«In tanti anni non ho mai ricevuto critiche cosi violente. Quello che è accaduto in queste ultime settimane è qualcosa che va oltre. Non si tratta di critica o di opinioni contrarie: si tratta di contenuti costruiti per umiliare, di fotomontaggi offensivi, di accostamenti a simboli che evocano ideologie drammatiche della nostra storia. Una campagna di fango sistematica e organizzata, inaccettabile. Questo mi ha ferito profondamente, anche sul piano personale. Ma non è questo il punto più grave» (…)
«La cosa più grave è l’istigazione all’odio, l’uso dei social strumentale e offensivo che non ha nulla a che vedere con il confronto e le critiche. Mi hanno descritto, e continuano a farlo, come un nazista, un anti-italiano, un criminale, con l’unico obiettivo di alimentare odio nei miei confronti. Una rivoltante gogna mediatica che non è più tollerabile. Tutto ciò per aver difeso la memoria di 25.000 bambini massacrati in Palestina. Quindi sto solo cercando di difendermi».
