uno era Gerry Scotti, di cui scrissi: “Ha un cervello di tapiro”. Io mi presi una querela, ma da lì nacque il famoso Tapiro d’oro», ha detto il critico televisivo a Geppi Cucciari.

Fake news colossale. «Il Tapiro ha un’origine biblica: è la trasposizione dell’idolatrato Vitello d’oro», scrive Antonio Ricci – l’ideatore del Tapiro d’oro – in Me Tapiro (Mondadori, 2017), citando l’emblema dell’idolatria presente nel libro dell’Esodo. Inoltre, lo sanno anche i meno critici del re dei critici che il Tapiro di Striscia non ha mai avuto a che fare con l’intelligenza o la stupidità di chi lo riceve, ma piuttosto con i loro peccati di superbia e vanità: “È un fallace idolo della vanità”, lo definisce La Torretta di Guardia (Edizioni dell’Antoniano, anno XVI), manuale sul simbolismo di Striscia la notizia.

Grasso ha invece messo in relazione la genesi del premio ideato da Ricci a quella vicenda in cui, tra l’altro, Gerry Scotti ricevette il suo primo Tapiro d’oro proprio per aver perso la causa con il critico che nel libro Al paese dei Berlusconi (Garzanti, 1993) scriveva: «Gerryscotti. Il giovane Gs è un celebre presentatore; gli esami radiologici hanno dimostrato che il soggetto possiede un cervello non comune, di circa venti grammi di peso e del volume di una nocciola, il che se messo in relazione al peso e al volume del corpo gli conferma un coefficiente di intelligenza pari a quello di un tapiro».

La verità è che Antonio Ricci pensò al tapiro perché all’inizio, quando mandava gli inviati a fare le interviste, spesso capitava che l’intervistato scappasse«Serviva un modo per attirare l’attenzione, così pensai a un premio. Però, un premio qualsiasi forse non avrebbe attirato a sufficienza l’attenzione e pensai a un animale dalle forme inusuali, con il muso lungo, uno di quelli che prima di riconoscerlo devi guardarlo per qualche secondo. In redazione, quando qualcuno era triste e aveva il muso lungo, dicevamo: “Sei proprio attapirato”. Provammo e funzionò perché, mentre l’intervistato lo guardava per capire che animale fosse, il nostro inviato trovava il tempo di piazzare le sue domande», dichiarò Ricci in un’intervista al settimanale Dipiù nel 2017.

Aggiungiamo, per gli appassionati di curiosità, che il primo Tapiro della storia di Striscia è stato consegnato nel 1996 dal Gabibbo, il pupazzo simbolo del tg satirico, ad Alberto Cardino, un giudice cui stavano per togliere un’indagine unicamente perché stava scoprendo troppo. Ne seguirono, nella storia di Striscia, oltre millecinquecento e il podio dei più attapirati è composto da Belén Rodriguez (32), Rosario Fiorello (28) e Antonio Cassano (21).

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