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Antonio Ricci a La Verità: «Come leader di Fi penso a Lele Mora. La sinistra meglio vada a Medjugorje»
La Verità

Antonio Ricci a La Verità: «Come leader di Fi penso a Lele Mora. La sinistra meglio vada a Medjugorje»

Antonio Ricci a La Verità: «Come leader di Fi penso a Lele Mora. La sinistra meglio vada a Medjugorje»

Ecco un estratto dell'intervista rilasciata da Antonio Ricci a La Verità.

Striscia la notizia che non striscia è un esperimento riuscito?
«È un esperimento riuscitissimo. Tra le trasmissioni di Canale5 andate in onda contro Don Matteo è quella più vista degli ultimi cinque anni. Quindi chi ha deciso, nonostante la perplessità di molti, di piazzarci in questo giorno assolutamente non favorevole, l’ha comunque azzeccata». (…)

La presenza di Enzo Iacchetti vi ha tolto qualcosa?

«E’ fonte di una campagna di odio violenta da parte di gente organizzata. Come li giudica migliaia di commenti sui social che invitano a cambiare canale mentre lui è in video? Il movimento si chiama
“Iacchetti? No, grazie!”. Un linciaggio alla persona teso esclusivamente a fomentare odio. Si mostra una foto fake di lacchetti con un cartello davanti alla Tour Eiffel che dice ‘cosa ne pensate se me ne andassi fuori dall’Italia?’ Su una frase che lacchetti non ha mai detto, né ha mai attaccato la Meloni, si forma una valanga di insulti e minacce contro lui e la trasmissione: non guardatela, cambiate canale…».

Corona e Signorini?
«Nel 2017 il magazine di Signorini aveva suggerito la conduzione di Corona e io risposi che glielo avrei fatto condurre insieme ad Alfonso Signorini, entrambi completamente nudi, e i loro corpi sottoposti a una salatura. Al posto delle Veline, due capre dei Pirenei. Risate assicurate». (…)

Il Gabibbo sulla neve delle Olimpiadi di Milano-Cortina produrrebbe un bell’effetto cromatico?
«Non è escluso, se accadono fatti che lo stimolano. Siamo sempre sul pezzo». (…)

Ha detto che Striscia è «unica e irripetibile, un bene della nazione»: troppo?
«È la trasmissione dei record. Se fossimo stati sostituiti da una trasmissione più moderna allora avremmo un rimpianto. Ma siccome siamo avvicendati da un format che viene da lontano e nelle altre reti si fa una tv antica, continuiamo a essere la trasmissione più moderna, provocatoria e soprattutto utile al pubblico in circolazione». (…)

Pier Silvio l’ha invitato a cena dopo che ha detto di non averlo mai visto per più di cinque minuti a quattr’occhi?
«Sì, ma non a quattr’occhi. Meglio per tutti e due». (…)

Con Marina Berlusconi che rapporto ha?
«Sono anni che non la vedo, l’ultima volta fu all’uscita del Teatro Manzoni. Però mi piaceva quando scriveva contro Carlo De Benedetti».

Auspica che uno fra lei e Pier Silvio scenda in campo?
«Veramente avevo sentito parlare di Massimo Doris. Fossi nei figli di Berlusconi invece che scendere, salirei a Saint Moritz e terrei il telefono spento per un mese».

L’ha mai incrociato negli studi di Cologno?
«Mai».

Forza Italia ha bisogno di volti nuovi o va bene così?
«Potrei dare consigli fraudolenti».

La ascolto.
«Non mi viene in mente nessuno. Anzi sì, Lele Mora». (…)

Elly Schlein, sotto gli slogan niente?
«Intanto, ha resistito più di quanto ci si potesse aspettare. Tuttavia, è chiaro che verrà spazzata via, come da abitudine, non dalla destra, ma dai suoi cacicchi».

E come futuro candidato premier del centrosinistra?
«A Medjugorje si sta aspettando un’apparizione». (…)

Chi è il leader di partito con maggiori doti mediatiche, dialettiche?
«Matteo Renzi, ma, per fare un esempio calcistico, sembra uno di quei virtuosi nel palleggio a bordocampo che poi in squadra fanno danni». (…)

Se lo aspettava che Giorgia Meloni durasse così a lungo?
«L’Italia è comunque sempre stata sostanzialmente un paese di destra. Meloni ormai incarna un intrepido esempio della Resistenza, non so se le farà piacere».

Leggi l’intervista integrale su La Verità, disponibile in edicola.

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