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Striscia, com’eri negli anni Novanta?

Striscia, com’eri negli anni Novanta?

Striscia, com’eri negli anni Novanta?

Striscia la notizia, uno dei programmi più citati e imitati della storia televisiva in Italia, vanta una carriera quasi quarantennale. L’ultima edizione andata in onda nel 2026 è stata la trentottesima; la nascita del tg satirico di Antonio Ricci – che debuttò su Italia 1 e non su Canale 5 – avvenne il 7 novembre 1988. Questo significa che gli anni Novanta furono decisivi nella creazione della fisionomia di un programma diventato un cult, sia sotto il profilo dei contenuti d’inchiesta che sotto quello della sua estetica, del suo linguaggio, delle sue invenzioni umoristiche.

Nel video creato dalla squadra social di Striscia scorrono molti degli elementi iconici di quel decennio, dai Telegatti ricevuti dall’ideatore del programma Antonio Ricci all’inimitabile tuffo sul bancone di Gerry Scotti, accanto a un allibito Gene Gnocchi, dalla nascita del Gabibbo al gesto del “Fu Fu” che Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti hanno reso immortale, cogliendolo dalla mimica dell’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema (e il tormentone nel tempo ha contagiato anche altri conduttori).

Correva l’anno 1996: come dimenticare l’evoluzione di tutto questo nella mitica Fu Fu Dance? Il tormentone nato dall’ormai celebre gesto e cantato dal Gabibbo?


Ebbene sì, il pupazzone più famoso della storia della televisione italiana nacque il 1° ottobre 1990 e l’anno dopo arrivò ad agguantare l’Oscar tv del Belpaese: un Telegatto tutto suo. Ma non dimentichiamo che il Gabibbo ricevette pure una quindicina di voti durante l’elezione per la Presidenza della Repubblica e fondò anche un suo partito! Il clima politico e sociale dei primi anni ’90 fu caratterizzato dallo scandalo e dalla relativa inchiesta giudiziaria denominata “Mani Pulite”, uno dei momenti della storia italiana in cui più si acuirono il distacco e la disaffezione degli elettori verso i politici, tra disillusione e proteste.

Nel 1992 si tennero le elezioni per nominare il Presidente della Repubblica. Tra divisioni e “franchi tiratori” ci fu anche chi scelse di votare personaggi estranei alla politica, tra i quali il Gabibbo. Cinque anni più tardi, il 29 settembre 1997, venne presentato il Partito del Gabibbo. Un partito che appoggiò la candidatura del pupazzo di Striscia la notizia per le elezioni suppletive nel Collegio del Mugello (per il Senato) dove sfidò Antonio Di Pietro, Giuliano Ferrara e Sandro Curzi!


I Novanta furono anche anni di battaglie importanti e delicatissime, come quella sulla divulgazione e denuncia dei rischi da uranio impoverito che vide in prima linea l’inviato Jimmy Ghione. Furono realizzate decine di servizi con interviste a civili e militari: una decisiva campagna a difesa della salute delle persone – che entravano in contatto con l’uranio impoverito – e dell’ambiente. Vediamo qui uno degli ultimi sviluppi sull’argomento in un servizio del 2022.

ll 7 ottobre 1997 andò in onda un servizio sulla presenza di centinaia di moduli abitativi per i terremotati, che giacevano abbandonati a Pizzighettone, in provincia di Cremona. Strutture che avrebbero potuto essere utili quell’anno per i terremotati del disastroso sisma in Umbria. La Protezione Civile avviò il recupero proprio dopo l’inchiesta del tg satirico.


E, per concludere questa sintesi, ricordiamo che l’anno prima nacque un altro simbolo di Striscia la notizia, quel Tapiro d’oro che Valerio Staffelli (dopo i primi trofei consegnati dal Gabibbo) ha portato a politici, artisti e persone comuni più di 1500 volte! Chiudiamo con il 1999: Tapiro d’oro all’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

Molti dei simboli di quel decennio di Striscia sono stati esposti al pubblico nel 2025 in occasione di una mostra allestita nel Palazzo Mediceo di Seravezza, in provincia di Lucca, dal titolo Ritorno ai ’90.

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