Una sigaretta dura pochi minuti, ma il suo impatto sull’ambiente può protrarsi per anni. È questo il messaggio della campagna di sensibilizzazione di Striscia contro il fumo e l’abbandono dei mozziconi di sigaretta, una cattiva abitudine ancora molto diffusa che continua a lasciare tracce sui marciapiedi, nelle spiagge, nei parchi e nei corsi d’acqua.
Secondo le stime, in Italia finiscono nell’ambiente circa 14 miliardi di mozziconi ogni anno. Un numero impressionante che contribuisce a rendere le “cicche” uno dei rifiuti più presenti e diffusi sul territorio. Molti ignorano che il filtro della sigaretta non è composto da semplice cotone, ma principalmente da acetato di cellulosa, una plastica che può impiegare fino a dieci anni o più per degradarsi completamente, frammentandosi nel tempo in migliaia di microplastiche che finiscono nel suolo, nei fiumi e nei mari.
Uno scarto che deturpa pure la bellezza delle spiagge. Con l’avvicinarsi dell’estate, ecco che torna attuale la storica campagna di Striscia la notizia “No mozziconi a terra”, per sensibilizzare i cittadini e i Comuni e trovare soluzioni al problema delle cicche disperse.
In questo servizio del 2018 invece, il giovane consulente scientifico del tg satirico, Eric Barbizzi, ci parlava proprio del peggiore dei rifiuti, il “peggior flagello” per ambiente e salute: il mozzicone di sigaretta.
Secondo diverse ricerche internazionali, i mozziconi di sigaretta rappresentano uno dei rifiuti più frequentemente rinvenuti durante le campagne di pulizia ambientale e delle coste. Nel Mediterraneo costituiscono una quota rilevante dei piccoli rifiuti raccolti lungo spiagge e litorali.
La campagna punta quindi a ricordare un gesto semplice ma fondamentale: utilizzare i posacenere pubblici o portatili e non gettare mai i mozziconi a terra. Un piccolo rifiuto può sembrare insignificante, ma moltiplicato per miliardi di esemplari ogni anno diventa un problema ambientale di enormi proporzioni.
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