News

Che fine ha fatto Watly, la macchina che doveva dissetare il pianeta?

«Watly è un computer termodinamico che purifica l’acqua, genera elettricità e permette connessione a internet in qualunque parte del mondo».

È con queste parole che Marco Attisani conquistò le cronache di tutto il mondo con quello che sembrava essere un progetto rivoluzionario, in grado «di dare un futuro ai Paesi in via di sviluppo».

Lo “Steve Jobs dell’Africa” (come ama autodefinirsi) nel 2015 realizzò addirittura un toccante documentario – trasmesso da Discovery Channel – in cui andò in Ghana con “Watly”, salvo poi riportare la macchina indietro alla fine delle riprese e lasciando gli abitanti del posto letteralmente… a bocca asciutta!

“Watly” ha ricevuto finanziamenti a fondo perduto dalla Comunità Europea e l’endorsement di diverse personalità politiche italiane. Una su tutte quella dell’attuale ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio, che ha dedicato ore di dirette social a Marco Attisani e al suo funambolico progetto.


Peccato che oggi, a 5 anni di distanza, “Watly” stia cominciando ad assumere le sembianze di un bluff e che, secondo le ricerche dell’inviato di Striscia la notizia Moreno Morellonon risulti alcuna macchina attualmente in funzione.

In attesa di ulteriori sviluppi e mentre gli abitanti di Abenta (Ghana) chiedono ad Attisani di «mantenere le promesse fatte», il Tg satirico di Antonio Ricci indaga su un caso che riserverà parecchie sorprese.