Emanuela Rosa-Clot, direttrice di Bell’Italia, per i 40 anni della rivista, pubblica “Testimoni di bellezza”: un viaggio tra 40 luoghi segnalati dai lettori e da un gruppo di amici della rivista: figure attive nel mondo dell’arte e dei beni culturali, fotografi, sportivi, chef…
Tra questi c’è quello scelto da Vittoria Ricci laureata in Relazioni pubbliche e pubblicità che, dopo una lunga gavetta in diverse produzioni del mondo dello spettacolo, lavora nel dietro le quinte della comunicazione e della produzione televisiva. È curatrice del museo di Striscia la notizia, unica realtà permanente al mondo dedicata a un programma tv. Appassionata di arte, fotografia e musica, si dedica a tempo pieno al coordinamento della comunicazione legata al programma e alle attività ideate dal padre Antonio Ricci.

Isola Gallinara, Albenga (Savona)
Nella Riviera di Ponente, sorpassati i labirinti dei lavori autostradali, di fronte alla città di Albenga ai confini con il golfo di Alassio, l’isola Gallinara spunta come un carapace timido in mezzo al mare. L’Isola si trova a circa 1,5 km dalla costa, il suo nome deriva dal latino Gallinaria, perché in epoca romana era abitata da galline selvatiche. Nel Medioevo ospitava un importante monastero benedettino e fu un punto strategico per il controllo del mare ligure. L’isola è una riserva naturale e fa parte di un’area marina protetta: da bambina ho avuto la fortuna di fare bagni interminabili nelle acque cristalline dell’isola grazie a Nino e Bugi Sommariva e passare interi pomeriggi a dipingere i suoi scorci con Binny Dobelli.
In passato era di proprietà privata; oggi divisa tra il Ministero della Cultura e un magnate ucraino, con la prospettiva di diventare in futuro un bene pubblico accessibile a tutti. L’Isola Gallinara appare così, al largo, una bellezza fatta per essere osservata più che posseduta, non si lascia addomesticare, si protegge come se l’isola stessa avesse scelto di farsi guscio, per restare intatta. Il suo carapace non è rifiuto verso l’altro, ma condizione stessa del suo splendore; una forma di difesa dell’anima, tipicamente ligure. La riva insegna a restare sulla soglia. Qui il mare non promette risposte ma invita alle domande e, nel farlo, accende il desiderio di conoscenza. La distanza ti fa riflettere che non tutto è accessibile ed usufruibile subito, non tutto è consumo. Ci vuole molta pazienza per amare la ruvidità della Liguria: dove tutto può essere limite o sconfinamento.
È una terra che non si concede, e proprio per questo resta da scoprire. La vegetazione e le rocce dell’isola sprofondano a picco nel mare. È un fondale che non si offre subito: tra le pieghe scure della scogliera, i colori accesi delle gorgonie e i movimenti lenti della posidonia, un Cristo Redentore emerge senza imporsi. E forse è questo il suo segreto: insegnare che la distanza, a volte, è il modo più intenso di avvicinarsi. In un tempo che espone tutto, la Gallinara custodisce ancora la bellezza del mistero.
