Due condanne storiche negli Usa: per alcuni potrebbero segnare l’inizio della fine dei social. Meta e YouTube di Google sono colpevoli di aver creato dipendenza dai loro social e provocato gravi disagi psicologi a una ragazza di 20 anni, alla quale dovranno pagare 3 milioni di dollari come risarcimento in danni morali e materiali. La sentenza raggiunta da una giuria a Los Angeles potrebbe cambiare i social in modo radicale, oltre ad aprire la strada a numerosissime nuove azioni legali, insieme a quella emessa in New Mexico, a Santa Fe, che prevede un maxi indennizzo.
Evidentemente le nuove misure per difendere i più giovani dalle minacce non sono bastate (le sentenze infatti non riguardano tanto le minacce “esterne” ma quelle “interne”, create dagli algoritmi dei social stessi). MCC a fine 2024 ci aveva parlato delle nuove funzionalità introdotte da Instagram:
Tornando a parlare del processo in New Mexico – per cui la Marc Zuckerberg proprietario di Facebook, Instagram e TikTok dovrà pagare 375 milioni di dollari di danni -, sottolineiamo che si tratta della conseguenza di un’inchiesta condotta da un procuratore esperto nel contrasto alla pedofilia. Creando profili falsi di bambini, l’esperto ha registrato cosa accade online, come riporta il Corriere della Sera. L’attorney general Raùl Torrez ha salutato il verdetto come «una vittoria storica per ogni bambino e ogni famiglia che in questi anni hanno pagato il prezzo della scelta di Meta: anteporre il profitto alla sicurezza dei minori».
Proprio per offrire ai ragazzi delle valide alternative alla fruizione di “quel che passa il convento” (ossia il bombardamento frustrante di proposte che possono creare passività, alienazione e dipendenza) la giovanissima “consulente scientifica” di Striscia, Giulietta, illustrò a Striscia Ecoclean, un movimento nato sui social dall’idea di alcuni ragazzi sardi per ripulire l’ambiente da rifiuti di ogni tipo. Un invito anche a uscire di casa…
