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Ciao David! Addio a Riondino: artista poliedrico da L’Araba Fenice a Lupo Solitario, da Cuore ai film di Salvatores

Ciao David! Addio a Riondino: artista poliedrico da L’Araba Fenice a Lupo Solitario, da Cuore ai film di Salvatores

Ciao David! Addio a Riondino: artista poliedrico da L’Araba Fenice a Lupo Solitario, da Cuore ai film di Salvatores

Svagato e irresistibile, popolare e raffinato, uomo di palcoscenico e di set televisivi, David Riondino era un artista a tutto tondo. Oggi, domenica 29 marzo 2026, il “menestrello” fiorentino di ci ha lasciati a 73 anni a causa di una lunga malattia, dopo aver fatto divertire e riflettere pubblici eterogenei con le sue performance. E’ stato cantautore, attore e commediante, scrittore, regista, “filosofo” del programma Lupo Solitario di Antonio Ricci e molto altro ancora, senza dimenticare le sue pagine per la rivista satirica Tango o quelle per Cuore. Il sodalizio con Ricci creò alcuni momenti di spettacolo indimenticabili, come la declamazione di questa surreale poesia nel finale di una puntata de L’Araba Fenice.

Lo scenario è quello di un funerale immaginario, quello di Silvio Berlusconi, durante il finale di puntata del mitico programma di Antonio Ricci degli anni Ottanta. Tra gli artisti presenti si intravedono anche Silvio Orlando, Syusy Blady, i Gemelli Ruggeri, Eva Robin’s e Vito.

David Riondino era nato a Firenze nel 1952: a dare l’annuncio su Facebook della sua morte è stata l’amica Chiara Rapaccini, artista, illustratrice e designer. I funerali saranno celebrati martedì alle 11 a Roma, nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo.

Celeberrime le sue invenzioni intrise di sarcasmo in tv anche per il Maurizio Costanzo show (tra i suoi personaggi strampalati ricordiamo Joao Mesquinho, il “cantautore brasiliano”). David Riondino era tra gli artisti più poliedrici della scena italiana: un gran funambolo in equilibrio magistrale tra impegno e leggerezza. Oltre agli album Collettivo Victor Jara e Non vi mettete a spingere, dagli anni ’80 pubblicò altre canzoni in dischi illustrati da Milo Manara. E ha scritto la famosissima Maracaibo, interpretata da Lu Colombo, diventata un successo nel 1981.

Ha scritto per Comix e Linus, Il Male di Vincino e Vauro, l’Unità di Staino. Con Paolo Rossi ha portato in scena Chiamatemi Kowalski e poi La commedia da due lire, collaborando spesso anche con Sabina Guzzanti. Tra i film interpretati vanno citati Maledetti vi amerò di Giordana, La notte di San Lorenzo dei Taviani, Kamikazen di Salvatores, Cavalli si nasce di Staino. Riondino ha firmato anche la regia di Cuba Libre, velocipedi ai Tropici nel 1997. E a metà dei Novanta condusse con Daria Bignardi A tutto volume, un programma dedicato ai libri. Poi vennero Quelli che il calcio e il teatro con Dario Vergassola.

L’artista toscano è anche l’ideatore del festival Il giardino della poesia, a San Mauro Pascoli, luogo natale di uno dei più grandi poeti italiani.

Riondino andò a Sanremo nel 1995 con una vivace e originale brigata di artisti, giornalisti e autori: firmò per l’allora compagna Sabina Guzzanti il brano Troppo sole, eseguito dall’attrice e regista romana insieme al gruppo La Riserva Indiana. Ne facevano parte lo stesso David con Antonio Ricci, Sandro Curzi, Daria Bignardi, Nichi Vendola, Mario Capanna, Bruno Voglino, Ermete Realacci e Milo Manara.

L’Ansa oggi ricorda una frase di una sua intervista: «Tutta la letteratura nasce dal passare il tempo con gli amici, inventando storie e anche teatralizzandole. All’origine c’è l’immaginarsi diversi, in altre vite. È questa l’idea».

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