Nuova condanna per bancarotta fraudolenta per Mauro Antonini, noto per il caso delle vetture pagate dai clienti ma mai consegnate: una vicenda al centro dell’inchiesta di Max Laudadio. La pena di 15 mesi inflitta nelle scorse ore dal Tribunale di Monza arriva “in continuazione” con quella già ricevuta da Antonini a 3 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta e appropriazione indebita. Ecco il servizio di Striscia del 12 marzo 2018.
Tornando alla fresca pronuncia del Tribunale, l’accusa contestata risale al tempo in cui Antonini era amministratore unico della “Autosalone Felice” dichiarata fallita nel 2021 dopo la cessione nel 2016 in favore della “Autosalone Antonini”. Il caso giudiziario scoppiò nel 2019 con l’arresto dei due fratelli, Mauro e Giuseppe (con indagini delle Fiamme Gialle iniziate nel 2017 dopo il fallimento della “World car”, nata sulle ceneri della “Autosalone Antonini” come riporta Il Giorno in edicola oggi, venerdì 6 marzo 2026).
Circa due anni fa i fratelli Antonini dell’autosalone di Varedo erano stati condannati a quasi tre anni e mezzo (in continuazione e in aggiunta a una precedente condanna di tre anni per bancarotta fraudolenta e appropriazione indebita). Le auto venivano vendute a prezzi di mercato ma ai clienti veniva proposto di applicare adesivi pubblicitari sulle vetture in cambio di uno sconto. Un ragionamento che aveva spinto circa 150 persone ad acquistare un veicolo all’autosalone di Varedo.
Quando il saldo arrivava sui conti correnti della concessionaria, però, i tempi per il ritiro dell’auto iniziavano ad allungarsi troppo fino ad arrivare al fallimento. Nel frattempo, ai clienti che andavano a lamentarsi veniva proposto un bonifico a rimborso delle somme versate, che però a sua volta non sarebbe mai arrivato.
Vennero riconosciuti danni per 700 mila euro.
Lo scandalo delle «auto fantasma»
Le indagini dei militari della Guardia di Finanza di Seveso sono iniziate alla fine del 2017. I finanzieri avevano evidenziato una serie di «condotte distrattive» attuate nella gestione dell’autosalone.
Si moltiplicarono i racconti di esperienze simili con il concessionario multimarca, dopo le proteste di alcuni clienti raccolte appunto da Striscia la notizia.
In aula si costituirono poi come parte civile circa sessanta persone.
Ecco la seconda parte del servizio di Max Laudadio sull’argomento (26 marzo 2018).
