Rassegna Stampa

“Meloni con me è ingrata, il rimprovero di Berlusconi e le spie di Cuccia al Tg5…”. L’estratto dell’intervista di Antonio Ricci a Il Fatto Quotidiano
Il Fatto Quotidiano

“Meloni con me è ingrata, il rimprovero di Berlusconi e le spie di Cuccia al Tg5…”. L’estratto dell’intervista di Antonio Ricci a Il Fatto Quotidiano

“Meloni con me è ingrata, il rimprovero di Berlusconi e le spie di Cuccia al Tg5…”. L’estratto dell’intervista di Antonio Ricci a Il Fatto Quotidiano

Ecco un estratto dell'intervista di Antonio Ricci rilasciata a Il Fatto Quotidiano

La figlia Vittoria, presente, appella Antonio Ricci “Santo Padre”. Ci adeguiamo, per rispetto.

Santità, su 7e La Verità ha dichiarato di non essere mai riuscito a vedere Pier Silvio Berlusconi a quattr’occhi nemmeno per cinque minuti. Perché?

Non so, però, chiariamo subito, come dice Renato Zero la geometria non è un reato’; per me lui ha sempre 26 anni. Io, in compenso, 18. In realtà ne ha 56, ma viene percepito da tutti come un ragazzo. (..)

Santo Padre Trolley, qual è la differenza tra lavorare con Silvio Berlusconi o con suo figlio?

Non è che abbia avuto chissà
quali frequentazioni. Ho cercato di creare un’isola per avere minore contatto possibile con l’esterno, tutelato da interferenze di ogni genere.

Quindi…


Com’è noto il papà aveva un carattere molto estroverso, gli piaceva piacere e desiderava a tutti i costi sedurre. Pier Silvio, a quanto so, è molto timido e riservato. Solo da poco tempo cerca un contatto con l’esterno. Anni e anni fa girava una battuta purtroppo non mia, che lo definiva ‘Edipo a Cologno, ma…

Cosa?


Non ha mai ascoltato i miei consigli. Ci sono rimasto male.

Quali?


Gli avevo detto: ‘Che bisogno hai divenire a lavorare? Perché al mattino sei qui? Dovresti scappare, non farti trovare, far finta di utilizzare delle droghe e far diventare tutti matti. Lo immaginavo su una moto mentre attraversava l’India.

Sarebbe stato il trolley di Pier Silvio?

No. Io non sono Lucignolo. So dare consigli perniciosi, ma
non voglio trasformarmi in un ciuchino. (…)

Capitolo misteri: esiste il terzo video su Giambruno-seduttore? Lei nega, tutti sono convinti di sì.


Continuo a negare. In realtà il terzo segreto di Giambruno è capire come sia riuscito a ottenere la conduzione di una trasmissione.

Ecco, come?


Un mistero pure per me.

I video di Giambruno hanno creato polemiche, non grandi effetti.


È mancata la denuncia delle giornaliste. Tutto è rimasto nell’ambito dello scherzo
pesante; (pausa) mi aspettavo un grazie dalla Meloni, invece mi dicono che è sempre inviperita.
Chissà perché.
Le ho fatto un piacere, invece non mi ringrazia. Premier ingrata.

Spieghiamo.


Da quei video ha ottenuto un’enorme botta di popolarità.

Eroina-ferita, il massimo.


Nel paese cattolico dei cristi in croce, quello che appare un dispetto va letto per le conseguenze che ha generato: popolarità, donne esaltate, un indignarsi a lei familiare.

Che indignarsi?


Quello che arriva da una cultura pop, anche da telenovela turca.
Meloni oltre al vantaggio di passare da vittima, si è potuta liberare, o prendere le distanze, e
da un personaggio ingombrante anche per ciò che sosteneva quando andava in onda. (…)

E Pier Silvio Berlusconi?


A sei occhi mi ha detto: ‘Antonio, con questa storia mi hai fatto perdere dieci anni di vita.
A lui non cubano.

Tanto ne ha 26…


Da una sua intervista di quei giorni ho scoperto che quando era ragazzo, suo papà, dopo aver visto un servizio di Striscia, si ruppe due dita di una mano per un pugno alla parete.
Un’altra volta si è fratturato il dito del piede per un calcio a un tavolo.
Non lo sapevo (…)

A Mediaset quanto si parla del caso Signorini?


Credo tanto e credo si possa andare avanti all’infinito.

Senza particolare stupore.


Ma sì. Signorini anche in video ha lasciato ampia documentazione. Ma il metodo Signorini è ancora tutto da dimostrare.
Potrebbe essere derubricato a tempesta ormonale (…)

Striscia-story: in 38 anni uno dei picchi è stato il fuorionda tra Buttiglione e Tajani (nel 1994, al tempo avversari, ipotizzavano un accordo).


Un vero scoop e Berlusconi mi ha accusato di aver fatto cadere il suo governo; (ride, molto)
come per i video di Giambruno, anche in quell’occasione avevo creato una falsa scaletta della puntata e inserito solo all’ultimo il reale contenuto, in modo da evitare interferenze.

Altra puntata storica di Striscia: il Tapiro ad Antonio Fazio, ex Governatore della Banca d’Italia.


Perché da lui c’è stata una reazione inattesa; era una figura istituzionale, altissima, e invece invitò i bodyguard a dare le botte a Valerio Staffelli.

Terzo: il Tapiro a Enrico Cuccia, banchiere potentissimo


Gli avevamo preparato tutta una serie di domande retoriche alle quali non avrebbe mai risposto e il silenzio ha generato la gag finale: una volta dentro Mediobanca, veniamo fermati. E noi: ‘Abbiamo il permesso.
‘Quale?’ ‘Chi tace acconsente.
In realtà Cuccia ci aveva risposto: Andate via!’, ma l’avevamo tagliata.

Ripetiamo: Cuccia potentissimo.


Per capire come avvicinarlo, avevo cercato informazioni da un giornalista economico del Tg5 che mi spiega il suo percorso casa-Mediobanca, sempre lo stesso. Ci appostiamo per due giorni, niente. Chiamo il giornalista che risponde: È impossibile, non cambia mai.
‘Non fa niente, ci rinuncio.
Invece mi apposto ancora e lo becco: era proprio il giornalista del Tg5 che lo avvertiva.

Anche qui: e Berlusconi?


Matrimonio di Giorgio Gori, festa al Rolling Stone, il servizio su Cuccia era già andato in onda. Berlusconi mi becca, mi porta in disparte, dietro un tendaggio: ‘Antonio, chi dei tuoi ha fatto ‘sta roba?. ‘Silvio, io. ‘Proprio tu!. ‘Sì. ‘Sei pazzo? E’ una persona anziana, non si fa. E poi sono tre giorni che non risponde al telefono, non mi vuole più parlare.

Ahi.


Casualmente, Berlusconi doveva quotarsi in Borsa e non è avvenuto con Cuccia. Ma alla fine anche questo incidente si rivelò un vantaggio per Mediaset (…)

Quarto “fiore”: Wanna Marchi. Tutto nasce da Striscia.


Il suo errore è stato l’ingordigia: non le bastavano più le persone che cadevano gioiosamente nelle sue trappole. Per aumentare il business andava a consultare le vecchie liste dei clienti e li contattava per offrire dei numeri sicuri da vincere al Lotto.
Chiamarono anche la vispa signora Fosca che anni prima aveva acquistato uno sciogli-pancia. La signora, incuriosita dal fatto che il Mago Do Nascimento l’avesse sognata, ci chiamò e così mettemmo in piedi tutta la storia per raccontare il raggiro.

Certezza da Marchi: “I coglioni vanno inculati”.


È tuttora la proposta vincente: il mondo sta andando verso questa deriva. In trasmissione noi protestiamo contro chi occupa il posto dei disabili, mentre ormai sembra quasi normale chi vuole occupare dei Paesi perché gli “servono” (…)

SempreStriscia: avete anticipato molti vincitori di Sanremo. Quest’anno, chi?


Mi dicono Sal Da Vinci, forse solo per bruciarlo (…)

Suo “cliente” affezionato: Claudio Baglioni. Se ne occuperà ancora?


(Leggermente sospira) Purtroppo è un problema irrisolto per me e per tutti i passeracei, è un vulnus. È il trionfo del pensiero di Wanna Marchi; ultimamente si fa assegnare premi di ogni genere, anche prestigiosi, pure al Senato.

È invidioso?


Stupefatto per 1 suoi avvocati: come riusciranno a dimostrare, nel processo che si aprirà fra poco, che gli ho danneggiato l’immagine, quando non ha mai ricevuto tanti riconoscimenti in vita sua? (…)

Cos’è Striscia la Notizia?


Attualmente è un laboratorio sperimentale. La seconda puntata è risultata troppo ritmata e veloce per quella parte di pubblico ormai abituato ai più tranquillizzanti tempi turchi. La contaminazione tra varietà in studio e servizi è in fase di taratura: prevediamo di trovare la quadra per la quarta puntata (…)

Leggi l’intervista integrale sul sito de Il Fatto Quotidiano a questo link

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