A trionfare è stato Sal Da Vinci ma a far parlare di sé in questi ultimi giorni è stato anche un personaggio che si pone agli antipodi del vincitore di Sanremo 2026 per testi, musica e stile: TonyPitony (o Tony Pitony che dir si voglia), il cantante mascherato da Elvis che ha trionfato nella serata cover con la terza classificata assoluta Ditonellapiaga. Lui che, secondo il critico Gino Castaldo su la Repubblica, ha portato “un po’ di brio in questa moscissima edizione del festival”.
L’artista camuffato “è un cortocircuito vivente e militante”. Dagospia crea un mosaico di commenti dei critici. La saggista e giornalista Mirella Serri lo definisce “irriverente, scorretto”, uno che “gorgheggia su temi come culo e donne ricche“. E si domanda: “Tra ironia e turpiloquio è il sorprendente Checco Zalone della canzone italiana?”. Francesco Merlo sul Corriere della Sera scrive così: “È allegro e strambo ma non è goffo, non esibisce tatuaggi e ambiguità sessuale, non finge di rubare baci proibiti, non predica e non dà lezioni di morale, di politica internazionale, di pacifismo…”.
TonyPitony, che ha anche cantato la nuova sigla del Fantasanremo, la sera dei duetti ha portato il tipico frutto arancione dell’autunno sul palco dell’Ariston, semplicemente annunciandolo come «caco». Il significato del gesto è legato a uno dei suoi brani, Tony’s Vocal, in cui canta: «Se vado a Sa** giuro che ca** sul palco. E non lo dico per dire, lo dico veramente». Detto fatto, dunque. Torna alla mente l’edizione 1996 con La terra dei cachi di Elio e le Storie Tese…
Tornando alle recensioni, Barbara Visentin approfondisce così sul Corriere: “C’era chi non lo aveva visto arrivare, né sentito nominare, ma per molti l’ospite più atteso della serata cover di Sanremo era proprio lui, TonyPitony, l’Elvis mascherato e scorretto che con Ditonellapiaga venerdì è salito sul palco, ha dato vita a uno show degno di Broadway e si è preso la vittoria”. Un artista “discusso perché, come saprà chi ha sentito almeno uno dei suoi cavalli di battaglia, i testi di TonyPitony abbondano di volgarità. Fra Donne ricche o Mi piacciono le nere il repertorio offende tutti per non offendere nessuno, sostiene lui, spesso paragonato agli Elio e le Storie Tese o agli Skiantos“.
