Vedere scritto “Adolf Hitler” su una lista elettorale fa un certo effetto e rievoca tragici ricordi. Non è fantapolitica o la rievocazione macabra di qualche nostalgico nazionalista, in Namibia è successo davvero. E non è il nome d’arte di un provocatore: è quello di un politico che, per la quinta volta consecutiva, ha vinto le elezioni locali nella circoscrizione rurale di Ompundja, nella regione di Oshana.
Adolf Hitler Uunona siede ininterrottamente nel consiglio regionale di Ompundja dal 2004. Alle ultime elezioni del 2025 ha conquistato il seggio con una vittoria schiacciante. Nel 2020 aveva addirittura raggiunto l’85% dei voti. Il suo storico “successo locale” è legato a un profilo molto concreto: impegno per i servizi, le infrastrutture, lo sviluppo delle comunità rurali, e una costante attenzione ai diritti civili. Un profilo di politico lontano anni luce da dottrine e simbolismi totalitari. Lo stesso Uunona, in diverse interviste, ha negato qualsiasi legame ideologico con il dittatore tedesco tanto da arrivare alla decisione di cambiare nome all’anagrafe decidendo di farsi chiamare solo Adolf Uunona.
Se Uunona prende le distanze c’è chi invece, ancora oggi, sostiene che il dittatore tedesco abbia fatto comunque delle cose buone, la solita retorica nostalgica. Friscia e Lipari ci raccontavano delle ultime affermazioni del rapper Kanye West:
C’è poi chi si indigna anche quando non dovrebbe, prendendo fischi per fiaschi. A “Controcorrente” si parlava dei messaggi social stile “Trono di spade” della Meloni. “È il linguaggio di Internet”, diceva il senatore Lucio Malan. E Chiara Gribaudo, del PD, si indignava. Perché? Sembra proprio che avesse capito non Internet, ma Hitler!
