Torna l’allarme per le truffe della falsa beneficenza nelle città italiane. Il meccanismo è semplice e si ripete secondo uno schema: dei soggetti si fingono sordomuti per chiedere denaro ai passanti, utilizzando moduli e raccolte firme apparentemente ufficiali che in realtà sono completamente falsi.
Il raggiro avviene solitamente nelle vie più frequentate, nei centri commerciali o nelle stazioni. I truffatori si avvicinano agli ignari passanti mostrando un foglio con una presunta raccolta fondi a favore di una causa nobile, a sostegno di persone con disabilità, ad esempio. Spesso indicano una lista di nomi con accanto gli importi già donati… solo per spingere chi legge a fare una donazione.
Per rendere la truffa più credibile e sponsorizzare le donazioni benefiche, fingono essi stessi di avere una qualche forma di disabilità, ad esempio di essere sordomuti. Dopo aver chiesto di firmare il modulo, invitano la persona a lasciare un’offerta in contanti. In realtà i soldi non vengono destinati ad alcuna associazione benefica ovviamente. Striscia, negli anni, ha denunciato questo tipo di raggiro tramite i servizi dei suoi inviati.
Valerio Staffelli ci portava a Verona in occasione del Vinitaly, il salone internazionale del vino e dei distillati che ogni anno attrae migliaia e migliaia di persone in città. Un’occasione ghiotta per le bande che agiscono con questo sistema truffaldino.
Moreno Morello invece ci portava a Rimini e smascherava la truffa di un gruppetto di malintenzionati: le donazioni, secondo i furbetti, sarebbero servite a finanziare inesistenti centri destinati alla cura di bambini meno abbienti:
Vittorio Brumotti ci portava invece ad una fiera motociclistica a Verona e, lì, notava la presenza di una decina di truffatrici che si fingevano sordomute:
