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Gli omaggi shock al boss Nitto Santapaola, da TikTok al parroco. I servizi di Striscia sui nostalgici della mafia

Gli omaggi shock al boss Nitto Santapaola, da TikTok al parroco. I servizi di Striscia sui nostalgici della mafia

Gli omaggi shock al boss Nitto Santapaola, da TikTok al parroco. I servizi di Striscia sui nostalgici della mafia

È stato uno dei boss  più violenti e sanguinari di Cosa Nostra: il nome di Benedetto Santapaola detto Nitto emerge anche nelle carte delle inchieste su varie stragi, come quella di Capaci. Il boss faceva parte della cupola che ordinò alcune delle stragi di mafia e per questo si trovava al 41bis, all’ergastolo. Eppure dopo la sua morte avvenuta il 2 marzo scorso è tutto un fiorire di messaggi di cordoglio come «Sei la storia di Catania, hai scontato tutto come un vero uomo d’onore» oppure «Oggi in cielo c’è una nuova stella, proteggici da lassù». C’è chi lo raffigura con la corona di un re e chi commenta «finalmente starai in pace senza questi infami traditori».

Messaggi scioccanti sui social a cui si aggiunge quello del parroco di San Cristoforo che ricorda la devozione del boss mafioso alla Madonna di San Giuseppe e Sant’Agata e aggiunge la frase ambigua «è un persona che per il quartiere ha fatto la storia, seppure in negativo». Imbarazzo e intervento dell’arcivescovo che si è sempre distinto per l’atteggiamento di condanna nei confronti di Cosa Nostra.
Certe reazioni dimostrano quanto siano attuali decine di servizi di Striscia la notizia sul tema.

Stefania Petyx ad esempio ci aveva raccontato come nella piazza del mercato storico della Vucciria a Palermo troneggiasse il murales dedicato al figlio di un boss ucciso nel 2021.

Quelli che ribaltano la realtà, se ne infischiano dell’etica e delle stragi, dell’eliminazione di uomini, donne e bambini purtroppo non mancano. E questo accade sia che si parli di mafia sia che si parli di camorra o altre associazioni criminali di questa natura. 

L’approdo sulle piattaforme della serie Il Camorrista dedicata a Raffaele Cutolo ha risvegliato entusiasmi che speravamo fossero spenti. Sul web le scene sono incredibili, dalla processione sulla tomba del boss all’esaltazione dell’uomo “d’onore”, dalle cover sugli smartphone con il Vesuviano in manette al fanatismo creativo durante le cerimonie. Fino alle richieste di tatuaggi… Il servizio è di Luca Abete.

L’inviato ha anche rintracciato molti video e post sui social che celebrano Cutolo e la camorra. E ha trovato pure chi questi video li ha girati. 

All’anniversario della morte di Totò Riina, il figlio Salvuccio ha condiviso la ricorrenza sui suoi social, scatenando numerose polemiche, ma anche vari apprezzamenti. Luca Abete è andato nei comuni vesuviani per chiedere un’opinione sulle “mafie” del territorio.
«La camorra non esiste, sono chiacchiere dei giornalisti» è stata una delle risposte ottenute. L’inviato trova i negazionisti e nostalgici dei boss mafiosi..

Questo è un servizio del 2018: Stefania Petyx ferma i passanti e chiede di scattarsi una foto con il cartello “La mafia fa schifo”. Quanti avranno avuto il coraggio di dire sì?

Dopo cinque anni Stefania Petyx torna a Castelvetrano (Trapani), dove è nato Matteo Messina Denaro, il boss arrestato dopo decenni e scomparso di recente. Nel 2018 l’inviata aveva appunto chiesto ai cittadini di farsi un selfie con un cartello contro la mafia. Pochi avevano accettato. Ora chiede ai cittadini di farsi fotografare con la scritta: “La mafia è una montagna di merda”.

Fanno spesso una brutta fine i simboli di chi si ribella alla mafia, come Stefania Petyx ci ha raccontato a proposito del caso di Lia Pipitone

Targhe alterne: quelle in memoria delle vittime di mafia scompaiono mentre nessuno tocca altre iscrizioni, come quella al centro di questo servizio…

 

 

 

 

 

 

 

 

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