Nell’intervista di Giovanna Cavalli a Ezio Greggio, per il Corriere della Sera, il conduttore di Striscia parla della sua carriera e del suo sodalizio artistico e professionale con Enzo Iacchetti
(…) Due bambinoni.
«Il mio amico Leslie Nielsen mi regalò una macchinetta infernale, che riproduceva dei peti terrificanti. In onda, appena finito lo stacchetto delle Veline, premevo il pulsante. Eli e Maddy ridevano perché credevano fossimo stati noi. Enzino che fosse capitato a una di loro. C’era grande goliardia».
In coppia con Enzino Ezio ha condotto 32 edizioni di Striscia la notizia.
Tipo nozze di rame.
«Ma anche di platino. Di più prezioso c’è solo la fattura dell’idraulico. Tra noi c’è una simbiosi rara, siamo una coppia, però liberi, l’ideale (…)».

Il debutto.
«Mi telefonò al mattino. “Ezio, stasera ti prego, non arrivare tardi”. “Va bene alle 4?”. “Magari”. Mi presentai alle 8 e 25, aveva fatto le prove con l’addetto alle pulizie (…)»
Fu perfido.
«Gli versai della grappa nel bicchiere sotto la scrivania. “Beva un sorso, lacchetti” Tracannò d’un fiato. Tossì per tre minuti, la gola a fuoco (…)».
Lei si autocensura?
«Non mi pongo il problema (…). La satira deve essere libera».
È mai finito nei guai per una battuta?
«Con Striscia qualche causa ce l’hanno fatta, però abbiamo sempre vinto. E spesso con gente che è finita in galera».

La proposta indecente.
«…Giocavo a calcio nella Rhodense. Venne a vedermi Ricci. Feci un gol pazzesco. Antonio lo raccontò a Berlusconi. Il giorno dopo dovevo incontrarlo per discutere del contratto. Mi propose: “Niente soldi in più, in cambio ti faccio giocare un quarto d’ora con il Milan al Santiago Bernabeu nell’amichevole col Real Madrid”. Presi il foglio e firmai. Silvio rise e lo strappò. “Sapevo che ti avrei fregato. Non posso farti giocare, però ti do l’aumento!».


