Ecco alcuni punti nodali trattati da Vittoria Ricci, in dialogo con Nanni Delbecchi, giornalista e docente del corso Critica del giornalismo tv, durante una lezione rivolta agli studenti del Master Universitario biennale di primo livello in Giornalismo alla Iulm. Ne è nato un vero e proprio botta e risposta tra i due su temi che spaziano dall’analisi dei meccanismi che guidano la Tv, allo svelamento delle “finzioni” del sistema informativo mainstream, passando per il ruolo cruciale svolto da Striscia nel rivoluzionare il linguaggio che guida il piccolo schermo.

Vittoria Ricci: «CNN, Sky TG24, TG5, TG4, TC1… Non si salva nessuno. Le emittenti tendono a spettacolarizzare le notizie per tenere alta la tensione: usano immagini forti per creare pathos ed empatia nel telespettatore indifeso di fronte alla costruzione a tavolino delle notizie. Una contraddizione enorme che abbiamo oggi: le fake news dilagano malgrado ci sia una moltiplicazione di strumenti alla portata di tutti per verificare le notizie».
Vittoria Ricci: «Sta a voi, che sarete i giornalisti del futuro, scegliere da che parte stare. Se truffare i telespettatori, spettacolarizzando di più la notizia, oppure fare un giornalismo della differenza».

Vittoria Ricci: «L’ascoltatore si rivolge a Striscia perché è disperato: lo Stato non arriva e quindi scrive al Gabibbo. Rappresentiamo per i cittadini un punto di riferimento importante. Sperano che i nostri inviati risolvano i loro problemi. Spesso prendono pure delle mazzate, essendo sempre in prima linea».

Vittoria Ricci: «Mio padre è riuscito a rendere credibile l’incredibile. È riuscito a far sembrare vero un pupazzo».
Vittoria Ricci: «Gli equilibri politici da fuori sembrano molto difficili. Da dentro vi posso dire che Ricci se n’è sempre fregato di tutto e di tutti, anche della potenza economica degli sponsor che investono nel programma. Se voi pensate oggi agli influencer che vivono di pubblicità e per la pubblicità… Per il prodotto si ammazzano! A me fa molto ridere, perché sono cresciuta esattamente con la mentalità opposta».

Vittoria Ricci: «Striscia si conferma in tutto e per tutto un programma all’avanguardia e modernissimo, a partire dal linguaggio e dalle tecnologie che utilizza. Siamo stati i primi a utilizzare il deepfake nel 2019. Ci siamo evoluti poi in base alle mode, dal labial sync a tutte le declinazioni possibili dell’Intelligenza Artificiale».

Nanni Delbecchi: «L’intuizione di Antonio Ricci fu che il telegiornale tutto impettito – e asservito a un bisogno istituzionale – si prestava bene a essere preso in giro. Oggi si sta uccidendo la satira: lo spostamento di Striscia in una posizione che è innaturale e non definitiva si inserisce in un declino più generale».

Nanni Delbecchi: «Una delle capacità di Antonio Ricci è quella di essere un equilibrista: spingersi all’estremo restando nei limiti della televisione generalista».
